Venice Food Week, a Venezia il cibo entra nelle politiche urbane: il programma dei tre giorni aperti

Dal 19 al 21 ottobre Iuav mette al centro mense, accesso al cibo, Laguna e città. Ecco cosa è in programma, perché riguarda il Veneto e quali risultati concreti si possono già leggere sul territorio.

19 ottobre 2026 11:52
Venice Food Week, a Venezia il cibo entra nelle politiche urbane: il programma dei tre giorni aperti -
Condividi

VENEZIA — Il cibo non come semplice tema gastronomico, ma come servizio pubblico, questione sociale e scelta di pianificazione urbana. È il punto di partenza della prima Venice Food Week organizzata dall’Università Iuav, in calendario da oggi, lunedì 19, a sabato 24 ottobre 2026. I primi tre giorni sono un forum aperto a cittadini, imprese e istituzioni; dal 22 al 24 ottobre l’iniziativa prosegue con la XII Conferenza internazionale AESOP Sustainable Food Planning, rivolta alla comunità scientifica.

Per chi vive in Veneto, il passaggio interessante non è una vetrina di assaggi. Il confronto mette in fila questioni molto concrete: come funzionano le mense scolastiche e universitarie, come si recuperano le eccedenze, come rendere più accessibile un pasto sano, quale rapporto costruire fra città, Laguna, pesca e produzioni locali. Sono temi che riguardano famiglie, studenti, gestori di servizi, amministratori e associazioni; Venezia li affronta in una settimana che prova a collegare esperienze locali e una possibile politica nazionale del cibo.

Quando si svolge e come è organizzata

La scheda ufficiale Iuav indica le date dal 19 al 24 ottobre, l’avvio alle 10 e Venezia come sede dell’iniziativa. Il forum della Food Week occupa le giornate di lunedì 19, martedì 20 e mercoledì 21 con cinque panel; la conferenza AESOP segue dal 22 al 24. Il programma pubblicato dall’ateneo è il riferimento da controllare prima di partire, perché riunisce gli appuntamenti e gli eventuali aggiornamenti organizzativi.

Il primo blocco è quello più utile anche a un pubblico non accademico. Lunedì apre Eating Together, dedicato al rapporto tra cibo, istituzioni e comunità. Martedì la giornata Food for All affronta accesso al cibo, salute e ristorazione collettiva; mercoledì Feeding the Future sposta lo sguardo su terra, acqua, Laguna, Mediterraneo e politiche urbane. Dal giovedì il baricentro diventa la conferenza internazionale, intitolata Strengthening the values of food in times and spaces of fragility.

L’Iuav segnala espressamente il forum come aperto a cittadini, imprese e istituzioni, ma nella pagina consultata non è indicato un biglietto né una tariffa unica. Per questo è prudente non dare per scontata una modalità d’accesso: prima di recarsi in sede occorre verificare il programma dell’ateneo, con luogo del singolo incontro, orario e eventuale necessità di registrazione. È un controllo utile soprattutto per chi arriva dalla terraferma o da altre province.

Martedì il punto su povertà alimentare e mense

La giornata più vicina alla vita quotidiana è quella di martedì 20 ottobre. Il calendario diffuso per l’evento prevede alle 10.15 il panel Food Equity and Cultural Contamination, su povertà alimentare, inclusione e diritto a un’alimentazione culturalmente appropriata. Alle 11.45 Food System and Integral Ecology collega salute pubblica, prevenzione, educazione alimentare, Dieta mediterranea e accessibilità. Alle 14.30 Collective Catering and Food Services entra nel merito di mense scolastiche e universitarie, qualità dei pasti, criteri di affidamento, solidarietà e recupero delle eccedenze.

Non sono titoli astratti. Nelle scuole e nelle università, ristorazione collettiva significa scegliere menu, gestire diete speciali, misurare ciò che resta non distribuito, mantenere la catena del freddo e costruire procedure sicure perché il cibo possa essere destinato a chi ne ha bisogno. Significa anche evitare scorciatoie: recuperare non equivale a raccogliere avanzi dai piatti, ma a organizzare il recupero delle eccedenze non servite nel rispetto delle regole igienico-sanitarie.

Il tema ha una ricaduta regionale. L’esperienza dell’adesione di Esu Venezia alla Green Food Week, già raccontata da Nordest24, mostrava come la ristorazione universitaria possa usare menu stagionali e legumi per coniugare servizio agli studenti e attenzione alle risorse. Non è la stessa manifestazione, ma è un precedente concreto: la domanda non è soltanto che cosa si mangia, bensì quali regole d’acquisto, menu e organizzazione rendono sostenibile un servizio che prepara migliaia di pasti.

