Assestamento Fvg, estesi i bonus della Legge Talenti e 200mila euro ai professionisti
In II Commissione illustrati gli interventi su rientro dei talenti e liberi professionisti.
TRIESTE - Nell’assestamento di bilancio del Friuli Venezia Giulia entrano nuove misure per lavoro e professioni: l’estensione della Legge Talenti anche a chi possiede una laurea triennale in discipline scientifiche, con una dotazione di 100mila euro, e uno stanziamento di 200mila euro per coprire spese di avvio e funzionamento nei primi tre anni di attività dei liberi professionisti.
Le novità sono state illustrate in II Commissione dall’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, nella seduta conclusiva dedicata all’esame dei documenti della manovra di assestamento.
Le misure previste nell’assestamento
Nel dettaglio, la modifica alla Legge Talenti amplia la platea dei beneficiari includendo anche i possessori di diploma di laurea triennale in ambito scientifico. La misura vale 100mila euro.
Accanto a questo intervento, la Regione mette a bilancio 200mila euro destinati ai liberi professionisti, per sostenere le spese iniziali e il funzionamento nei primi tre anni di attività.
I numeri del Programma Gol in Friuli Venezia Giulia
Nel corso della discussione Rosolen ha aggiornato anche i dati sulle politiche del lavoro e sull’occupazione, soffermandosi sui risultati del Programma Gol. Secondo i numeri comunicati dall’assessore, al 31 maggio 2026 il Friuli Venezia Giulia ha superato tutti i target previsti.
I beneficiari trattati sono stati 111.585; di questi, il 51,6% ha avuto un esito professionale. I formati sono 20.181, mentre 15.702 persone hanno seguito percorsi di formazione digitale. L’assessore ha inoltre riferito che il 100% dei centri per l’impiego è in grado di erogare tutti i servizi previsti.
Occupazione in crescita, ma il confronto si sposta su qualità e salari
Sul fronte occupazionale, nel primo trimestre del 2026 in regione si contano 2.800 lavoratori in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita, è stato spiegato, è sostenuta più dall’industria che dal terziario, con un tasso di occupazione arrivato al 70%.
Rosolen ha aggiunto che cresce l’occupazione maschile, mentre quella femminile rallenta, anche se circa 5.800 donne hanno scelto di uscire dall’inattività per cercare un lavoro.
Su questi dati si è aperto il confronto tra i consiglieri. Furio Honsell di Open Sinistra Fvg ha richiamato l’aumento del 3,9% degli occupati, chiedendo però una valutazione sulla qualità dei posti di lavoro creati.
Massimiliano Pozzo del Pd ha sollecitato una riflessione sull’andamento della retribuzione oraria, indicata come in costante diminuzione anche nel settore privato, e sulla necessità di rafforzare gli incentivi alla stabilizzazione del lavoro femminile.
Manuela Celotti, sempre del Pd, ha osservato che le donne continuano a percepire salari inferiori rispetto agli uomini e che la penalizzazione cresce per giovani e immigrate. Ha inoltre ricordato che i contratti part-time riguardano soprattutto la componente femminile, chiedendo un piano straordinario di servizi per favorire la conciliazione tra tempi di vita e lavoro. Secondo Celotti, anche il rientro dei corregionali dipende dalle garanzie sociali offerte dal territorio.
I rilievi su Legge Talenti e centri per l’impiego
Andrea Carli del Pd ha definito non soddisfacente il dato delle 270 adesioni alla misura sui Talenti e ha espresso preoccupazione per il futuro dei centri per l’impiego, auspicando che non si debba tornare a un modello legato alle Province.
In replica, Rosolen ha affermato che la Regione intende mantenere in modo saldo la funzione del lavoro. Ha aggiunto che questo non esclude la possibilità che alcune azioni amministrative possano essere gestite dalle nuove Province.
Nel dibattito è intervenuta anche Serena Pellegrino di Avs, che ha chiesto un dato sull’età media delle donne uscite dall’inattività. Su questo punto l’assessore ha risposto definendo l’informazione non rilevante.