Villalta di Fagagna, due settimane di eventi per il finale di Cambiare le storie
A Cjase di Catine il programma conclusivo del progetto di Damatrà onlus: ingresso gratuito per la Nuvola Sonora e pedalata su prenotazione.
UDINE - Dal 11 al 27 settembre 2026 Cjase di Catine, a Villalta di Fagagna, diventa il centro del gran finale di “Cambiare le storie”, il progetto di Damatrà onlus dedicato alla narrazione come strumento di inclusione, incontro tra generazioni e rigenerazione del territorio. In calendario ci sono concerti, laboratori, una festa dedicata a semi e piante e una pedalata conclusiva tra le colline friulane, con iniziative pensate per pubblici di età diverse.
Il percorso, avviato nell’autunno 2025, è stato sviluppato con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Comune di Fagagna, la Comunità Collinare del Friuli e l’USSM, Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Trieste. Il progetto, finanziato dal PR FESR FVG 2021-2027, ha lavorato durante l’anno sulla trasformazione degli spazi al primo piano di Cjase di Catine in un polo culturale permanente per la comunità, mettendo al centro il contrasto alla solitudine e l’empowerment sociale.
Il via con la Nuvola Sonora
L’apertura del programma è affidata a “La Nuvola sonora”, in programma venerdì 11 settembre e sabato 12 settembre nel giardino di Cjase di Catine. Il fulcro delle due serate sarà il palco a forma di nuvola realizzato nel 2024 dall’artista Emanuele Bertossi.
Venerdì 11 settembre, dalle 18 alle 20, la sezione Intergenerazioni porterà sullo stesso palco musicisti dagli 8 agli 88 anni, con le esibizioni dell’Orchestra Diffusa e dei The Dreamers.
Sabato 12 settembre, dalle 18 alle 23, spazio invece a una maratona live dedicata alle band giovani del territorio. La line-up comprende Damaj, formazione di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, poi Sisma, Riptide, Midnight Rendezvous, Loosing Money e WSU, acronimo di Wicked Silly Ufo. Durante la serata sarà attivo un chiosco enogastronomico. L’ingresso è gratuito, mentre in caso di maltempo la prenotazione è consigliata per la disponibilità limitata di posti al coperto.
Laboratorio, ballo di comunità e scambio di semi
Il calendario prosegue martedì 15 settembre con il laboratorio pomeridiano “Il Raccolto... Sgranare, sgranare e ancora sgranare”, pensato come incontro intergenerazionale tra grandi e piccoli. L’attività prevede la pulizia dei semi, la costruzione di buste di carta protettive con la tecnica degli origami e la realizzazione del manifesto per la festa d’autunno.
Venerdì 25 settembre è prevista la serata conclusiva del “Ballo di Comunità”, guidata da Nicoletta Oscuro e Hugo Sameck, nata per lavorare su ritmo, vicinanza e superamento dell’isolamento.
Sabato 26 settembre Cjase di Catine ospiterà la “Festa d’Autunno”, dedicata allo scambio di semi e piante e aperta a famiglie e collezionisti. L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, punta a tutelare la biodiversità e a offrire una risposta concreta anche sul tema della crisi climatica, mantenendo una dimensione di incontro sociale costruita nel tempo.
La chiusura in bici tra Mulino Nicli e Cjase di Catine
L’ultimo appuntamento è in programma domenica 27 settembre con “Racconti in movimento”, inserito nella Settimana della mobilità sostenibile. Si tratta di un itinerario cicloturistico di circa 15 chilometri guidato da Paola Bergamo e Lea di Sognando in bici.
La partenza è prevista dal Mulino Nicli, con arrivo a Cjase di Catine dopo l’attraversamento delle colline friulane. L’escursione è a numero chiuso, con un massimo di 20 partecipanti, ed è frutto della collaborazione tra Damatrà onlus, Comune di Fagagna, Comunità Collinare del Friuli, USSM di Trieste e associazione IoCiVado Aps.
Come spiega Mara Fabro, presidente di Damatrà onlus e curatrice del progetto, il lavoro dell’ultimo anno ha trasformato Cjase di Catine da semplice spazio fisico a luogo di relazione, dove giovani, anziani e persone in condizione di fragilità hanno condiviso attività legate alla terra, ai percorsi a piedi e in bici e alla lettura di libri digitalizzati oggi entrati nel patrimonio collettivo.