Università in Friuli Venezia Giulia, Honsell contesta il taglio del fondo statale 2026

Il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg parla di riduzione del Fondo di finanziamento ordinario e richiama il divario con l’Europa sui

10 agosto 2026 21:48
Università in Friuli Venezia Giulia, Honsell contesta il taglio del fondo statale 2026 -
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TRIESTE - Il finanziamento statale ordinario destinato alle università del Friuli Venezia Giulia per il 2026 è al centro della presa di posizione del consigliere regionale Furio Honsell, che contesta la lettura fornita dal ministero dell’Università e della Ricerca e parla di una riduzione, seppur contenuta, rispetto all’anno precedente.

Secondo Honsell, esponente di Open Sinistra Fvg, il ministero avrebbe sostenuto che le risorse sono in linea con quelle dello scorso anno, ma per il consigliere il dato reale indica comunque un calo inferiore a un punto percentuale. Un taglio che, osserva, pesa ancora di più se letto nel contesto dell’inflazione, perché anche una flessione limitata finisce per tradursi in una riduzione più marcata in termini reali per gli atenei regionali.

Il nodo del Fondo di finanziamento ordinario

Nel suo intervento, Honsell punta il dito contro la diminuzione del Fondo di finanziamento ordinario destinato alle università del territorio, definendola motivo di forte preoccupazione. Il riferimento è alle risorse assegnate agli atenei del Friuli Venezia Giulia per il prossimo anno, che secondo il consigliere risultano inferiori a quelle del 2025.

Honsell critica anche il confronto proposto dalla ministra Anna Maria Bernini con il 2019, giudicandolo poco significativo. A suo avviso, paragonare i dati attuali a quelli di alcuni anni fa non tiene conto dell’andamento dell’inflazione registrato nel frattempo, con periodi in cui l’aumento dei prezzi ha toccato livelli molto alti.

Il confronto con l’Europa sui laureati

La presa di posizione si allarga poi al tema dell’istruzione universitaria in Italia e in Friuli Venezia Giulia. Honsell richiama infatti il ritardo del Paese rispetto agli altri Stati europei nella quota di persone tra i 25 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio terziario.

L’obiettivo fissato dall’Unione europea per il 2030 è il 45%, mentre, secondo i dati citati dal consigliere, l’Italia — compreso il Friuli Venezia Giulia — resta sotto il 35%. Un divario di dieci punti percentuali rispetto alla media europea che, sempre secondo Honsell, colloca il Paese al secondo peggior livello nell’Unione.

Per il consigliere regionale, questi numeri dovrebbero spingere a rafforzare gli investimenti su università, conoscenza e formazione, anziché accettare una contrazione delle risorse destinate al sistema accademico.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Honsell invita la ministra a riflettere sui dati relativi al numero di laureati e sul ritardo italiano rispetto agli standard europei, sostenendo che le risorse pubbliche dovrebbero essere indirizzate in misura maggiore verso istruzione ed emancipazione dei cittadini.

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