Venzone, il terremoto del 1976 raccontato dalla Brigata Julia con Toni Capuozzo

Nel municipio di Venzone incontro aperto alla comunità con Francesco Suma e Toni Capuozzo, poi il concerto della Fanfara.

03 ottobre 2026 18:54
Venzone, il terremoto del 1976 raccontato dalla Brigata Julia con Toni Capuozzo -
Condividi

VENZONE - Il terremoto del 1976 è tornato al centro della memoria pubblica a Venzone con “Brigata Julia: oltre il dovere”, l’incontro promosso da Associazione Mitteleuropa con il patrocinio del Comune nel percorso dei 50 anni dal sisma. A raccontare il ruolo degli alpini in quei giorni sono stati il comandante della Brigata Alpina Julia, generale di Brigata Francesco Suma, e il giornalista Toni Capuozzo. Al termine del convegno, aperto alla comunità, la Fanfara della Brigata Alpina Julia ha suonato nella Loggia del Municipio.

L’appuntamento ha messo al centro un aspetto preciso della tragedia del Friuli: il contributo dato da una brigata che fu chiamata a soccorrere il territorio pur essendo stata a sua volta colpita dal sisma. In apertura Paolo Petiziol ha definito la Julia «Friuli per definizione» e «oltre il dovere per definizione», richiamando il legame tra uomini e territorio.

Venzone, il terremoto del 1976 raccontato dalla Brigata Julia con Toni Capuozzo

Il racconto del 1976 tra Venzone, Gemona e Carnia

Nel dialogo tra Suma e Capuozzo è emerso il valore di un aiuto nato dentro la stessa comunità ferita. Capuozzo ha ricordato che l’intervento della Julia non fu un sostegno arrivato da lontano, pur nel quadro dei numerosi aiuti giunti dall’Italia e dall’estero dopo il 6 maggio, ma la prova di una presenza immediata e concreta di uomini colpiti in prima persona.

Secondo il giornalista, proprio questo elemento contribuì a creare fiducia nella popolazione e un legame rimasto nel tempo. Un tema che in questi giorni attraversa diversi appuntamenti dedicati alla memoria del sisma in Friuli, dal convegno di Brigata Julia: oltre il dovere alle iniziative culturali organizzate nel territorio.

Le perdite della Julia e la scelta di restare in servizio

Uno dei passaggi più forti dell’incontro ha riguardato il prezzo pagato dalla stessa brigata nel 1976. Il terremoto colpì duramente anche la Julia: 28 giovani alpini morirono nel crollo della caserma Goi-Pantanali di Gemona.

Il generale Francesco Suma ha ricordato che i militari, compresi quelli che avevano subito perdite tra i familiari, rifiutarono i permessi straordinari e rimasero in servizio per prestare soccorso tra Gemona, Venzone e la Carnia. Un racconto che si inserisce nel più ampio calendario di riflessioni sul cinquantenario, accanto a incontri come quello sulle narrazioni sul terremoto ospitato a Gemona del Friuli.

Il concerto della Fanfara nella Loggia del Municipio

Dopo il convegno, la serata è proseguita con il concerto aperto al pubblico della Fanfara della Brigata Alpina Julia. L’ensemble, composto da 28 elementi e diretto dal Sergente Maggiore Capo Flavio Mercorillo, ha eseguito “Valore Alpino”, l’inno degli Alpini, oltre ad altri brani del repertorio e a diverse villotte friulane.

Tra i pezzi proposti anche “Sinfonia per Venzone” e “Ai preat (Le biele stele)”, in un’esibizione pensata come omaggio alla città e al suo legame con la memoria del terremoto.

Venzone, il terremoto del 1976 raccontato dalla Brigata Julia con Toni Capuozzo

I saluti istituzionali

Per i saluti istituzionali sono intervenuti anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli e il sindaco di Venzone Mauro Valent.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail