La investe e scappa, poi la scoperta: era stata la sua maestra

Treviso, 25enne indagato per tentato omicidio: avrebbe investito volontariamente in auto una 61enne che era stata sua maestra.

25 agosto 2026 09:44
La investe e scappa, poi la scoperta: era stata la sua maestra -
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TREVISO – Sembrava inizialmente un grave investimento stradale seguito dalla fuga del conducente. Quattro mesi dopo, però, l’ipotesi investigativa è completamente cambiata: un 25enne trevigiano avrebbe infatti sterzato volontariamente con l’auto per travolgere una donna di 61 anni in bicicletta.

A rendere ancora più delicata la vicenda c’è un particolare emerso nel corso delle indagini: la ciclista sarebbe stata una delle maestre frequentate dal giovane durante la scuola elementare.

L’ipotesi di reato contestata al 25enne sarebbe così passata dalle lesioni stradali con fuga al tentato omicidio. La ricostruzione dovrà naturalmente essere verificata nel corso del procedimento.

L’investimento e la fuga

L’episodio risale al 25 aprile.

La donna, 61 anni, stava procedendo in bicicletta quando è stata travolta dall’automobile guidata dal giovane.

Dopo l’impatto, secondo quanto ricostruito, il conducente si sarebbe allontanato senza fermarsi a prestare soccorso.

La ciclista ha riportato lesioni serie ed è stata trasportata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, ma fortunatamente non è mai stata considerata in pericolo di vita.

Nei giorni scorsi, sempre nel Trevigiano, un altro grave incidente ha visto due auto scontrarsi a Spresiano, con una delle vetture che ha preso fuoco dopo l’impatto.

La svolta arriva dalla dash cam

Il 25enne era stato individuato dagli agenti della Polizia Stradale e inizialmente denunciato per non essersi fermato dopo l’investimento.

Gli approfondimenti successivi sulla dinamica hanno però portato a una ricostruzione molto più grave.

Determinanti sarebbero state le immagini registrate dalla dash cam montata su un’automobile che viaggiava alle spalle della vettura del giovane.

Secondo quanto emergerebbe dal filmato, l’auto del 25enne avrebbe prima affiancato la bicicletta e poi sterzato improvvisamente verso destra, colpendola.

L’ipotesi: investimento volontario

È proprio la traiettoria ripresa dalla telecamera ad aver portato gli investigatori a valutare che l’investimento potrebbe non essere stato accidentale.

Dopo lo schianto, l’automobilista che seguiva il 25enne si sarebbe invece fermato per soccorrere immediatamente la donna.

Da qui il cambio dell’ipotesi di reato: dalle iniziali lesioni stradali con fuga si sarebbe passati al tentato omicidio.

Sul tema della sicurezza stradale, alcuni Comuni trevigiani stanno intanto adottando nuove iniziative: a Farra di Soligo sono stati recentemente installati cartelli nelle borgate per invitare gli automobilisti a rallentare nelle zone frequentate dai bambini.

La vittima era stata la sua maestra

Un ulteriore elemento è emerso durante gli approfondimenti investigativi.

La donna investita sarebbe una vecchia conoscenza del 25enne: in passato aveva insegnato nella scuola elementare frequentata dal giovane.

Un particolare sul quale gli investigatori stanno lavorando per comprendere se possa avere qualche collegamento con quanto accaduto.

Al momento, infatti, resta da chiarire quale possa essere stato l’eventuale movente che avrebbe portato il ragazzo a compiere un gesto intenzionale.

Nel Trevigiano è recente anche un’altra indagine legata a condotte nei confronti di una persona conosciuta: un 55enne era stato arrestato dopo la scoperta di un localizzatore nascosto nell’auto dell’ex convivente.

Indagini ancora in corso

Gli accertamenti proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda, analizzare le immagini disponibili e verificare quale rapporto vi fosse tra il giovane e la sua ex insegnante.

L’elemento centrale resta la presunta sterzata volontaria verso la bicicletta, che ha modificato radicalmente il quadro investigativo.

Resta fermo il principio di presunzione d’innocenza: le responsabilità del 25enne e l’effettiva volontarietà dell’investimento dovranno essere accertate definitivamente nelle sedi giudiziarie competenti.

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