Venicemarathon 2026, la guida per il 25 ottobre: percorso, navette, orari e cosa controllare

La 40ª edizione va da Stra a Venezia domenica 25 ottobre: istruzioni concrete per chi corre la 42K e per chi accompagna, tra navette, arrivo ai Giardini e cambio dell’ora.

14 ottobre 2026 11:07
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VENEZIA – La 40ª Venicemarathon si corre domenica 25 ottobre 2026. È una data da segnare con due settimane di anticipo non soltanto per chi ha un pettorale: la giornata muove atleti, famiglie e appassionati lungo un asse molto esteso, dalla Riviera del Brenta al centro storico. La prova sui 42,195 chilometri parte da Stra, attraversa Marghera, Mestre e il parco San Giuliano, entra a Venezia sul Ponte della Libertà e termina a Riva Sette Martiri, vicino ai Giardini della Biennale.

La guida qui non anticipa divieti di sosta, chiusure di strade o variazioni delle linee non ancora pubblicate dagli enti competenti: per questi aspetti il riferimento, nei giorni immediatamente precedenti alla gara, saranno gli avvisi del Comune e di ACTV. Serve però già una pianificazione concreta. L’organizzazione conferma percorso, navette e servizi destinati agli iscritti; FIDAL inserisce la gara nel calendario nazionale oro con data 25 ottobre. Il primo dettaglio da non trascurare è poco sportivo ma decisivo: nella notte fra sabato 24 e domenica 25 torna l’ora solare, quindi gli orologi vanno spostati indietro di un’ora.

Le informazioni essenziali: data, percorso e arrivo

La maratona principale prende il via davanti a Villa Pisani, a Stra. Sul sito ufficiale l’orario di partenza è indicato attorno alle 9.40, mentre l’accesso alle griglie è previsto fra le 9.10 e le 9.25: chi arriva tardi parte in coda al gruppo assegnato. Il tracciato è misurato e certificato AIMS/World Athletics; l’evento comprende anche le distanze 21K e 10K, ma ogni partecipante deve fare riferimento alla propria pagina di iscrizione e alle comunicazioni specifiche dell’organizzazione, senza applicare automaticamente le istruzioni della 42K alle altre prove.

Per la 42K il disegno della corsa è particolare. Dopo la Riviera del Brenta si passa per Marghera e Mestre, quindi per oltre due chilometri nel parco San Giuliano; il Ponte della Libertà porta nella città storica. L’ultimo tratto corre lungo il Canale della Giudecca, raggiunge Punta della Dogana, attraversa il Canal Grande su un ponte galleggiante e passa per piazza San Marco, compatibilmente con le condizioni di marea. Il traguardo è a Riva Sette Martiri.

Non è una maratona da trattare come completamente priva di insidie. L’organizzazione la definisce sostanzialmente pianeggiante, ma segnala tre o quattro brevi salite fra il 25° e il 35° chilometro. Negli ultimi tre chilometri ci sono 14 ponti, attrezzati con rampe in legno; la pavimentazione finale è in prevalenza di lastre di pietra e gli ultimi cento metri includono il selciato. È un’informazione utile per scegliere scarpe già testate e per calibrare l’energia prima dell’ingresso in laguna, non per improvvisare materiale o strategia la mattina della gara.

Chi corre: documenti, pettorale e trasferimento a Stra

La 42K è aperta agli atleti che abbiano compiuto 20 anni. Per la partecipazione non agonistica con finalità turistico-sportive, la pagina dell’evento indica iscrizione online e sottoscrizione e caricamento della liberatoria; per la formula agonistica valgono invece i requisiti di tesseramento o Runcard FIDAL e certificazione medica previsti dal regolamento. La verifica va fatta nella pagina ufficiale della 42K, che riporta anche ciò che è incluso con l’iscrizione: pettorale, chip, ristori, trasporto pre-gara da Venezia Tronchetto o Mestre alla partenza, trasporto degli indumenti e rientro dopo l’arrivo.

Il pettorale non va considerato un semplice ricordo. L’organizzazione chiede di tenerlo ben visibile per accedere ai servizi e di compilare sul retro le informazioni di emergenza. Il chip è fissato al pettorale, è monouso e rileva il tempo netto in più punti del percorso; non va rimosso. Prima di uscire di casa la lista più prudente è corta: documento richiesto per il ritiro, pettorale, abbigliamento adatto alle condizioni effettive, un cambio asciutto e ciò che si usa abitualmente per correre. Non è il giorno giusto per testare integratori, calze o scarpe nuovi.

La partenza a Stra è difficile da raggiungere con mezzi privati: per questo gli organizzatori raccomandano ai partecipanti di usare le navette gratuite in partenza da Venezia e Mestre, identificate dalla distanza di gara. Chi ha già un’iscrizione deve controllare il luogo e la fascia oraria della propria navetta nella comunicazione ricevuta e non limitarsi a inserire “Villa Pisani” in un navigatore. Il servizio è riservato agli atleti; familiari e amici non devono costruire il loro viaggio contando su quei bus.

