Bordin a Dudelange visita il Centro sulle migrazioni e la Petite Italie

Il presidente del Consiglio regionale Fvg al Cdmh di Dudelange con autorità lussemburghesi e rappresentanti italiani

23 maggio 2026 13:18
Bordin a Dudelange visita il Centro sulle migrazioni e la Petite Italie -
Condividi

LUSSEMBURGO - A Dudelange, nel cuore del Lussemburgo industriale e in uno dei luoghi più legati alla grande emigrazione italiana, il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin ha visitato il Centre de Documentation sur les Migrations Humaines, centro dedicato alla memoria delle migrazioni europee.

Ad accompagnarlo nella visita sono stati il presidente del Fogolar Furlan Stefano Milani, il sindaco di Dudelange Dan Biancalana, l’ambasciatore d’Italia in Lussemburgo Carmine Robustelli e il primo segretario dell’Ambasciata italiana Damiano Rampini. La tappa ha avuto un valore istituzionale e simbolico, con al centro la storia dell’emigrazione italiana e friulana nel Granducato.

"Visitare questo luogo della memoria significa rendere omaggio a migliaia di italiani e friulani che, con sacrificio, dignità e spirito di comunità, hanno contribuito alla crescita del Lussemburgo senza mai dimenticare le proprie radici", ha dichiarato Bordin.

Il presidente ha sottolineato che il Centre de Documentation sur les Migrations Humaines conserva una parte importante della storia collettiva e mostra come l’emigrazione non sia stata soltanto una necessità economica, ma anche un collegamento culturale tra i popoli europei.

Il centro ha sede nell’antica stazione ferroviaria di Dudelange-Usines e si trova accanto allo storico Quartier Italien, la Petite Italie, che per decenni ha accolto le famiglie italiane arrivate in Lussemburgo per lavorare nelle miniere e nelle acciaierie. Tra documenti, fotografie e testimonianze, il Cdmh ricostruisce il contributo degli emigrati italiani allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Nel corso della visita, la delegazione si è recata anche nel quartiere storico degli immigrati italiani, ancora oggi indicato come simbolo di integrazione e di identità condivisa.

"La storia della comunità italiana di Dudelange parla ancora alle nuove generazioni", ha aggiunto Bordin. "È una storia di sacrificio, lavoro e solidarietà, ma anche di integrazione riuscita. Come istituzioni abbiamo il dovere di custodire questa memoria e di rafforzare il legame con le comunità friulane all'estero, che continuano a rappresentare un patrimonio umano e culturale straordinario per il Friuli Venezia Giulia e per l'Italia".

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail