Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

Analizzati circa 100 portali turistici e coinvolte 405 persone con disabilità. Nell’Isontino verificati anche 50 operatori già nel

03 giugno 2026 13:49
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi -
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Gorizia - Nel turismo l’accessibilità digitale resta un nodo aperto: in Italia solo il 40% dei siti turistici analizzati risulta accessibile alle persone con disabilità, mentre in Slovenia la quota scende al 37%. È il dato che emerge dai risultati finali di DATIS – Digital pioneers of accessible tourism, progetto europeo del programma Interreg VI-A Italia-Slovenia 2021-2027 dedicato a un modello di turismo più inclusivo nell’area transfrontaliera.

I risultati sono stati illustrati a Gorizia durante l’evento conclusivo del progetto, che ha messo insieme ricerca, attività pilota e linee guida operative per operatori e destinazioni. Il punto di partenza è l’analisi di circa 100 portali di operatori turistici italiani e sloveni, da cui emerge un quadro ancora segnato da ostacoli concreti per chi ha disabilità visive, cognitive o sensoriali.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

I principali problemi riscontrati nei siti turistici

A presentare l’analisi sull’accessibilità digitale è stata Maša Malovrh di Beletrina, esperta della principale casa editrice letteraria slovena e specializzata nello sviluppo di progetti in questo ambito. Tra le criticità più frequenti rilevate compaiono immagini senza descrizioni, video privi di sottotitoli, scarso contrasto cromatico, difficoltà nella navigazione tramite tastiera e moduli online non accessibili.

Secondo Malovrh, il progetto mostra che il turismo accessibile comincia da informazioni accessibili. DATIS, ha spiegato, ha unito ricerca, verifica dell’accessibilità, esperienza diretta degli utenti e strumenti pratici per aiutare operatori e destinazioni a diventare più inclusivi. Il messaggio, ha aggiunto, è che l’accessibilità digitale non può essere considerata un elemento secondario, ma una condizione di base per un’offerta turistica realmente aperta a tutti. Sul tema dell’accessibilità digitale si inserisce anche il dibattito più ampio sulla qualità dei servizi online.

La ricerca su 405 persone con disabilità

Il progetto ha sviluppato anche una parte di ricerca coordinata dall’Università di Trieste, condotta su 405 persone con disabilità tra Italia e Slovenia. Dallo studio emerge che il turismo rappresenta uno strumento importante di inclusione sociale, autonomia e benessere personale, ma che continuano a pesare la mancanza di informazioni accessibili, le barriere architettoniche e una preparazione ancora insufficiente dei servizi turistici.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
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In Friuli Venezia Giulia il lavoro è stato portato avanti dall’Università di Trieste in collaborazione con il Consorzio Il Mosaico, che ha seguito le attività pilota coinvolgendo direttamente persone con disabilità cognitive come co-progettisti.

Le attività nell’Isontino e il lavoro sul territorio

Nel territorio isontino CRIBA FVG ha inoltre realizzato un’analisi dell’accessibilità di circa 50 operatori turistici già presenti nel database di PromoTurismoFVG. Si tratta di un’attività che si inserisce nel percorso avviato dall’ente regionale per rendere l’accoglienza turistica più inclusiva e che, grazie alla mappatura sviluppata con DATIS, mette ora a disposizione dati e strumenti utili per rafforzare l’accessibilità delle destinazioni e dei servizi del Friuli Venezia Giulia.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

Un ruolo centrale è stato svolto dalle azioni pilota coordinate dal Consorzio Il Mosaico al Museo del Monte San Michele di Sagrado. Qui persone con disabilità cognitive, utenti dei servizi di salute mentale, educatori e caregiver hanno preso parte a esperienze immersive con strumenti digitali, visori VR e sistemi di comunicazione accessibile.

Le attività, ha sottolineato il presidente del Consorzio Il Mosaico Luca Fontana, hanno avuto il valore di mettere al centro le persone più fragili non come semplici fruitori, ma come co-progettisti. Un’impostazione che richiama anche altri percorsi sviluppati dal Consorzio Il Mosaico sul fronte dell’inclusione e dei servizi territoriali.

Linee guida disponibili online

Dalle visite pilota è emersa soprattutto la necessità di progettare soluzioni insieme agli utenti finali, e non soltanto per loro. Le linee guida elaborate nell’ambito del progetto sono ora disponibili online e si affiancano alle testimonianze raccolte durante le attività sul campo, con l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche a operatori e destinazioni turistiche interessati a migliorare l’accessibilità dei propri servizi.

Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi
Turismo accessibile, solo il 40% dei siti italiani supera i requisiti minimi

DATIS coinvolge partner italiani e sloveni, tra cui Beletrina, Università di Trieste, Consorzio Il Mosaico, Unione slovena dei ciechi e degli ipovedenti, PromoTurismoFVG e altri enti territoriali dell’area transfrontaliera.

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