Durante la corsa: ristori, ritmo e tempi massimi

I punti di ristoro della 42K sono previsti ogni cinque chilometri a partire dal km 5, con acqua e bevanda sportiva; dal km 15 si aggiungono biscotti e frutta. Non sono previsti punti spugnaggio. È quindi ragionevole portare soltanto ciò che si sa di utilizzare e usare le postazioni ufficiali come previsto, gettando bottiglie e rifiuti nei contenitori predisposti. Per chi punta a un tempo preciso, la squadra pacer indica riferimenti da 3 ore fino a 6 ore, a intervalli di 15 minuti nella parte centrale dell’elenco.

Il tempo massimo complessivo è di sei ore. Sono indicati anche due passaggi limite: km 10 entro 2 ore e 45 minuti e km 30 entro 3 ore e 50 minuti. Oltre il limite, il concorrente viene considerato ritirato e non può più contare sui servizi lungo il tracciato. Non è un dato secondario per chi affronta per la prima volta la distanza: conviene confrontarlo con allenamenti recenti e non con un obiettivo teorico. In caso di ritiro, l’organizzazione indica punti di raccolta a Marghera, attorno al km 23,5, e a San Giuliano, attorno al km 30, con trasferimento successivo verso il Tronchetto e l’area di arrivo.

Per accompagnatori: non inseguire la gara, scegli un solo punto

Il modo più efficace per seguire un atleta non è tentare di vederlo in ogni quartiere. La partenza è a Stra, l’arrivo è a Venezia e il tratto centrale comprende zone che domenica potrebbero avere accessi e flussi condizionati dalla manifestazione. È più realistico concordare prima un punto di tifo e un punto di ritrovo, con una fascia oraria ampia. Un messaggio con il ritmo previsto, il numero di pettorale e il contatto salvato sul telefono evita inseguimenti inutili.

Riva Sette Martiri è il riferimento per l’arrivo, ma il dopo-traguardo tecnico nei Giardini della Biennale è riservato agli atleti. L’organizzazione invita a incontrare familiari e amici dopo l’uscita dalla zona chiusa, ai Giardini. È una distinzione pratica: fissare l’appuntamento “al traguardo” senza un punto preciso può voler dire restare su lati diversi di un’area con molti flussi. Chi assiste deve portare abbigliamento adeguato, acqua, batteria esterna e un piano di rientro senza dare per scontati gli orari ordinari.

Per seguire un grande evento veneziano in presenza, il principio resta quello già utile nella guida alla Regata Storica con gli avvisi ACTV: gli orari teorici non bastano, perché le modifiche operative possono spostare approdi, fermate o percorsi pedonali. Nei giorni precedenti va aperta la sezione avvisi di ACTV e verificato il viaggio sulla data di domenica 25 ottobre, compreso l’ultimo collegamento utile per il ritorno.

Il rientro degli atleti e i controlli dell’ultima settimana

Dopo l’arrivo, il ristoro finale è ai Giardini della Biennale e il ritiro della sacca avviene mostrando il pettorale nei gazebo dedicati. Per gli atleti sono previsti motoscafi gratuiti dai Giardini al Tronchetto dalle 12.15 fino alle 16, seguiti da bus navetta per la stazione di Mestre o l’area di partenza. Gli accompagnatori possono salire soltanto acquistando, se disponibile, il biglietto previsto per il motoscafo: l’organizzazione indica 3 euro all’InfoPoint di Exposport oppure 5 euro all’imbarco. Non è un posto garantito, quindi chi non corre deve avere anche un’alternativa ACTV.

Chi arriva dalla costa o dal Veneto orientale può inoltre organizzare il viaggio con anticipo: su alcune linee ATVO è disponibile l’acquisto dei biglietti ATVO via QR Code, ma conviene sempre verificare che la corsa scelta sia quella effettivamente utile quel giorno. Per chi viaggia in vaporetto, niente acquisti affrettati al varco: controllare titolo, validità e condizioni sulla pagina ufficiale ACTV evita di scoprire troppo tardi che il collegamento aeroportuale o una linea speciale non rientrano nel biglietto scelto.

Nell’ultima settimana la checklist è semplice: controllare l’iscrizione e la mail dell’organizzazione; verificare ritiro pettorale e navetta assegnata; aggiornare il piano con le ordinanze e gli avvisi ACTV; concordare incontro e rientro con gli accompagnatori; preparare l’occorrente il sabato; correggere l’orologio prima di dormire. Per ogni variazione dell’ultimo momento fanno fede il dettaglio operativo pubblicato da Venicemarathon e le comunicazioni dei gestori di mobilità, non mappe salvate settimane prima.

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