Dazi, dumping ed emissioni: Cisint e Dreosto fanno tappa al cementificio di Fanna

Nel sopralluogo focus su sicurezza, concorrenza di Turchia e Cina e regole UE sulle emissioni.

04 agosto 2026 09:46
Dazi, dumping ed emissioni: Cisint e Dreosto fanno tappa al cementificio di Fanna -
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FANNA - Sicurezza sul lavoro, concorrenza internazionale e regole europee sulle emissioni: sono questi i temi emersi dalla visita istituzionale della parlamentare europea Annamaria Cisint e del senatore Marco Dreosto allo stabilimento Alpacem di Fanna, indicato come l’ultimo cementificio ancora operativo in Friuli Venezia Giulia.

Nel corso del sopralluogo, i due rappresentanti hanno incontrato i vertici dell’azienda e in particolare l’amministratore delegato Lutz Weber, facendo il punto sulle prospettive e sulle criticità del comparto dei materiali da costruzione, una filiera ritenuta strategica sia per l’economia italiana sia per quella europea.

I temi del confronto nello stabilimento di Fanna

Al centro dell’incontro ci sono stati soprattutto i riflessi della normativa europea su un settore industriale energivoro e sottoposto a forte pressione competitiva. In questo quadro, la visita allo stabilimento fannese è stata letta anche come occasione per osservare da vicino una realtà produttiva che continua a operare in un contesto complesso.

Lo stabilimento, oggi inserito in un gruppo industriale presente tra Italia, Austria e Slovenia, è stato presentato come un caso di tenuta produttiva in un ambito tradizionalmente esposto a rischi elevati sul fronte degli infortuni.

Un dato evidenziato durante il sopralluogo riguarda proprio la sicurezza: pur trattandosi di un’attività industriale ad alto rischio, Alpacem registra una sinistrosità praticamente azzerata, risultato attribuito agli investimenti sulla formazione del personale e a un’impostazione aziendale centrata sulla prevenzione.

Dazi, dumping e quote di emissione

Nel confronto con l’azienda, Annamaria Cisint ha richiamato la necessità di una tutela più forte dell’industria europea, soffermandosi sull’aumento del dumping straniero. In particolare ha citato la pressione esercitata da produzioni provenienti da Turchia e Cina, che starebbe coinvolgendo anche il settore dei materiali da costruzione dopo l’introduzione dei dazi internazionali.

Un altro nodo affrontato è quello dell’ETS europeo, il sistema con cui Bruxelles calcola e assegna le quote relative alle emissioni inquinanti. Secondo quanto emerso durante la visita, il meccanismo andrebbe adeguato per evitare effetti negativi e contraccolpi economici su comparti industriali come quello del cemento.

Il riferimento alla sicurezza e al lavoro

Marco Dreosto, che fa parte della commissione Lavoro del Senato, ha definito Alpacem un “modello virtuoso”, sottolineando come l’esperienza dello stabilimento di Fanna mostri la possibilità di produrre qualità e valore aggiunto senza rinunciare all’etica del lavoro.

La visita delle ultime ore si è così concentrata su due aspetti concreti: da una parte la tenuta industriale dell’ultimo cementificio attivo in regione, dall’altra i margini di intervento sulle norme europee e sulle condizioni di concorrenza che incidono direttamente sul futuro del settore.

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