Udine, l'esposizione dedicata a Guido Guidi a Casa Cavazzini fino al 6 gennaio

"Col Tempo. 1956–2024": oltre 400 opere e materiali d’archivio

02 gennaio 2026 19:21
Udine, l'esposizione dedicata a Guido Guidi a Casa Cavazzini fino al 6 gennaio -
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UDINE - La città di Udine si prepara a salutare uno degli appuntamenti culturali più rilevanti degli ultimi mesi. A Casa Cavazzini, spazio simbolo dell’arte moderna e contemporanea, stanno per terminare i giorni di apertura della grande retrospettiva dedicata a Guido Guidi, maestro riconosciuto della fotografia italiana e internazionale.

L’esposizione, intitolata Col Tempo. 1956–2024, resterà accessibile al pubblico fino al 6 gennaio 2026, offrendo un’ultima opportunità per immergersi in un percorso di straordinaria profondità visiva e concettuale.

Una raccolta di 400 opere, un percorso iniziato negli anni Cinquanta

La rassegna, promossa dal Comune di Udine in collaborazione con il MAXXI e con l’Archivio Guido Guidi, raccoglie circa 400 opere, tra stampe storiche, lavori recenti, immagini rare e materiali mai presentati prima. Il visitatore viene accompagnato lungo un itinerario che parte dagli anni Cinquanta e arriva fino alle sperimentazioni più attuali, mettendo in luce l’evoluzione di uno sguardo capace di trasformare l’ordinario in materia di riflessione.

Le immagini raccontano paesaggi marginali, architetture silenziose e luoghi della vita quotidiana, osservati con una sensibilità che restituisce al tempo un ruolo centrale, non solo come soggetto, ma come vero e proprio strumento di analisi visiva.

Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione riguarda il dialogo tra fotografia e architettura, elemento chiave nella ricerca di Guidi. Particolare attenzione è dedicata al rapporto con il pensiero progettuale di Carlo Scarpa, che ha influenzato in modo significativo il modo di osservare e registrare lo spazio costruito.

Un'occasione unica per scoprire il processo creativo di Guido Guidi

Accanto alle immagini, trovano spazio quaderni di lavoro, appunti manoscritti, provini e documenti d’archivio che mostrano il dietro le quinte del processo creativo. L’archivio non è presentato come semplice raccolta, ma come laboratorio attivo, in continua trasformazione.

Ad arricchire il percorso contribuisce anche un progetto video multicanale firmato dal regista Alessandro Toscano. L’installazione accompagna il pubblico in una dimensione narrativa che amplia la lettura delle opere fotografiche, offrendo nuove chiavi di interpretazione e una fruizione più coinvolgente.

La visita diventa così un’esperienza completa, capace di unire immagine fissa, parola e movimento, all’interno di uno spazio museale come Casa Cavazzini, punto di riferimento per la cultura visiva in città.

Visitare la mostra significa confrontarsi con un autore che ha ridefinito il modo di osservare il paesaggio contemporaneo, restituendo valore ai dettagli, ai margini e al trascorrere del tempo.

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