Venezia torna dalla Cina: l’hub con Fudan è già attivo, sui voli si apre il confronto
La missione tra Shanghai e Suzhou chiude con l’avvio del centro Ca’ Foscari-Fudan e tavoli su musei, imprese e collegamenti. Che cosa è concreto e che cosa resta da definire.
VENEZIA — La prima missione del sistema Venezia in Cina si è chiusa sabato 24 ottobre dopo quattro giorni fra Shanghai e Suzhou. Il risultato più definito non è una generica promessa di rapporti futuri: giovedì 22 ottobre è stato inaugurato a Shanghai il Fudan-Venice Hub for Dialogue between Civilizations, centro nato dall’accordo firmato il 13 novembre 2025 fra Università Ca’ Foscari Venezia e Fudan University. Attorno a questo presidio si sono svolti incontri su cultura, ricerca, imprese, aeroporto, porto e turismo.
La precisazione è importante per leggere con realismo l’esito della trasferta guidata dal sindaco Simone Venturini. L’hub universitario è operativo come piattaforma di lavoro; per l’aumento dei voli diretti, gli scambi tra musei o le collaborazioni industriali, invece, il Comune parla di confronti avviati e prospettive. Non sono stati annunciati nuovi contratti, frequenze aggiuntive, finanziamenti, bandi o calendari di scambi già aperti al pubblico. Il resoconto ufficiale della missione del Comune di Venezia consente quindi di separare ciò che è già avviato dalle opportunità che dovranno tradursi in atti successivi.
L’hub Ca’ Foscari-Fudan: il passaggio già compiuto
Il Fudan-Venice Hub è stato inaugurato nel campus dell’ateneo di Shanghai, alla presenza della delegazione veneziana. Il suo obiettivo dichiarato è creare una sede stabile di collaborazione accademica e, progressivamente, di dialogo con istituzioni e imprese dei due territori. I tre campi indicati sono la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale, il management e il rapporto fra università e aziende, il turismo e le scienze ambientali.
Per studenti, docenti, ricercatori e imprese del Veneto la notizia va letta per quello che è: non equivale all’apertura immediata di un nuovo corso, di borse di studio o di tirocini con iscrizioni disponibili. È però il contenitore nel quale potranno essere costruiti progetti di ricerca congiunti, mobilità accademica e iniziative formative. Ca’ Foscari e Fudan hanno già alle spalle un rapporto: nel 2024 l’università veneziana aveva ospitato una study visit della Fudan University organizzata dalla Challenge School, sviluppata nel quadro di un memorandum firmato nel 2023. L’hub dà ora una cornice più stabile a questa relazione.
Chi è interessato a partecipare a futuri progetti non deve dunque cercare una procedura inesistente né affidarsi a intermediari. Le opportunità, quando saranno formalizzate, dovranno comparire sui canali dell’Università Ca’ Foscari, nei bandi dei dipartimenti o nei programmi di mobilità e cooperazione internazionale. Per le aziende, il riferimento pratico sarà altrettanto concreto: occorreranno progetti, partner e regole di adesione pubblicate, non il solo annuncio della missione.
Collegamenti aerei: la richiesta è aumentare le frequenze, non un nuovo volo già deciso
Uno dei tavoli più rilevanti ha riguardato il Marco Polo. Venturini e il presidente di SAVE Enrico Marchi hanno incontrato Wang Zhiqing, presidente di China Eastern Airlines, per discutere il rafforzamento del collegamento diretto Venezia-Shanghai e la possibilità di aumentarne le frequenze. La rotta esiste già: China Eastern la ha inaugurata nel settembre 2024 e Venezia Airport ha documentato nel 2025 il passaggio a una quarta frequenza settimanale, il venerdì, oltre ai voli di lunedì, giovedì e sabato.
Non è corretto, però, leggere l’incontro come una nuova programmazione già in vendita. Il Comune non ha indicato né un numero di voli aggiuntivi né una data di partenza. Chi deve acquistare un biglietto deve quindi verificare l’operativo effettivo della compagnia e dell’aeroporto, perché giorni e orari possono cambiare con la stagione. Il Marco Polo mantiene comunque due porte dirette verso la Cina: al collegamento su Shanghai si è aggiunto dal 2 luglio il servizio Air China per Pechino, quattro volte alla settimana. L’aeroporto indica le partenze da Venezia il martedì, giovedì, sabato e domenica; per lo stato del singolo volo fa fede il tabellone aggiornato e la prenotazione del vettore.
Per il territorio la discussione non riguarda soltanto il turismo. Un collegamento non-stop riduce passaggi intermedi per viaggiatori d’affari, delegazioni universitarie e comunità familiari, e può rendere più semplice l’organizzazione di missioni commerciali. Il quadro è cambiato rapidamente nell’ultimo anno: il primo volo diretto Venezia-Pechino di Air China è atterrato al Marco Polo il 2 luglio, mentre il diretto per Shanghai resta il collegamento sul quale si concentra ora il confronto con China Eastern. L’utilità per i passeggeri sarà misurabile solo quando l’eventuale incremento verrà pubblicato negli operativi.
Musei, Fenice e grandi eventi: dialogo avviato, programmi da annunciare
La dimensione culturale della missione ha avuto un momento visibile con la “Tosca” di Puccini, scelta per l’inaugurazione della stagione della nuova Shanghai Grand Opera House: Orchestra e Coro del Teatro La Fenice si sono esibiti giovedì sera. La delegazione ha inoltre incontrato i rappresentanti del Museum of Art Pudong e dello Shanghai Museum per avviare un confronto su mostre e scambi con le istituzioni veneziane.
Anche qui la distinzione fra incontro e programma è essenziale. Non risultano, nel comunicato, titoli di esposizioni, sedi veneziane, date, biglietti o opere in prestito. Per chi progetta una visita a Venezia o segue la programmazione museale, non c’è quindi al momento un evento Cina-Venezia da prenotare. La notizia concreta è l’apertura di un canale con musei di Shanghai, non l’annuncio di una mostra già fissata.
Il dialogo con il vicesindaco di Shanghai Lu Shan ha toccato inoltre gestione dei flussi turistici, grandi eventi, scambi culturali e formativi, oltre ai collegamenti aerei. Venezia porta in questo confronto l’esperienza di una città con pressione turistica elevata; Shanghai può offrire il confronto con una metropoli di scala assai diversa. Da questo tavolo, tuttavia, non derivano per ora nuove regole di accesso alla città, modifiche al contributo di accesso o procedure per chi viaggia. Sono temi di cooperazione amministrativa, non provvedimenti immediatamente applicabili ai visitatori.
Imprese e ricerca applicata: i soggetti coinvolti
La tappa presso Unitree Robotics, impresa cinese attiva nella robotica avanzata, ha portato la delegazione sul terreno della ricerca applicata e dei possibili impieghi industriali. A Suzhou, invece, sono state visitate la Soochow University — partner di Ca’ Foscari — e la sede locale di PiovanGroup, gruppo con radici nel territorio metropolitano veneziano. La missione ha coinvolto anche SAVE, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Fondazione Musei Civici, Vela, Fondazione di Venezia, M9 e Teatro La Fenice, con il sostegno del Consolato generale d’Italia a Shanghai e dell’Ambasciata a Pechino.
Il valore di una delegazione così composta sta nella possibilità di far incontrare competenze differenti: università, scalo aeroportuale, porto, musei, promozione turistica e aziende. Ma un incontro aziendale non è di per sé un investimento né un accordo commerciale. Imprese e professionisti interessati a rapporti con il mercato cinese potranno valutare la missione come un segnale di apertura di relazioni, senza dedurne incentivi, corsie preferenziali o commesse che non sono stati annunciati.
Un punto di continuità è Suzhou, gemellata con Venezia dal 1980. L’incontro con il sindaco Wang Wei ha rilanciato le relazioni in vista del cinquantesimo anniversario del gemellaggio, nel 2030. È una scadenza lontana, ma offre un orizzonte per progetti culturali, accademici ed economici che abbiano tempi di preparazione adeguati. Il dato utile oggi è che il gemellaggio resta attivo e che la missione ha rimesso in contatto le istituzioni; non esiste ancora un programma del 2030 da cui ricavare appuntamenti o opportunità certe.
Che cosa cambia adesso per chi vive o lavora nel Nordest
Nel brevissimo periodo non cambiano regole, tariffe, orari aeroportuali o modalità di iscrizione universitaria. Ci sono invece tre elementi da seguire. Il primo è l’attività dell’hub Fudan-Venice: eventuali call, progetti e scambi dovranno essere comunicati da Ca’ Foscari e dai partner. Il secondo è l’operativo Venezia-Shanghai di China Eastern, da controllare solo sui canali del vettore e dell’aeroporto. Il terzo riguarda i progetti culturali: mostre o collaborazioni tra musei diventeranno notizia utile al pubblico soltanto con sedi, opere, date e modalità d’accesso definite.
Per i viaggiatori, l’offerta già verificabile resta quella esistente. Oltre a Shanghai, il diretto per Pechino è operativo dall’estate. Le informazioni sull’operativo Shanghai cambiano con le stagioni: Venezia Airport aveva comunicato nel 2025 quattro collegamenti settimanali; per ogni acquisto va quindi controllata la data scelta sui canali ufficiali, senza assumere che un confronto in corso corrisponda a una frequenza aggiuntiva già confermata.
La missione, in sintesi, ha prodotto un fatto già verificabile — l’hub fra Ca’ Foscari e Fudan — e una serie di dossier aperti su mobilità, cultura e imprese. È un risultato più utile se letto senza enfasi: la rete istituzionale veneziana ha rimesso in moto rapporti con Shanghai e Suzhou, ma le ricadute per studenti, visitatori e aziende dipenderanno dai prossimi atti pubblici, non dalle formule di rito di una trasferta appena conclusa.