Il Venezia fa sul serio: investimento da 100 milioni dopo il ritorno in Serie A
Venezia verso la Serie A con un piano da 100 milioni, nuovi investitori, stadio e una strategia sostenibile.
Dopo aver dominato il torneo cadetto, concluso al primo posto con la promozione diretta, il Venezia si prepara a tornare in Serie A con un progetto che va ben oltre il tradizionale mercato estivo da neopromossa. Negli ultimi anni, infatti, il calcio italiano ha spesso visto squadre appena salite nella massima categoria investire gran parte delle proprie risorse in campagne acquisti aggressive, nel tentativo di conquistare una salvezza immediata. Una strategia che non sempre ha portato i risultati sperati e che, in alcuni casi, ha lasciato in eredità problemi economici e tecnici difficili da gestire.
Il club lagunare ha invece scelto una strada differente, fondata sulla sostenibilità, sulla crescita strutturale e su una visione di lungo periodo. Alla base di questo progetto c'è un importante piano di investimenti da 100 milioni di euro che punta a rafforzare il Venezia non solo sul campo, ma anche sotto il profilo infrastrutturale, commerciale e finanziario. Un percorso che vede tra i protagonisti anche una figura insolita per il calcio italiano: il rapper canadese Drake, già coinvolto nella proprietà del club e partner strategico attraverso il marchio NOCTA.
Un investimento da 100 milioni per cambiare il futuro del Venezia
Il primo passo di questa nuova fase è stato annunciato ufficialmente dal club nell'ambito della raccolta fondi portata avanti dal Comitato Operativo durante la stagione 2025-26. L'operazione ha consentito di attrarre nuovi investitori di livello internazionale, destinati a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo del Venezia nei prossimi anni. Tra questi spicca il nome di Tim Leiweke, fondatore di Oak View Group ed ex CEO di Maple Leaf Sports & Entertainment, società proprietaria di realtà sportive di primo piano come Toronto Raptors, Toronto FC e Toronto Maple Leafs. Insieme a lui entra nel progetto Francesca Bodie, dirigente con una lunga esperienza nel management sportivo internazionale.
I due sono stati introdotti nel mondo Venezia proprio da Drake, al secolo Aubrey Graham, che aveva già collaborato con loro in precedenti esperienze professionali. L'artista canadese, ormai da tempo vicino al club arancioneroverde attraverso la sponsorizzazione di maglia con il brand NOCTA e la partecipazione nella proprietà, ha avuto un ruolo determinante nel favorire l'operazione. L'ingresso dei nuovi soci ha portato anche a una ridefinizione della governance societaria. Leiweke è stato nominato Co-Presidente del Comitato Operativo insieme a Rob Hamwee, mentre Francesca Bodie assume il ruolo di presidente del club, diventando la prima donna nella storia del Venezia FC a ricoprire questa carica.
È evidente come queste manovre puntino a rafforzare il club, facendolo diventare una realtà completamente diversa da ciò che è stato in passato: nel corso della sua storia, il Venezia è riuscito a restare in Serie A per più di una stagione consecutiva soltanto in quattro occasioni, confermando una presenza storicamente altalenante nella massima serie. Per centrare l’obiettivo salvezza, il Venezia dovrà affidarsi anche ai suoi uomini di maggiore esperienza. Tra questi spicca il capitano Michael Svoboda, protagonista di una stagione di alto livello e pronto ora a vivere un appuntamento storico con la nazionale austriaca. Agli ordini del commissario tecnico Ralf Rangnick, il difensore arancioneroverde prenderà infatti parte alla fase finale del Mondiale 2026, che segna il ritorno dell’Austria sulla scena iridata dopo 28 anni di assenza. Per gli appassionati che vogliono seguire il torneo, su Betscanner sono disponibili il calendario completo delle partite, le quote aggiornate e tutte le informazioni sulle principali competizioni calcistiche internazionali.
Un modello diverso rispetto alle classiche neopromosse
L'aspetto più interessante del progetto Venezia riguarda probabilmente il modo in cui verranno utilizzate le nuove risorse economiche. La società ha infatti chiarito che l'obiettivo non sarà finanziare una campagna acquisti fuori scala o inseguire nomi altisonanti per aumentare l'entusiasmo della piazza. Il primo asse strategico riguarda il rafforzamento finanziario. La raccolta da 100 milioni di euro servirà innanzitutto a consolidare la struttura economica del club, garantendo stabilità e sostenibilità nel lungo periodo. Una scelta che mira a evitare gli errori commessi da molte neopromosse negli ultimi anni.
Grande attenzione sarà poi dedicata alle infrastrutture. Dopo essersi aggiudicato il bando del Comune di Venezia per la concessione del nuovo impianto, il club ha affidato la progettazione dello stadio alla società Populous, tra i leader mondiali del settore, mentre il project management sarà seguito da CAA ICON. L'obiettivo è inaugurare il nuovo impianto entro il 2028, dotando la società di una struttura moderna e funzionale.
Parallelamente il Venezia sta lavorando per rafforzare la propria presenza commerciale e internazionale. In questa direzione vanno gli accordi siglati con Elevate, che si occuperà dello sviluppo delle sponsorizzazioni e delle attività premium, e con Curva, partner incaricato della gestione del merchandising e della distribuzione globale del brand Venezia.
Infine c'è il mercato. Anche qui il club - che ha appena realizzato un’importante plusvalenza vendendo Issa Doumbia allo Sporting Lisbona - sembra intenzionato a seguire una filosofia precisa: pochi investimenti mirati, profili giovani da valorizzare, costi sostenibili e possibilità di generare plusvalenze future. Un modello già adottato con successo da altre realtà europee che hanno saputo costruire la propria crescita senza compromettere l'equilibrio finanziario.
Serie A equilibrata, ma il Venezia vuole essere protagonista
La prossima Serie A si preannuncia particolarmente equilibrata. Molte squadre stanno attraversando fasi di rinnovamento tecnico e societario, mentre il livello medio del campionato continua a crescere, come dimostra il Como che dopo una stagione di consolidamento si è qualificato alla Champions League. In questo contesto il Venezia non partirà certamente tra le favorite per le posizioni di vertice, ma potrebbe rappresentare una delle sorprese più interessanti della stagione. Le aspettative attorno alla squadra lagunare sono inevitabilmente aumentate dopo l'annuncio del nuovo piano industriale. Tuttavia, la dirigenza sembra intenzionata a mantenere un approccio realistico, evitando proclami eccessivi e concentrandosi sulla costruzione graduale di una società più solida. La permanenza in Serie A rappresenterà il primo obiettivo concreto, ma il progetto va ben oltre la semplice salvezza. L'idea è quella di trasformare il Venezia in una realtà stabile del calcio italiano, capace di valorizzare talenti, generare ricavi e competere nel lungo periodo.
L'ingresso di figure come Tim Leiweke e Francesca Bodie, il supporto di Drake e il piano da 100 milioni di euro testimoniano la volontà di costruire qualcosa di duraturo. Per questo motivo il ritorno in Serie A potrebbe rappresentare soltanto il primo passo di un percorso molto più ambizioso. Dopo anni di saliscendi tra diverse categorie, il Venezia sembra finalmente pronto a guardare avanti con una strategia chiara. E se il progetto dovesse mantenere le promesse, i lagunari potrebbero diventare uno dei casi più interessanti del calcio italiano dei prossimi anni.