Sit-in di Fratelli d’Italia a Vicenza: chieste le dimissioni dell’assessore Balbi

Sit-in di Fratelli d’Italia a Vicenza contro il degrado nel Quadrilatero: chieste le dimissioni dell’assessore Balbi.

14 marzo 2026 17:13
Sit-in di Fratelli d’Italia a Vicenza: chieste le dimissioni dell’assessore Balbi -
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VICENZA – “Senza legalità non c’è commercio”. Con questo slogan Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale hanno organizzato questa mattina, sabato 14 marzo, un sit-in in viale Milano, a Vicenza. La manifestazione è stata promossa dal coordinamento cittadino del partito per richiamare l’attenzione sul rispetto delle regole negli esercizi pubblici, in particolare nell’area del Quadrilatero.

Durante il presidio è stata avanzata una richiesta politica precisa: le dimissioni dell’assessore comunale alle attività produttive Cristina Balbi, al centro delle polemiche legate alla vicenda del locale “Les Delices”.

Alla manifestazione hanno preso parte militanti e dirigenti di Fratelli d’Italia, alcuni residenti della zona e diversi rappresentanti istituzionali. Tra i presenti anche il deputato e presidente provinciale di FdI Silvio Giovine e il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Francesco Rucco.

Durante il sit-in è stato esposto uno striscione con la scritta “Senza legalità non c’è commercio. Balbi dimettiti”, con cui i promotori hanno chiesto un passo indietro all’assessore della giunta guidata dal sindaco Giacomo Possamai.

Il tema dei controlli e della sicurezza urbana resta centrale anche in altre città del Nordest, dove negli ultimi mesi sono stati intensificati i servizi delle forze dell’ordine, come raccontato nell’articolo sui controlli straordinari della polizia a Trieste.

La protesta nasce dalla vicenda legata al locale Les Delices, che secondo Fratelli d’Italia sarebbe stato inaugurato senza i requisiti necessari.

Secondo quanto sostenuto dagli organizzatori del sit-in, il sindaco Possamai avrebbe spiegato che il Comune non era tenuto a rilasciare autorizzazioni, una posizione contestata dagli esponenti del partito.

Secondo Fratelli d’Italia, infatti, spetterebbe comunque all’amministrazione verificare le pratiche di inizio attività presentate agli uffici comunali.

Il dibattito su legalità, controlli e sicurezza continua a essere molto presente nella cronaca del territorio, come dimostrano anche altri recenti fatti raccontati nella cronaca del Nordest, tra cui l’episodio dell’aggressione a un 12enne da parte di un 21enne.

Durante la manifestazione è intervenuto Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza.

“L’assessorato al commercio dovrebbe prestare la massima attenzione alle pratiche amministrative, soprattutto in aree delicate come questa”, ha dichiarato.

Secondo Benigno nel Quadrilatero è necessario rafforzare i controlli, non solo per garantire il rispetto delle norme ma anche per prevenire fenomeni come il cosiddetto “apri e chiudi”, spesso indicato come possibile terreno fertile per attività irregolari.

Da qui la richiesta politica avanzata durante il presidio: “Il sindaco Possamai chieda all’assessore Balbi di fare un passo indietro per manifesta inadeguatezza”.

Il presidente cittadino di Fratelli d’Italia ha chiarito che la mobilitazione non è diretta contro un singolo esercente, ma punta a sollevare una questione più ampia legata alla legalità nel commercio cittadino.

“Chiediamo soltanto il rispetto delle regole in tutta la città e in particolare nel Quadrilatero”, ha spiegato.

Nel mirino anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, accusata di non intervenire con sufficiente rapidità in situazioni ritenute irregolari.

Secondo gli organizzatori del sit-in servirebbero controlli più frequenti e approfonditi sugli esercizi pubblici della zona, verificando autorizzazioni, prescrizioni amministrative e norme igienico-sanitarie.

Il tema della sicurezza e della legalità continua a essere uno dei più discussi nelle città del Nordest, spesso al centro del dibattito politico e amministrativo insieme ad altri episodi di cronaca che coinvolgono il territorio, come riportato anche nella notizia del tentato rapimento di una bambina di due anni.

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