Precipita per 300 metri: chi era Valentino Spigariol, il runner dal cuore grande
Valentino Spigariol, 46 anni di Preganziol, è la vittima della caduta in Val di Fassa. Il lavoro nel sociale, i trail e la fotografia.
PREGANZIOL – Si chiamava Valentino Spigariol, aveva 46 anni e viveva a Preganziol, in provincia di Treviso. È lui l’escursionista morto nel pomeriggio di lunedì 14 settembre sulle Creste di Costabella, in Val di Fassa, dopo una caduta di circa trecento metri nei pressi di cima Om Gran.
Nordest24 aveva dato subito notizia della tragedia, pubblicando già nella serata di lunedì la prima ricostruzione dell’incidente e dell’intervento dei soccorritori, quando erano disponibili soltanto l’età e la provincia di residenza della vittima. Ora all’accaduto si aggiungono un nome e una storia: quella di un marito e padre, conosciuto nel mondo della corsa per la partecipazione alle gare e per il tempo dedicato ad aiutare gli altri.
Chi era Valentino Spigariol
La sua quotidianità comprendeva il lavoro nel sociale, la famiglia e una passione per le attività all’aperto coltivata negli anni. Dal 2011 lavorava nella cooperativa sociale Centro di Solidarietà come operatore sociosanitario.
Era uno storico tesserato del gruppo di runner La Butto in Vacca, molto conosciuto nell'ambito sportivo in Veneto e Friuli. Nel ricordo dell’associazione emerge soprattutto la sua disponibilità: terminata una gara, rimaneva ad aspettare gli altri partecipanti e si rendeva utile a chi aveva ancora bisogno di assistenza.
Frequentava le manifestazioni anche con incarichi di apripista e chiudipista, collaborando con chi organizzava gli eventi. Un impegno che lo aveva portato a costruire rapporti con diverse realtà del trail, tra cui il Trail degli Eroi e il Trail del Gevero.
Il contributo alla Greenway del Sile
Tra le iniziative alle quali aveva contribuito figura la nascita dell’ultramaratona Greenway del Sile. Un legame che trova riscontro anche nelle cronache di oltre dieci anni fa.
Il 22 novembre 2015, in occasione di una corsa organizzata per celebrare il completamento della Greenway, Spigariol era indicato alla guida del gruppo in partenza dalla Torre del Caigo, a Jesolo, con destinazione Treviso. Il programma prevedeva 55 chilometri, con altri partecipanti pronti a unirsi lungo il percorso.
Quell’appuntamento aiuta a ricostruire la continuità del suo impegno: Valentino prendeva parte alle corse, ma contribuiva anche a farle nascere e a coinvolgere altre persone. Nel ricordo dei compagni di squadra, l’iniziativa personale si accompagnava all’attenzione per chi condivideva con lui il percorso.
La montagna raccontata attraverso le fotografie
Accanto al trail c’era la fotografia naturalistica e di montagna. Chi lo conosceva lo ricorda intento a cercare scorci e luci tra le vette, portando con sé la macchina fotografica nelle uscite all’aperto.
Anche questa passione aveva trovato occasioni di condivisione pubblica. Un annuncio del 2011 presentava Spigariol come ospite di una serata del Cai di Motta di Livenza, dedicata a fotografie e video sulle vie normali delle Dolomiti. L’incontro era in programma il 13 ottobre.
Corsa, escursioni e immagini erano dunque interessi coltivati da tempo. Nel ricordo del suo gruppo sportivo, la natura occupava un posto importante nella sua vita, insieme agli affetti familiari e alle relazioni costruite attraverso le gare.
L’incidente sulle Creste di Costabella
Lunedì pomeriggio Spigariol stava affrontando il sentiero alpinistico P02, sulle Creste di Costabella, in direzione di cima Uomo. Si tratta dell’itinerario per escursionisti esperti che prosegue oltre la ferrata Bepi Zac.
Secondo la ricostruzione comunicata dai soccorritori, la caduta è avvenuta nei pressi di cima Om Gran, a circa 2.800 metri di quota, poco prima della forcella dell’Uomo. L’uomo avrebbe perso l’equilibrio, precipitando lungo un pendio roccioso molto ripido per circa 300 metri.
A dare l’allarme, intorno alle 16, è stata la donna che stava effettuando l’escursione con lui. La chiamata al 112 ha fatto partire l’intervento della Centrale Unica di Emergenza.
L’elicottero da Pontives e il recupero
Sono stati attivati gli operatori della Stazione di Moena del Soccorso Alpino e Speleologico e l’elicottero di Aiut Alpin Dolomites, decollato dalla base di Pontives.
Dopo aver sorvolato il versante, l’equipaggio ha individuato l’escursionista. Il medico è stato calato con il verricello fino al luogo dell’incidente, dove ha constatato il decesso.
Ricevuto il nullaosta delle autorità, l’elicottero ha imbarcato due soccorritori della Stazione di Moena, che hanno raggiunto il punto della caduta per procedere al recupero. La salma è stata quindi trasferita alla camera mortuaria di Pozza di Fassa.
La compagna di escursione è stata accompagnata in elicottero al passo San Pellegrino e affidata ai soccorritori di Moena e agli Psicologi per i popoli.
Il ricordo dei compagni di corsa
Nel saluto del gruppo La Butto in Vacca, il ricordo sportivo si intreccia con quello personale. I compagni descrivono un uomo presente nelle iniziative, disposto a collaborare con gli organizzatori e ad affiancare i partecipanti, senza esaurire il proprio impegno al passaggio del traguardo.
È questa presenza che gli amici richiamano ora: Valentino alle partenze, lungo i sentieri, accanto a chi arrivava dopo. Insieme al runner e all’appassionato di fotografia, ricordano soprattutto il marito, il papà e l’amico con cui avevano condiviso una parte della propria vita.