Bevilacqua La Masa, dieci anni di attività: più atelier, mostre e fondi europei
La Fondazione traccia il bilancio del decennio 2016-2026: crescono studi, bandi, mostre, residenze e collaborazioni internazionali.
VENEZIA - Alla conclusione del mandato 2016-2026 del Consiglio di amministrazione presieduto dal professor Bruno Bernardi, la Fondazione Bevilacqua La Masa ha tracciato il bilancio dei dieci anni di attività, segnati dall'ampliamento degli atelier, dall'aumento della partecipazione ai bandi, dalla crescita dell'attività espositiva e da un rafforzamento delle relazioni internazionali.
Nel resoconto diffuso dalla Fondazione, il decennio viene descritto come una fase di trasformazione dell'istituzione, che ha consolidato la propria identità storica come luogo dedicato alla formazione, alla produzione e all'accompagnamento professionale dei giovani artisti, ampliando nello stesso tempo la capacità di confronto con reti, istituzioni e interlocutori nazionali e internazionali.
Gli atelier e l'aumento delle candidature
Uno dei dati evidenziati riguarda il sistema degli atelier. Nel 2016 la Fondazione disponeva di 12 studi attivi, mentre due spazi necessitavano di interventi di recupero prima di poter essere nuovamente assegnati. Durante il mandato gli atelier sono stati restaurati e ripristinati. A questi si sono aggiunti altri dieci spazi attivati grazie all'accordo con la Fondazione Musei Civici Venezia presso l'Emeroteca dell'Arte di Mestre, struttura che oggi ospita anche collettivi artistici e pratiche contemporanee condivise.
L'intero sistema degli atelier, viene sottolineato, è stato ampliato e consolidato sia dal punto di vista strutturale sia sotto il profilo gestionale, anche grazie al lavoro di manutenzione e coordinamento seguito da Monica Folin e dallo staff tecnico della Fondazione.
In parallelo è cresciuto in modo netto anche l'interesse per i bandi: dai 22 candidati del 2016 si è passati ai 132 partecipanti registrati nell'ultimo bando. Un dato che, secondo la Fondazione, riflette la maggiore attrattività di una proposta costruita su studi, formazione, relazioni professionali, scambi internazionali e accompagnamento curatoriale.
Mostre, eventi e residenze
Nel secondo mandato del consiglio di amministrazione, dal gennaio 2023 a oggi, la Fondazione ha realizzato 47 mostre, 62 eventi e 6 periodi di residenza per artisti e critici.
Negli ultimi quattro anni e mezzo, le attività espositive hanno inoltre prodotto circa un milione di euro di entrate proprie. Nel dettaglio, la Fondazione indica 103 mila euro nel 2022, 167 mila euro nel 2023, 364 mila euro nel 2024, 182 mila euro nel 2025 e 183 mila euro nei primi mesi del 2026.
Queste risorse sono state impiegate per finanziare programmi di viaggio e permanenza all'estero per gli assegnatari degli atelier, scambi internazionali, partecipazioni fieristiche, attività curatoriale dedicata e, in una fase più recente, anche un servizio professionale di comunicazione.
I rapporti con curatori, gallerie e istituzioni
Sul fronte della programmazione espositiva, la Fondazione segnala il consolidamento del proprio ruolo come piattaforma di confronto tra artisti, curatori, gallerie e istituzioni internazionali. Tra le collaborazioni citate figura quella con Milovan Farronato, che ha continuato a lavorare con la Fondazione anche negli ultimi anni, presentando progetti dedicati a Guglielmo Castelli, Patricia Leite e Giangiacomo Rossetti, con il sostegno di Mendes Wood DM, Rodeo e Thomas Dane Gallery.
Nel corso del mandato sono state sviluppate inoltre collaborazioni con numerose gallerie e istituzioni internazionali, considerate strumenti di crescita professionale e di apertura di nuove opportunità per gli artisti coinvolti. Tra queste vengono ricordate Galleria Contini, Saatchi Yates, Museum of Latin American Art di Long Beach e Tornabuoni Art di Parigi. Con questi partner sono stati realizzati progetti come Captcha 2826 di Pascal Sender, la mostra in Piazza dedicata a Betsabeé Romero e il progetto Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes, con la partecipazione del Musée Picasso e il sostegno operativo della Fondazione Musei Civici Venezia.
Il recupero della Collezione Bevilacqua La Masa
Tra i passaggi ritenuti più rilevanti del decennio c'è il lavoro di ricostruzione e recupero della Collezione Bevilacqua La Masa, coordinato in particolare da Claudio Donadel.
La Fondazione ha avviato un processo di inventariazione e recupero delle opere storicamente acquisite attraverso premi d'acquisto e rimaste per anni presso gli artisti. Un intervento che, secondo quanto riferito, ha permesso di restituire alla collettività un patrimonio considerato fondamentale per ricostruire oltre un secolo di vicende artistiche legate a Venezia e alla storia stessa della Fondazione.
La collezione è stata presentata per la prima volta fuori Venezia con una mostra curata da Stefano Coletto al Museo Ettore Fico di Torino e, viene annunciato, troverà prossimamente una nuova collocazione presso la sede dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.
Progetti europei e risorse ottenute
Nel bilancio del mandato trova spazio anche il rafforzamento del profilo europeo della Fondazione attraverso programmi come CreArt e PAC - Piano per l'Arte Contemporanea.
Grazie al lavoro dello staff, in particolare di Matilde Ferrarin, Stefano Coletto, Chiara Toso e Immacolata Ponticiello, la Fondazione è diventata capofila di progetti internazionali e interlocutore stabile nelle reti europee dedicate alla mobilità, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea. Tra le collaborazioni citate c'è anche quella con la Fundación Bilbao Arte, indicata come una delle iniziative che hanno ampliato le opportunità offerte ai giovani artisti in residenza.
Dalla partecipazione ai bandi CreArt e PAC sono stati ottenuti 86 mila euro nel 2023, 143 mila euro nel 2024, 102 mila euro nel 2025 e 106 mila euro nella prima metà del 2026.
La presenza ad Arte Fiera e i conti della Fondazione
Dal 2022 la Fondazione partecipa inoltre ad Arte Fiera con uno stand dedicato ai giovani artisti assegnatari degli atelier. La qualità del progetto, viene spiegato, ha portato la manifestazione a raddoppiare gratuitamente lo spazio concesso alla Fondazione, arrivato a 32 metri quadrati nelle ultime due edizioni.
Secondo il bilancio tracciato alla fine del mandato, l'iniziativa ha rappresentato per i giovani artisti un'occasione di confronto professionale e di dialogo con il sistema dell'arte contemporanea in un contesto protetto ma concreto.
Sul piano economico, la Fondazione riferisce che i bilanci hanno chiuso in utile in tutti gli esercizi, ad eccezione di uno.
Nel riepilogo finale vengono indicati anche i componenti dei due consigli di amministrazione che si sono succeduti durante il decennio. Nel periodo 2016-2021 il direttore amministrativo era Michele Casarin; il consiglio di amministrazione era composto da Bruno Bernardi, presidente, Valentina Farolfi, consigliera, e Roberto Zamberlan, consigliere. Nel periodo 2021-2026 il direttore amministrativo è stato ancora Michele Casarin; il consiglio di amministrazione era formato da Bruno Bernardi, presidente, Marina Bastianello, consigliera, e Roberto Zamberlan, consigliere.