Il caso veneziano: cosa c’è già, senza trasformarlo in slogan

Venezia non parte da zero. Il Comune, Ames e una rete di volontariato portano avanti il progetto La mensa che non spreca, che recupera cibo non consumato nelle mense scolastiche per destinarlo alle realtà solidali. Nell’aggiornamento comunale del 5 febbraio 2026 si parla di oltre 15 mila pasti recuperati ogni anno; il modello coinvolge Comune, Ames, Csv di Venezia e associazioni quali Auser, Anvolt e Acli Venezia.

Un altro dato, più ravvicinato, chiarisce perché la logistica conta quanto la buona volontà. A settembre il Comune ha comunicato l’arrivo di tre abbattitori nella rete del progetto, installati in scuole di Marghera e Favaro Veneto. Le attrezzature servono a rendere sicuro il passaggio del cibo recuperato; secondo il Comune, quanto raccolto ha consentito di preparare circa 24 mila pasti, con una media di 200 al giorno per le persone accolte alla Casa dell’Ospitalità e alla Mensa dei Cappuccini, oltre a integrare i pasti della Casa Papa Francesco.

Questi numeri non autorizzano a dire che il problema dello spreco sia risolto o che il sistema sia identico in ogni plesso. Dicono però che esiste una filiera operativa: personale delle mense, attrezzatura, associazioni, trasporto e strutture che ricevono il cibo. È questa la parte verificabile del cosiddetto modello Venezia, e sarà uno dei casi locali più pertinenti quando alla Food Week si parlerà di ristorazione collettiva e solidarietà.

Laguna, pesca e prodotti locali: perché il terzo giorno riguarda anche chi non usa la mensa

Mercoledì 21 il programma mette in relazione cibo, acqua e territorio. Il panel Food from the Land, Food from the Water affronta il rapporto fra produzioni terrestri, risorse della Laguna e Mediterraneo; Cities and Urban Food Policies ragiona invece sul ruolo delle città e sulle alleanze fra realtà urbane piccole e medie. È un punto particolarmente sensibile per Venezia: la disponibilità di pesce, l’equilibrio della Laguna, la pressione turistica e la valorizzazione delle produzioni locali non sono compartimenti separati.

Il valore della settimana sta quindi anche nel metodo: far dialogare ricerca, operatori, associazioni e amministrazioni prima di annunciare soluzioni. Gli organizzatori indicano come obiettivo una roadmap per una politica nazionale del cibo e propongono una Venice Alliance per città piccole e medie. Al momento non si tratta di una nuova norma, di un finanziamento assegnato o di un servizio già attivo per i cittadini: è un percorso di confronto. La distinzione è essenziale per non scambiare un obiettivo per un risultato.

Che cosa può essere utile a famiglie, studenti e operatori

Per le famiglie, la discussione sulle mense riguarda trasparenza dei menu, diete speciali, ascolto dei comitati e riduzione degli sprechi senza mettere in secondo piano sicurezza e qualità. Un esempio vicino è la consegna di oltre 400 food bag nelle scuole di Salzano: un’iniziativa diversa dal recupero per le mense solidali, ma utile per capire che gli strumenti cambiano secondo il contesto e devono essere comunicati alle famiglie.

Per gli studenti universitari, il punto è l’accessibilità: prezzo del pasto, qualità nutrizionale, disponibilità vicino alle sedi e chiarezza su ingredienti e allergeni. Per i gestori e i ristoratori, il confronto su ristorazione collettiva e filiere locali non sostituisce gli obblighi di legge, ma può offrire pratiche organizzative da valutare. In Friuli Venezia Giulia, per esempio, la recente misura regionale raccontata nell’articolo sui contributi ai ristoranti per ridurre il monouso segnala che anche la gestione dei materiali e delle eccedenze è già entrata nel dibattito delle imprese.

Per chi vuole seguire gli incontri, la regola pratica è semplice: scegliere un panel coerente con il proprio interesse, verificare sul sito Iuav sede e modalità di partecipazione il giorno stesso e non affidarsi a programmi ripresi sui social. Per chi non partecipa, la parte da osservare dopo il 24 ottobre sarà un’altra: se dalla roadmap e dall’alleanza proposta nasceranno impegni pubblici misurabili, con responsabilità, tempi e risorse. Solo allora il confronto veneziano potrà tradursi in un cambiamento riconoscibile nelle mense, nei quartieri e nelle filiere del Nordest.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail