Venezia 83, in Open il documentario "Juso per ferie" su Galliano Juso
Il film di Karen Di Porto e Steve Della Casa sarà presentato l’8 settembre 2026 alla Mostra del Cinema con proiezione e Q&A alla Sala.
VENEZIA - Alla Mostra del Cinema di Venezia arriva l’8 settembre 2026 “Juso per ferie”, documentario dedicato al produttore Galliano Juso e inserito nella sezione Open - Fuori Concorso. Il film è scritto da Karen Di Porto e Steve Della Casa, con regia di Karen Di Porto, e ripercorre oltre cinquant’anni di cinema italiano attraverso una figura centrale e fuori dagli schemi della produzione di genere.
La giornata di presentazione prevede alle 9.00 il press screening alla Sala Corinto, dalle 11.15 alle 12.30 le attività stampa all’Hotel La Meridiana, alle 15 il photocall a Palazzo del Casinò e alle 17.00 la proiezione ufficiale con Q&A, ancora alla Sala Corinto.
Prodotto da Francesco Cimpanelli per Life Cinema, in collaborazione con Titanus, Rodeo Drive e Master Five Cinematografica, il documentario racconta la parabola umana e professionale di Juso, produttore capace di muoversi tra cinema popolare, ricerca di nuovi autori e sperimentazione.
Il ritratto di un produttore atipico
Il film segue il percorso di Galliano Juso dagli anni Settanta in poi, restituendo il profilo di un produttore legato a una stagione molto riconoscibile del cinema italiano ma capace di attraversare linguaggi e stagioni diverse. L’avvio della carriera coincide con il poliziottesco, lavorando con interpreti come Luc Merenda in “Il poliziotto è marcio” di Fernando Di Leo del 1974 e con Tomas Milian, con cui Juso firma una delle fasi più fortunate della sua attività, anche nel sodalizio produttivo con Bruno Corbucci per “Squadra antiscippo” del 1976.
Negli anni successivi il suo lavoro si allarga ad altri generi, dalla commedia popolare ed erotica fino alla ricerca di voci più eccentriche e personali. Tra i registi con cui ha collaborato compaiono Nando Cicero, Daniele Ciprì e Franco Maresco, oltre a Flavia Mastrella. Il documentario ricorda anche il sostegno dato a cineaste come Giuliana Gamba, Maria Martinelli e Monica Stambrini, poi figura centrale del collettivo Le ragazze del porno, di cui Juso produsse “Benzina” nel 2001.
La presentazione alla Mostra
“Juso per ferie” sarà presentato nell’ambito dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove approda fuori concorso con un taglio che unisce memoria, ironia e ritratto personale. Il documentario attraversa una filmografia eterogenea, in cui il cinema di genere convive con la sperimentazione e con la costante attenzione alle opere prime.
Steve Della Casa definisce Galliano Juso “il punto di incontro perfetto tra il romanticismo e l’arte d’arrangiarsi” e ricorda la sua capacità di intuire autori destinati a portare novità nel cinema italiano, pur lavorando spesso con risorse limitate. Nelle sue parole emerge il profilo di un produttore capace di fare i film che voleva anche senza avere i mezzi economici ideali per realizzarli.
Per Karen Di Porto il film nasce invece anche da un legame diretto: Juso ha prodotto i suoi primi due film e le ha dato la possibilità di esordire al cinema, oltre a dirigere “Il Grande Boccia”, progetto che il produttore inseguiva da decenni. La regista lo descrive come una figura segnata da coraggio, spregiudicatezza e perseveranza.
Cast creativo e produzione
Il documentario è firmato da Karen Di Porto e Steve Della Casa per la scrittura, mentre la regia è affidata alla stessa Di Porto. A produrlo è Francesco Cimpanelli per Life Cinema, con la collaborazione di Titanus, Rodeo Drive e Master Five Cinematografica.
Il risultato, nelle intenzioni degli autori, è un racconto libero e imprevedibile di una stagione del cinema italiano vista attraverso chi ha continuato fino agli ultimi anni a cercare storie, talenti e nuovi autori su cui scommettere.