Cosa cambia dal 1° ottobre a Venezia per auto, riscaldamento e allerta PM10?

La risposta breve: le fasce di limitazione si allungano fino alle 19.30, gli Euro 5 diesel restano ammessi solo con livello verde e per alcuni edifici cambia il periodo di accensione.

25 settembre 2026 10:07
Cosa cambia dal 1° ottobre a Venezia per auto, riscaldamento e allerta PM10? -
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VENEZIA – Dal 1° ottobre 2026, a Venezia e nell'agglomerato metropolitano, la fascia quotidiana delle limitazioni al traffico per i veicoli più inquinanti passa dalle 8.30-18.30 alle 8.30-19.30. La stagione delle misure termina il 30 aprile 2027. Per chi possiede un diesel Euro 5 la novità decisiva è un'altra: il divieto strutturale al livello verde è rinviato al 1° ottobre 2027, ma nelle giornate di allerta arancione o rossa le limitazioni previste per questi veicoli restano in vigore. Cambia anche il periodo di esercizio di alcuni impianti di riscaldamento, ma non è corretto tradurre questa regola in un generico “termosifoni vietati fino a novembre” per tutte le abitazioni.

È la risposta pratica alla domanda che si pone chi deve andare al lavoro in auto, gestisce un negozio o sta preparando l'impianto per l'inverno. Le informazioni sono state presentate il 24 settembre dal Tavolo tecnico zonale della Città metropolitana, sulla base della DGR Veneto n. 1024 del 18 settembre. I Comuni devono recepire le misure con le rispettive ordinanze: per una multa, una deroga o la classe precisa di un mezzo conta sempre il testo comunale vigente, non una sintesi letta mesi prima.

Da quando valgono le misure e dove si applicano

Il periodo indicato è dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027. Nell'area veneziana le misure sono obbligatorie nei Comuni dell'agglomerato – Venezia, Marcon, Martellago, Mira, Quarto d'Altino, Scorzè e Spinea – e nei Comuni metropolitani sopra i 30 mila abitanti, cioè Chioggia e San Donà di Piave. Questo non significa che tutti abbiano la stessa segnaletica, la stessa area sottoposta a limitazione o le stesse deroghe: chi si sposta fra Comuni deve leggere anche l'ordinanza locale.

Il nuovo orario riguarda la circolazione dei veicoli inclusi nelle limitazioni antismog. Dal 1° ottobre, nella fascia interessata, il divieto dura dunque un'ora in più la sera: dalle 8.30 alle 19.30. Il Tavolo metropolitano precisa che l'impianto delle limitazioni già applicato nella stagione precedente resta invariato, salvo questa estensione oraria e le misure compensative collegate al rinvio degli Euro 5. Non è prudente ricavare dall'età dell'auto una risposta automatica: l'abilitazione dipende da alimentazione, categoria del veicolo, classe ambientale, livello di allerta e da eventuali esenzioni riportate nell'ordinanza.

Il calendario prevede anche l'interruzione natalizia delle limitazioni dal 19 dicembre al 6 gennaio. Restano confermate sette domeniche ecologiche fra ottobre e aprile; date, perimetri, categorie escluse e modalità di transito saranno definiti negli atti comunali. Per questo non va dato per scontato che una domenica ecologica sia uguale al blocco feriale, né che riguardi ogni strada della terraferma.

Diesel Euro 5: cosa resta consentito e quando no

Il rinvio approvato dalla Regione evita il blocco strutturale dei diesel Euro 5 al livello verde, cioè quando non è attiva alcuna allerta PM10. In queste giornate, fino al 30 settembre 2027, un Euro 5 diesel non entra automaticamente nel divieto solo per la sua classe. È un cambiamento rispetto alla scadenza che era attesa per questo autunno e aggiorna il precedente quadro sul rinvio del blocco degli Euro 5 diesel.

Il rinvio non è però un lasciapassare valido per tutta la stagione. La Città metropolitana conferma che le limitazioni agli Euro 5 diesel restano nei giorni di allerta arancione e rossa, nei Comuni oltre 30 mila abitanti e nell'agglomerato. Per un residente di Mestre o per chi entra in città dall'hinterland, la domanda utile non è quindi soltanto “la mia auto è Euro 5?”, ma anche “qual è il livello PM10 valido domani nel mio Comune?”.

Chi vuole verificare la classe ambientale del proprio mezzo può farlo dalla carta di circolazione: per evitare errori occorre guardare alimentazione e categoria, non solo l'anno di immatricolazione. Prima di un tragitto nell'orario 8.30-19.30, è sensato controllare il bollettino e poi l'ordinanza aggiornata. Le esenzioni, quando previste, sono specifiche e spesso richiedono documentazione: non vanno confuse con il rinvio generale degli Euro 5.

Verde, arancione e rosso: come si forma l'allerta

Il colore non descrive una previsione meteo né il traffico della singola strada. È il livello con cui ARPAV segnala un accumulo persistente di PM10 nell'area di riferimento. Il livello verde è l'assenza di allerta; l'arancione scatta con almeno quattro giorni consecutivi oltre il limite giornaliero di PM10, il rosso con almeno dieci giorni consecutivi. Il limite giornaliero considerato è 50 microgrammi per metro cubo.

ARPAV pubblica il bollettino dei livelli di allerta PM10: è il controllo da fare prima di programmare uno spostamento, perché il livello può cambiare durante la stagione. Per Venezia la stazione di riferimento indicata dal Comune è Bissuola. Il bollettino non sostituisce il testo dell'ordinanza, ma evita l'errore più frequente: ritenere che le regole arancioni o rosse valgano soltanto dopo un annuncio sui social.

Le misure di livello arancione e rosso possono applicarsi da lunedì a domenica. In caso di rosso prolungato sono previste ulteriori limitazioni anche per macchine operatrici agricole e industriali. Il quadro è quindi più ampio della sola automobile privata. Per capire la differenza tra dato misurato, previsione e fonte istituzionale può essere utile anche il nostro approfondimento su come leggere i dati ufficiali sulla qualità dell'aria: l'ozono estivo e il PM10 invernale sono inquinanti diversi, ma la regola di base è la stessa, controllare il canale ambientale competente per luogo e data.

Riscaldamento: quali edifici hanno una stagione più corta

La novità non riguarda indistintamente ogni impianto domestico. Nei Comuni in fascia climatica E, per gli edifici pubblici e per quelli destinati a commercio e servizi, l'esercizio degli impianti alimentati da combustibili fossili e biomassa è consentito dal 1° novembre al 12 aprile. La riduzione è di 18 giorni rispetto alla finestra precedente, che iniziava il 15 o il 18 ottobre a seconda del caso.

Per un ufficio, un negozio, una palestra o una struttura pubblica è quindi necessario verificare con il manutentore o con il responsabile dell'impianto se ricorre quella destinazione d'uso e quale disciplina locale è stata recepita. Per le abitazioni non si deve invece dedurre dal comunicato che il riscaldamento sia vietato fino al 1° novembre: la comunicazione metropolitana individua espressamente il cambiamento per pubblici e commercio/servizi. Restano inoltre da valutare le eccezioni previste dalla normativa nazionale per situazioni climatiche particolari e gli obblighi del singolo impianto.

Nei giorni arancioni e rossi, nei Comuni sopra i 100 mila abitanti fra cui Venezia, si estende il divieto di utilizzo anche agli impianti a biomassa 5 stelle. È una regola che interessa soprattutto chi usa legna o pellet: prima di accendere occorre controllare il livello del giorno, la classificazione dell'apparecchio e la presenza di un sistema alternativo. Nella stagione precedente le limitazioni comunali già distinguevano temperatura, tipo di generatore e livelli di allerta; la pagina del Comune sulle misure di contenimento delle polveri sottili resta il punto da verificare quando sarà caricata l'ordinanza 2026-2027.

Falò, barbecue e combustioni all'aperto

Fra il 1° ottobre e il 30 aprile entrano in vigore anche divieti e limitazioni per le combustioni all'aperto, compresi falò rituali, barbecue e fuochi d'artificio, collegati al periodo di riscaldamento e ai livelli di allerta. In presenza di allerta le regole diventano più restrittive. Qui conta in modo particolare la disposizione del proprio Comune, perché autorizzazioni, numero di eventi tradizionali ammessi e deroghe non sono una materia da ricostruire per analogia.

Chi organizza una festa, una sagra o un'attività economica non dovrebbe attendere il giorno stesso per informarsi. Conviene controllare ordinanza, eventuale autorizzazione e bollettino. Il tema era già stato affrontato da Nordest24 nelle regole sui barbecue e sulle combustioni all'aperto; per l'autunno veneziano, tuttavia, prevalgono sempre i provvedimenti aggiornati della stagione antismog.

La checklist utile prima di uscire o accendere l'impianto

Per chi guida, l'ordine corretto è questo: identificare con precisione alimentazione, categoria e classe Euro del veicolo; controllare il bollettino ARPAV per il giorno interessato; leggere l'ordinanza del Comune in cui si circola e verificare se è prevista una deroga documentabile. Un diesel Euro 5 può circolare al livello verde, ma non per questo può ignorare l'allerta successiva o le limitazioni previste per altre categorie.

Per chi gestisce un immobile, serve invece distinguere uso dell'edificio, fonte energetica e tipo di apparecchio. La finestra 1° novembre-12 aprile riguarda pubblici e commercio/servizi in fascia E; le misure su stufe e caldaie a biomassa dipendono dal livello PM10. La Città metropolitana ha chiarito il quadro generale, ma l'atto comunale è il riferimento operativo per sanzioni, confini e deroghe. A Venezia si può seguire anche la pagina comunale dedicata e il canale informativo collegato al bollettino ARPAV.

In sintesi: dal 1° ottobre l'ora aggiuntiva di divieto impone più attenzione agli spostamenti serali; gli Euro 5 diesel non sono bloccati in automatico al verde ma restano coinvolti nelle allerte; il riscaldamento cambia per una parte precisa degli edifici, non per ogni casa. Controllare fonte ufficiale e ordinanza locale prima di muoversi è l'unico modo per applicare queste novità senza affidarsi a interpretazioni incomplete.

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