«Sono tuo figlio, ho bisogno di soldi»: anziano perde quasi 30mila euro, la banca scopre tutto

Truffa del finto figlio ad Azzano Decimo: anziano perde quasi 30mila euro. La banca scopre l'inganno, due denunciati e soldi bloccati.

02 novembre 2026 15:28
«Sono tuo figlio, ho bisogno di soldi»: anziano perde quasi 30mila euro, la banca scopre tutto -
Condividi

AZZANO DECIMO (PORDENONE) – Credeva di aiutare il figlio in difficoltà, ma dall'altra parte del telefono c'era un truffatore. Nel giro di pochi giorni un anziano residente ad Azzano Decimo ha disposto bonifici bancari per quasi 30mila euro, convinto che quel denaro servisse a risolvere alcuni problemi economici del familiare.

A smascherare l'inganno è stata la banca della vittima, insospettita da una serie di operazioni insolite. La successiva indagine dei Carabinieri di Azzano Decimo, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, ha portato all'identificazione di due presunti responsabili, denunciati per truffa aggravata in concorso, e al blocco di parte delle somme sottratte.

Il messaggio su WhatsApp e la richiesta urgente di denaro

Tutto è cominciato con un messaggio arrivato sul telefono dell'anziano da un numero sconosciuto.

L'interlocutore si è presentato come suo figlio, sostenendo di trovarsi in una situazione di difficoltà economica e di avere urgente bisogno di denaro per saldare alcuni debiti.

Una richiesta studiata per fare leva sul rapporto affettivo tra genitore e figlio e convincere l'uomo a intervenire senza sospettare che dietro quei messaggi potesse nascondersi un raggiro.

L'anziano, pensando di parlare realmente con il familiare, ha iniziato a effettuare i trasferimenti richiesti.

Un bonifico dopo l'altro, nell'arco di pochi giorni, la somma inviata ha raggiunto quasi 30mila euro.

La banca nota i bonifici sospetti e chiama il vero figlio

A interrompere il meccanismo della truffa non è stata una risposta dell'anziano, ma l'attenzione dei dipendenti del suo istituto di credito.

Il personale della filiale ha infatti notato la frequenza e l'importo particolarmente elevato dei bonifici, operazioni che apparivano insolite rispetto ai normali movimenti bancari del cliente.

Di fronte a quelle anomalie, i funzionari hanno deciso di approfondire la situazione e contattare direttamente il figlio dell'uomo.

È stato proprio in quel momento che l'inganno è venuto alla luce.

Il giovane ha confermato di non avere alcun collegamento con le richieste di denaro e di essere completamente estraneo ai trasferimenti effettuati dal padre.

La scoperta ha permesso di interrompere gli ulteriori versamenti e di sollecitare una segnalazione immediata alle autorità.

Nel mese di settembre, l'anziano ha quindi presentato denuncia ai Carabinieri, facendo partire gli accertamenti.

I soldi finiscono su due conti: identificati un 24enne e un 54enne

Le indagini condotte dai militari della Stazione dei Carabinieri di Azzano Decimo, sotto il coordinamento della Procura di Pordenone, si sono concentrate innanzitutto sul percorso seguito dal denaro.

Attraverso l'analisi delle operazioni bancarie, gli investigatori sono riusciti a individuare i conti correnti destinatari dei bonifici.

Le somme erano confluite su rapporti bancari intestati a due uomini: un 24enne residente nel Casertano e un 54enne domiciliato a Palermo.

Gli accertamenti hanno riguardato anche l'utenza telefonica utilizzata per contattare la vittima tramite WhatsApp.

La scheda risultava associata a un'identità anagrafica fittizia, non censita sul territorio nazionale, un elemento che ha richiesto ulteriori verifiche investigative.

Le immagini delle telecamere e il sequestro del conto corrente

Una parte importante dell'attività investigativa ha riguardato la necessità di impedire che il denaro sottratto venisse definitivamente disperso.

Per questo motivo i Carabinieri hanno disposto d'iniziativa il sequestro preventivo d'urgenza del conto corrente intestato al primo indagato, riuscendo a congelare una parte delle somme ancora disponibili.

Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone.

Le verifiche non si sono fermate ai movimenti bancari.

Su delega della Procura sono state eseguite perquisizioni, mentre gli investigatori hanno esaminato anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza degli uffici postali.

Le registrazioni hanno consentito di documentare i prelievi di contante effettuati subito dopo l'accredito del denaro e di completare l'identificazione dei due indagati.

Al termine degli accertamenti, entrambi sono stati denunciati per truffa aggravata in concorso. La loro posizione resta al vaglio dell'autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Denaro congelato: le somme bloccate torneranno all'anziano

L'indagine ha consentito di evitare che almeno una parte del denaro sottratto finisse definitivamente nella disponibilità dei presunti truffatori.

Le somme sequestrate saranno restituite alla vittima al termine della vicenda giudiziaria, secondo quanto comunicato dai Carabinieri.

Non è stato precisato l'importo esatto del denaro rimasto sul conto e sottoposto a sequestro, rispetto ai quasi 30mila euro complessivamente versati.

Le truffe agli anziani continuano a colpire in Friuli

Quello scoperto ad Azzano Decimo è un raggiro che sfrutta uno dei legami più forti, quello familiare, per ottenere denaro facendo credere alla vittima di dover aiutare una persona cara.

Il meccanismo è diverso, ma la pressione psicologica ricorda altre vicende emerse recentemente in Friuli Venezia Giulia.

A Udine, ad esempio, una donna di 94 anni era stata convinta attraverso una videochiamata a consegnare i propri gioielli a un falso maresciallo, mentre a Cividale un'anziana di 84 anni era stata raggirata con la tecnica del falso Carabiniere, perdendo preziosi per circa 20mila euro.

Nel caso di Azzano Decimo, a fare la differenza sono stati l'intervento tempestivo del personale bancario e la rapidità degli accertamenti dei Carabinieri.

La vicenda richiama l'attenzione su una precauzione semplice ma importante: quando un familiare chiede improvvisamente denaro tramite un nuovo numero WhatsApp, è sempre opportuno contattarlo direttamente attraverso i recapiti già conosciuti prima di effettuare qualsiasi pagamento.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail