Vicenza, sciopero di 8 ore alle Acciaierie Beltrame dopo la caduta di un operaio da 5 metri
Presidio dalle 6 alle 8 allo stabilimento vicentino dopo l’incidente del 10 giugno. La Fiom chiede più sicurezza, formazione e organici
VICENZA - Un operaio cinquantenne è rimasto gravemente ferito la sera del 10 giugno alle Acciaierie Beltrame di Vicenza, precipitando da 5 metri mentre eseguiva la manutenzione su un impianto. La mattina successiva i lavoratori hanno organizzato un presidio dalle 6 alle 8 davanti allo stabilimento e aderito a uno sciopero di 8 ore per l’intera giornata, su iniziativa unitaria delle organizzazioni sindacali e della Rsu.
La protesta nasce dopo l’incidente avvenuto nello stabilimento vicentino e riporta al centro il tema della sicurezza sul lavoro in azienda. Secondo la Fiom Cgil Vicenza, non si tratterebbe di un episodio isolato: il sindacato parla di 20 infortuni dall’inizio dell’anno all’interno del sito produttivo.
Presidio e sciopero dopo l’infortunio del 10 giugno
Il presidio si è svolto nelle prime ore del mattino davanti alle Acciaierie Beltrame. In parallelo è stato proclamato lo sciopero per l’intera giornata, con l’obiettivo dichiarato di richiamare l’attenzione dell’azienda e della cittadinanza sulle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nella presa di posizione diffusa dalla Fiom, l’iniziativa viene presentata come una risposta immediata a un infortunio definito grave. Il sindacato sostiene che, in un territorio che continua a fare i conti con numeri alti sul fronte degli incidenti sul lavoro, non basti intervenire solo dopo gli episodi più seri. Su questo tema, in Veneto si è discusso di recente anche dopo un altro caso di infortunio sul lavoro a Grisignano di Zocco.
La denuncia della Fiom: “Da mesi segnaliamo problemi di sicurezza”
La parte più netta del comunicato riguarda l’organizzazione del lavoro nello stabilimento. Marco Maraschin della Fiom Cgil Vicenza afferma che da mesi il sindacato segnala alla direzione aziendale una attenzione insufficiente alla sicurezza.
Secondo quanto dichiarato, la pressione sulla produzione finirebbe per spostare in secondo piano la tutela dei lavoratori, con ritmi aumentati e squadre ritenute sotto organico. Nello stesso intervento, la Fiom sostiene che dall’inizio dell’anno gli infortuni interni all’azienda siano arrivati a quota 20.
Maraschin collega questo dato all’immagine pubblica dell’azienda circolata nei giorni scorsi sulla stampa, giudicandola distante dalla situazione che, a detta del sindacato, si vivrebbe nello stabilimento. Il punto centrale della contestazione è che la sicurezza non possa essere trattata come un tema secondario rispetto alla continuità produttiva.
Le richieste: più formazione, break previsti dal contratto e confronto sui reparti
Nel merito, la Fiom indica alcune misure precise. La prima riguarda il rafforzamento della formazione sulla sicurezza. Il sindacato chiede anche di applicare con maggiore continuità i break formativi previsti dal contratto nazionale e di aprire un confronto sull’organizzazione concreta del lavoro dentro l’azienda.
Tra i temi indicati ci sono le modalità operative nei reparti, i carichi di lavoro e la composizione delle squadre. La linea espressa è che la prevenzione non possa limitarsi agli adempimenti formali, ma debba incidere sulle condizioni reali in cui si lavora ogni giorno, soprattutto nelle attività più esposte come la manutenzione degli impianti.
Il nodo dei controlli e il richiamo agli Spisal
Nel comunicato la Fiom allarga poi il discorso al sistema pubblico di vigilanza. Il sindacato critica i tagli agli Spisal, sostenendo che un loro indebolimento riduca la capacità di prevenzione e controllo sui luoghi di lavoro.
La richiesta, in questo caso, non riguarda solo l’azienda ma anche il livello istituzionale: più verifiche, più prevenzione e una struttura di controllo che non venga svuotata. Per la Fiom, la sicurezza sul lavoro deve tornare a essere affrontata in modo strutturale, a partire dagli incidenti già avvenuti e dall’analisi delle cause che li hanno resi possibili.
Al momento, dalla fonte diffusa dal sindacato non emergono ulteriori aggiornamenti sulle condizioni del lavoratore ferito oltre alla dinamica indicata: la caduta da 5 metri durante un intervento di manutenzione la sera del 10 giugno.