Venezia, in ENGIM un laboratorio turistico con visori immersivi accessibili
Nella sede ENGIM di Venezia inaugurato il nuovo Laboratorio di Ricezione Turistica, sostenuto dalla Camera di Commercio Venezia Rovigo
VENEZIA - Un nuovo spazio dedicato all’accoglienza turistica e all’accessibilità entra in funzione nella sede ENGIM di Venezia. Qui è stato inaugurato il Laboratorio di Ricezione Turistica, realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, con l’obiettivo di avvicinare la formazione professionale alle esigenze del settore e di rendere più accessibile la scoperta del territorio anche alle persone con difficoltà motorie.
Al centro del progetto ci sono i nuovi visori immersivi, installati nel laboratorio per offrire esperienze di visita e conoscenza della città fruibili da un pubblico più ampio. L’idea è usare la tecnologia come strumento concreto per ampliare le opportunità di apprendimento e partecipazione, senza lasciare indietro chi incontra barriere negli spostamenti o nell’accesso fisico ai luoghi.
L’iniziativa è stata presentata durante l’incontro “Innovazione e Inclusione”, ospitato il 4 giugno 2026 nella sede veneziana di ENGIM. All’appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, il presidente nazionale ENGIM padre Antonio Lucente, Elio Dazzo, membro di Giunta della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, oltre a numerosi ospiti, tra cui il vicequestore di Venezia e il primario di cardiologia dell’ospedale di Venezia.
Tecnologia e formazione per il turismo
Il nuovo laboratorio guarda ai processi di digitalizzazione del comparto dell’accoglienza e punta a rafforzare la preparazione degli studenti in un settore che, a livello provinciale, assorbe oltre il 30% delle assunzioni di lavoratori. Secondo Elio Dazzo, il sostegno al progetto è arrivato attraverso il Bando 2025 dedicato all’ammodernamento dei laboratori scolastici professionali.
Dazzo ha spiegato che l’intervento nasce per mettere in relazione scuola e sistema produttivo locale, così da preparare gli studenti all’innovazione e alla transizione tecnologica che coinvolge i principali ambiti dell’economia, dalla manifattura al turismo. In questo quadro, la struttura veneziana viene indicata come un esempio di laboratorio costruito in linea con le esigenze reali delle imprese e della formazione.
Il tema dell’accesso ai servizi e agli strumenti digitali è sempre più centrale anche nel settore dell’accoglienza, come emerge dal dibattito sul turismo accessibile e sulla qualità dei servizi rivolti ai visitatori.
Il ruolo degli studenti ENGIM
A essere coinvolti in prima persona sono gli studenti di ENGIM, che durante l’anno accompagnano cittadini e visitatori alla scoperta di luoghi, storie e percorsi meno conosciuti di Venezia. Con le nuove dotazioni tecnologiche, queste attività potranno essere proposte a un numero maggiore di persone, allargando la partecipazione e rendendo più inclusiva l’esperienza di visita.
Padre Antonio Lucente ha sottolineato che il valore dell’innovazione si misura nella sua capacità di includere, mentre l’inclusione richiama la necessità di non lasciare indietro nessuno. Il laboratorio veneziano nasce proprio da questa impostazione: usare strumenti tecnologici avanzati per tradurre in pratica un’idea di accoglienza senza barriere.
ENGIM Veneto sul territorio
ENGIM Veneto ETS è una fondazione senza scopo di lucro che opera nell’orientamento, nella formazione e nell’accompagnamento al lavoro, rivolgendosi sia ai giovani sia agli adulti. La realtà regionale conta 12 sedi, oltre 3500 allievi, più di 190 corsi di formazione e 950 qualifiche e diplomi erogati.
Nella sede di Venezia, in Sestriere Dorsoduro 18, l’offerta formativa comprende percorsi di istruzione e formazione professionale nei settori benessere-estetica, servizi sala e bar, promozione e accoglienza turistica, ambiti legati in modo diretto all’economia locale e ai servizi per visitatori e imprese. In un territorio dove mobilità e collegamenti incidono anche sull’organizzazione dei flussi, il tema delle infrastrutture resta strategico.
Il nuovo laboratorio punta così a coniugare formazione professionale, accessibilità e valorizzazione del patrimonio cittadino attraverso strumenti digitali capaci di rendere più inclusiva l’esperienza di cittadini e visitatori.