Agshin Azizov morto da eroe nel Tagliamento: Oikos assiste la famiglia dopo la tragedia

Dopo la morte di Agshin Azizov nel Tagliamento, Oikos Ets attiva supporto psicologico e assistenziale per moglie e figli.

13 luglio 2026 18:29
Notizia verificata · Fonte: ansa.it · Vedi fonti
Agshin Azizov morto da eroe nel Tagliamento: Oikos assiste la famiglia dopo la tragedia -
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RONCHIS – Dopo la tragedia nel Tagliamento, è stato attivato un percorso di sostegno per la famiglia di Agshin Azizov, il padre di 38 anni, di origine azera, morto sabato a Ronchis dopo essersi tuffato nel fiume per soccorrere i figli in difficoltà.

A riferirlo è Ansa, riportando quanto comunicato da Oikos Ets, l’ente che accoglieva l’uomo insieme alla moglie e ai tre bambini in una struttura di Campolongo al Torre, in provincia di Udine.

Il sostegno alla moglie e ai tre figli

La moglie e i tre bambini sono ora seguiti dagli operatori dell’associazione. Due dei figli erano stati coinvolti direttamente nella tragedia e sono riusciti a salvarsi, mentre il terzo non si trovava in acqua al momento del dramma.

Oikos, in raccordo con la Prefettura di Udine, i servizi sociali e l’Azienda sanitaria, ha avviato un percorso di supporto psicologico e assistenziale per accompagnare la famiglia nell’elaborazione del lutto.

La vicenda aveva profondamente scosso il territorio: Agshin Azizov aveva perso la vita nel tentativo di salvare i bambini finiti in difficoltà nel fiume, come ricostruito nel precedente articolo sulla tragedia di Ronchis, dove il padre di 38 anni è morto nel Tagliamento dopo essersi tuffato per soccorrere i figli.

Il percorso in Italia

Secondo quanto riferito da Oikos Ets e riportato da Ansa, la famiglia era arrivata in Italia attraverso la rotta balcanica. Dopo il ricongiungimento, aveva iniziato un percorso di integrazione partito dal Centro di accoglienza straordinaria di Pontebba e proseguito poi nella struttura di Campolongo al Torre.

Agshin Azizov era richiedente protezione internazionale. In Friuli Venezia Giulia stava cercando di costruire una nuova stabilità insieme alla moglie e ai figli.

Il ricordo di Oikos

Il vicepresidente di Oikos, Ruben Cadau, ha descritto quella di Azizov come una famiglia con una forte volontà di inclusione e con il desiderio di costruire in Italia un futuro autonomo.

L’uomo lavorava come operaio meccanico a Tarvisio ed era considerato una persona molto stimata. Un dettaglio che restituisce l’immagine di un padre impegnato, inserito in un percorso di vita e lavoro, spezzato improvvisamente dalla tragedia nel fiume.

Una rete di aiuto dopo il lutto

Il percorso attivato dopo la morte del 38enne punta ora a non lasciare sola la famiglia. L’intervento coordinato tra ente gestore, istituzioni, servizi sociali e sanità servirà a garantire un accompagnamento nella fase più difficile, sia sul piano emotivo sia su quello pratico.

Il dramma di Ronchis ha richiamato l’attenzione anche sui pericoli dei corsi d’acqua naturali, dove correnti, fondali irregolari e profondità improvvise possono trasformare un momento di svago in una situazione di emergenza.

In Friuli Venezia Giulia, negli ultimi giorni, il tema della sicurezza e delle emergenze è tornato più volte al centro della cronaca, anche con l’aggiornamento sugli incendi in FVG e i sette fronti sotto osservazione tra Pordenonese, Udinese e Carso.

Il dolore dopo il gesto estremo

Agshin Azizov è morto dopo essersi gettato in acqua per salvare i figli. Un gesto immediato, compiuto davanti al pericolo, che ha permesso ai bambini di essere tratti in salvo ma non ha lasciato scampo al padre.

Ora resta il dolore della moglie, dei figli e della comunità che li aveva accolti. Accanto a loro ci sarà il supporto degli operatori di Oikos Ets, chiamati ad accompagnare la famiglia in un momento segnato da una perdita improvvisa e profondissima.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 13 luglio 2026

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