Precipita per oltre 20 metri sul Monte Pelmo: 29enne si aggrappa alla roccia

Alpinista di 29 anni precipita per oltre 20 metri sul Monte Pelmo e riesce a fermarsi su un terrazzino. Recuperato dall’elicottero.

02 settembre 2026 09:03
Precipita per oltre 20 metri sul Monte Pelmo: 29enne si aggrappa alla roccia -
Condividi

VODO DI CADORE (BELLUNO) – È precipitato per oltre venti metri lungo la parete del Monte Pelmo, riuscendo poi ad aggrapparsi alla roccia e a fermarsi su un piccolo terrazzino a circa 2.400 metri di quota. Un alpinista di 29 anni, residente nel Veronese, è stato recuperato nel pomeriggio di martedì 1° settembre con un delicato intervento dell’elicottero del Suem di Pieve di Cadore.

L’allarme è scattato attorno alle 17.30, quando il compagno di cordata ha contattato la Centrale del Suem spiegando quanto era appena accaduto.

Avevano appena concluso la via

I due alpinisti avevano affrontato la Via Masucci-Franceschetti, proprio nell’anno in cui ricorrono i sessant’anni dalla sua apertura.

Dopo aver completato la salita erano usciti in vetta e si erano slegati, preparandosi a iniziare il rientro.

È stato in quel momento che il 29enne è improvvisamente scivolato, precipitando lungo la parete.

La caduta è proseguita per oltre venti metri, fino a quando l’alpinista è riuscito a fermare la discesa e ad aggrapparsi alla roccia, rimanendo bloccato su un terrazzino.

Soltanto il giorno precedente si era conclusa tragicamente un’altra operazione di ricerca in montagna: Andrea Mamaliga era stato trovato morto a 22 anni dopo essere precipitato lungo la Ferrata Vajo Scuro.

Il recupero al limite delle nebbie

Ricevuta la richiesta di aiuto, è decollato l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore.

L’equipaggio è riuscito a individuare il punto esatto in cui si trovava il giovane, proprio al limite della fascia di nebbia presente sulla montagna.

A quel punto è iniziata la delicata manovra di recupero.

Il tecnico di elisoccorso è stato calato sulla parete utilizzando un verricello di 30 metri, raggiungendo l’alpinista rimasto bloccato sulla roccia.

Gli interventi in ambiente impervio richiedono spesso operazioni particolarmente complesse: nelle scorse settimane un escursionista era morto dopo una caduta di circa 200 metri sul Montasio.

Grave trauma al piede e diverse contusioni

Nonostante la violenta caduta, il 29enne era riuscito a evitare conseguenze ancora più gravi.

Nel volo lungo la parete aveva però riportato un grave trauma a un piede e diverse contusioni.

Una volta raggiunto dal soccorritore, l’alpinista è stato assicurato e issato a bordo dell’elicottero.

Il velivolo lo ha quindi trasportato su un prato nelle vicinanze del Rifugio Venezia, dove l’equipe sanitaria ha potuto prestargli le prime cure e procedere con una valutazione delle condizioni.

Incidenti e recuperi in quota hanno segnato più volte questa estate sulle montagne del Nordest. A fine agosto un altro escursionista aveva perso la vita sul Jôf di Montasio dopo essere precipitato in un canalone.

Recuperato anche il compagno

Mentre i sanitari assistevano il 29enne, l’elicottero è tornato nuovamente in quota per recuperare anche il compagno di cordata rimasto sulla montagna.

Il secondo alpinista è stato imbarcato con una manovra in hovering, permettendo così anche a lui di rientrare in sicurezza.

Completato il recupero, l’attenzione si è nuovamente concentrata sul ferito.

Il 29enne è stato infine trasportato all’ospedale di Belluno per gli accertamenti e le cure necessarie.

Una caduta che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche e che si è conclusa grazie alla capacità dell’alpinista di fermarsi sulla parete e al rapido intervento dell’elisoccorso, chiamato a operare a 2.400 metri di quota e con le nebbie ormai vicine alla zona dell’incidente.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail