ULSS4, Anna Pastrello nuova infermiera di continuità assistenziale a San Donà
La professionista, in ULSS4 da 36 anni, prende servizio in Medicina a San Donà di Piave.
SAN DONÀ DI PIAVE - L’ULSS4 rafforza il raccordo tra ospedale e territorio con un nuovo ingresso nel team delle infermiere di continuità assistenziale: da sabato 1 agosto 2026 Anna Pastrello ha preso servizio nel reparto di Medicina - Sezione 1 dell’ospedale di San Donà di Piave. Con il suo arrivo salgono a sette le professioniste impegnate in questa funzione tra i presidi di Jesolo, Portogruaro e San Donà.
Pastrello è dipendente dell’ULSS4 da 36 anni. Il suo percorso professionale è iniziato nel 1990 in Chirurgia a Jesolo, poi è proseguito in Ortopedia a Portogruaro e, dal 2000, in Medicina a San Donà di Piave. Ora assume un incarico che riguarda in particolare i pazienti fragili e la fase delicata del rientro a casa dopo il ricovero.
Dove sono attive le infermiere di continuità assistenziale
Con questo inserimento, la rete aziendale conta sette infermiere di continuità assistenziale. Sei erano già operative dallo scorso marzo: una all’ospedale di Jesolo, quattro a Portogruaro e una a San Donà di Piave. Pastrello diventa quindi la seconda professionista in servizio nel presidio sandonatese.
Il lavoro viene svolto in stretto coordinamento con la Centrale operativa territoriale, che segue la transizione protetta dei pazienti fragili verso il domicilio, in collegamento con i medici di medicina generale e con i servizi di assistenza domiciliare integrata.
Che cosa fa questa figura e perché riguarda i pazienti fragili
L’infermiere di continuità assistenziale interviene già durante la degenza ospedaliera per seguire i pazienti che possono incontrare difficoltà nel rientro a casa. Il compito è valutare i bisogni assistenziali, gli eventuali ausili necessari e la necessità di attivare supporti a domicilio prima della dimissione.
La funzione comprende anche il collegamento tra reparti ospedalieri e servizi territoriali, il supporto a familiari e caregiver e l’orientamento verso le soluzioni più adatte, dall’assistenza domiciliare agli ospedali di comunità e alle case della comunità. L’obiettivo è assicurare una presa in carico senza interruzioni tra il momento della dimissione e il ritorno al domicilio.
Si tratta di una figura diventata sempre più strutturata nel Servizio sanitario nazionale, anche alla luce della riforma dell’assistenza territoriale. L’ULSS4 la inserisce in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e da nuclei familiari spesso meno numerosi, con maggiori difficoltà nell’assistenza continuativa dopo un ricovero.
La dichiarazione dell’ULSS4
Secondo il direttore generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza, l’ingresso di Pastrello consolida una rete professionale che punta a rendere più sicuro il passaggio dall’ospedale al territorio. Bramezza sottolinea che, in un’area con popolazione anziana in crescita, questa figura aiuta a ridurre i ricoveri non necessari, a rendere più sicure le dimissioni e a garantire continuità nella presa in carico anche dopo l’uscita dal reparto.
L’inserimento di Pastrello porta dunque a due le infermiere di continuità assistenziale attive all’ospedale di San Donà di Piave, all’interno di una squadra distribuita tra Jesolo, Portogruaro e San Donà di Piave.