Caldo e meno alberi in Friuli Venezia Giulia: persi 99 ettari di verde in 53 Comuni
A Trieste l’allarme sul consumo di suolo e sulla perdita di copertura arborea.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia, mentre l’estate 2026 è segnata da ondate di calore, torna al centro il nodo del verde urbano: secondo i dati citati dall’ultimo rapporto ISPRA-SNPA, nel biennio 2023-2024 la regione ha perso circa 99 ettari di verde in 53 Comuni. Un dato che riapre il confronto sulle scelte urbanistiche locali e sugli obblighi fissati dall’Europa per fermare la perdita di spazi verdi e copertura arborea nelle città entro il 2030.
A rilanciare il tema è la consigliera regionale del Patto per l'Autonomia-Civica FVG Giulia Massolino, che richiama l’allarme del Circolo Verdeazzurro Legambiente Trieste. Il punto, sostiene, è che Regione e Comuni rischiano di muoversi in direzione opposta rispetto a quanto richiesto dal Regolamento europeo sul ripristino della natura, in vigore dal 2024.
Cosa prevede il regolamento europeo
Secondo quanto evidenziato da Massolino, il quadro non riguarda più soltanto una scelta politica su quanto verde debba avere una città. Il Regolamento Ue 2024/1991 ha introdotto obiettivi vincolanti: evitare la perdita netta di spazi verdi urbani e di copertura arborea fino al 2030, per poi avviarne l’aumento.
Per questo, osserva la consigliera regionale, il verde urbano va considerato come una vera infrastruttura di adattamento climatico, utile a contenere gli effetti delle alte temperature e degli eventi meteorologici estremi. L’Italia dovrà trasmettere alla Commissione europea il Piano nazionale di ripristino della natura, passaggio che rende attuale anche per enti locali e Regione una verifica sulla compatibilità delle scelte urbanistiche adottate o in programma.
Il tema del verde urbano è tornato spesso anche nel dibattito su modelli di città più resilienti e su esperienze come quelle della forest therapy a Lignano Pineta, richiamate come esempio del valore ambientale e climatico del patrimonio arboreo.
I numeri del consumo di verde in regione
Il dato richiamato nell’intervento politico riguarda la perdita di circa 99 ettari di verde in 53 Comuni del Friuli Venezia Giulia tra il 2023 e il 2024. Secondo la ricostruzione, a fronte di questi numeri continuano a registrarsi abbattimenti, nuove impermeabilizzazioni e trasformazioni di aree verdi in parcheggi.
La critica riguarda quindi non solo il consumo di suolo, ma anche la riduzione del patrimonio arboreo e del suolo permeabile proprio mentre le città fanno i conti con l’effetto isola di calore. Alberi e superfici non impermeabilizzate, viene ricordato, contribuiscono a ridurre le temperature, ad assorbire l’acqua durante gli eventi estremi, a migliorare la qualità dell’aria e ad avere effetti sulla salute pubblica.
L’interrogazione in Regione e gli impegni chiesti
Sul tema è già stata presentata un’interrogazione per chiedere quale sia il contributo del Friuli Venezia Giulia rispetto agli obiettivi europei sul ripristino della natura. Massolino segnala inoltre come positivo l’accoglimento di un ordine del giorno che impegna la Regione a inserire nella strategia climatica un Piano per le infrastrutture verdi.
Tra i punti indicati ci sono il potenziamento dei vivai, il sostegno ai Comuni e la definizione di linee guida fondate su competenze scientifiche, biodiversità e permeabilità dei suoli. L’attenzione, in questa fase, è rivolta soprattutto alla traduzione di questi indirizzi in atti concreti di pianificazione e intervento.
Il passaggio indicato come decisivo è quello dei prossimi anni, perché gli obiettivi europei fissano il 2030 come scadenza per arrestare la perdita netta di verde urbano e copertura arborea. Secondo quanto sostenuto nell’allarme rilanciato da Trieste, il rischio è arrivare a quella data dopo aver continuato a ridurre spazi verdi e alberature nelle città della regione.