Venezia Classici, premio a ‘La lunga notte del ’43’ restaurata dalla Cineteca di Bologna

Il restauro del film di Florestano Vancini, curato con Compass Film, conquista il riconoscimento della 83ª Mostra del Cinema.

13 settembre 2026 07:44
Venezia Classici, premio a ‘La lunga notte del ’43’ restaurata dalla Cineteca di Bologna -
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VENEZIA – Il Premio Venezia Classici della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è stato assegnato a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. Il riconoscimento, annunciato nella serata di sabato 12 settembre, premia il restauro realizzato dalla Fondazione Cineteca di Bologna con Compass Film. È un risultato che riporta al centro del Lido un’opera nata proprio a Venezia: nel 1960 il film d’esordio di Vancini vinse qui il Premio Opera Prima.

La sezione Venezia Classici raccoglie restauri di film storici presentati in anteprima mondiale. A scegliere il miglior restauro è stata la giuria presieduta dal regista Daniele Vicari e formata da 24 studenti di cinema indicati da università, DAMS e Ca’ Foscari. Il premio non è quindi un riconoscimento generico all’intera presenza bolognese al festival: riguarda precisamente il lavoro su La lunga notte del ’43.

Il film, il restauro e il ritorno al Lido

Diretto da Florestano Vancini e uscito nel 1960, il film dura 105 minuti, è in lingua italiana ed è tratto dal racconto Una notte del ’43 di Giorgio Bassani. La sceneggiatura è firmata da Ennio De Concini, Pier Paolo Pasolini e dallo stesso Vancini; nel cast figurano Belinda Lee, Gabriele Ferzetti ed Enrico Maria Salerno. La scheda della Biennale conferma il restauro della Cineteca di Bologna con Compass Film.

La vicenda è ambientata nella Ferrara degli ultimi mesi del 1943. Attraverso lo sguardo del farmacista Barilari, immobilizzato dalla paralisi e affacciato sulla strada, il racconto intreccia la vita privata dei personaggi con la violenza delle lotte interne al fascismo e delle rappresaglie. Vancini, che allora era adolescente, fu testimone diretto dell’eccidio ferrarese del novembre 1943 da cui prende avvio il racconto di Bassani.

Il restauro era arrivato al Lido nell’anno del centenario della nascita del regista, nato il 24 agosto 1926. La Cineteca aveva portato a Venezia Classici anche Lo zio di Brooklyn di Daniele Ciprì e Franco Maresco e aveva collaborato al recupero di Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola; la presentazione della Cineteca documenta i tre interventi. Il premio è però andato al restauro di Vancini.

Le proiezioni a Venezia e cosa resta da sapere

Alla Mostra il film è stato proiettato il 6 settembre alla Sala Corinto e il 7 settembre all’Astra 1, entrambe al Lido. Le proiezioni del festival sono concluse insieme alla manifestazione: al momento non è stata indicata una nuova data veneziana aperta al pubblico. Chi vuole seguire eventuali repliche o una futura uscita in sala può verificare i canali della Cineteca di Bologna e di Compass Film, indicata dalla Biennale come distributore italiano.

Il riconoscimento chiude una 83ª edizione che ha tenuto il Lido al centro del cinema internazionale dal 2 al 12 settembre. Per orientarsi tra sale, accessi e collegamenti usati durante la manifestazione resta disponibile la guida alla Mostra del Cinema di Venezia pubblicata da Nordest24.

Perché è una notizia che riguarda il Nordest

Il premio valorizza una sezione della Mostra dedicata alla conservazione, non soltanto ai titoli in concorso. Per Venezia significa confermare il ruolo del Lido come luogo in cui il patrimonio cinematografico torna a circolare davanti al pubblico e non resta confinato negli archivi. È una dimensione che dialoga con la rete di festival, cineteche e sale del Nordest.

In Friuli Venezia Giulia il settore audiovisivo conta produzioni, percorsi di formazione e appuntamenti come il Far East Film Festival di Udine, il Trieste Film Festival e le Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Il quadro recente delle attività regionali è raccontato nel nostro approfondimento sul cinema in Friuli Venezia Giulia. Il premio veneziano ricorda quanto il lavoro di recupero e di diffusione dei classici sia parte concreta della filiera culturale: laboratori, archivi, distribuzione e sale sono necessari perché un film restaurato possa tornare a essere visto.

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