Caldo fino a metà luglio e nuovi temporali al Nord: cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Le previsioni indicano una fase rovente almeno fino a metà luglio, con possibili picchi più severi tra il 15 e il 20 e instabilità in

A cura di Web Team Web Team
08 luglio 2026 16:48
Caldo fino a metà luglio e nuovi temporali al Nord: cosa aspettarsi nei prossimi giorni -
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VENEZIA - Il caldo non ha ancora una data di uscita ravvicinata e, secondo gli esperti interpellati da Meteo Giornale, l'Italia resta dentro una fase molto pesante almeno fino a metà luglio, con la possibilità di un ulteriore aumento delle temperature tra 15 e 20 luglio 2026. Per il Nord, invece, i primi segnali di cambiamento potrebbero arrivare nel prossimo weekend e nella seconda metà del mese, quando i modelli iniziano a intravedere l'ingresso di aria più fresca e temporali.

A preoccupare non è soltanto il picco termico di uno o due giorni, ma la durata dell'ondata di calore. Gli esperti spiegano che siamo già alla terza fase rovente della stagione e che l'anticiclone africano continua a mantenere una posizione favorevole soprattutto sull'Europa occidentale, con effetti estesi anche sull'Italia.

Quanto durerà il caldo

Secondo Mauro Meloni, l'estate è partita con temperature molto elevate già all'inizio di luglio, in un quadro che potrebbe avvicinarsi ai livelli delle stagioni più estreme degli ultimi decenni. Un elemento osservato con attenzione è anche il mare, che si è scaldato rapidamente e presenta anomalie tra 2 e 4 gradi sopra la norma, fattore che contribuisce ad alimentare la persistenza del caldo.

Antonio Iannella indica una prima fase ancora molto calda fino a metà mese, ma con l'asse del promontorio africano leggermente spostato a ovest. Questo, spiega, limita almeno in parte i valori più estremi su alcune aree. Il passaggio più delicato viene però collocato tra il 15 e il 20 luglio, quando una nuova intensificazione potrebbe portare i valori più alti dell'estate.

In base ai dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF), le zone più esposte sarebbero soprattutto Sardegna e Sicilia, con punte rispettivamente fino a 44-45 gradi e 42-43 gradi. Sul resto del Paese, comprese le pianure del Nord, le massime potrebbero collocarsi diffusamente tra 33 e 37 gradi.

Ivan Gaddari conferma uno scenario di forte severità, con massime oltre i 40 gradi nei prossimi giorni e la possibilità, attorno al 20 luglio, di ulteriori rialzi localizzati fino a 45°C. Il dato che viene considerato più critico resta la persistenza del caldo, soprattutto al Centro-Sud e sulle isole maggiori.

Dove possono arrivare i temporali

Sul fronte dei temporali, il quadro resta più incerto. Federico De Michelis segnala che i modelli a lunga scadenza mostrano qualche segnale di svolta, ma ancora da verificare. Il modello americano GFS vede una possibile rottura della fase più stabile attorno al 18 luglio, con aria più fresca e temporali diffusi al Nord, mentre il modello europeo ECMWF mantiene per ora una linea più prudente.

Per i prossimi giorni, quindi, il Nord resta l'area da osservare con maggiore attenzione per eventuali episodi di instabilità, in continuità con gli scenari già descritti nelle recenti analisi su temporali violenti in Veneto e sul mix fra caldo e temporali violenti tra Veneto e Friuli.

Gli esperti parlano di una configurazione da Heat Dome, una sorta di campana di alta pressione difficile da scardinare. In queste situazioni, spiegano, basta poco per innescare fenomeni temporaleschi anche intensi lungo il bordo settentrionale dell'alta pressione, ma la tempistica resta da confermare giorno per giorno.

Il nodo del clima e gli effetti sulla salute

Nella riflessione raccolta da Meteo Giornale entra anche il tema del cambiamento climatico, indicato come chiave di lettura necessaria per interpretare ondate di calore sempre più precoci, durature e intense. Il richiamo degli esperti è a mantenere il confronto sul terreno scientifico, evitando letture politicizzate di fenomeni che hanno invece basi misurabili e già osservabili.

Tra gli effetti più concreti viene richiamato quello sulla salute, soprattutto durante le fasi di caldo prolungato: il problema, spiegano, non è solo la temperatura massima raggiunta, ma lo stress continuo imposto all'organismo per molte ore o per più giorni consecutivi. È in questo quadro che trovano spazio misure come la revisione degli orari di lavoro, abitazioni climatizzate e sistemi di raffrescamento urbano.

Un altro elemento citato riguarda la prevedibilità di molti di questi scenari: gli strumenti scientifici, dai dati ECMWF alle osservazioni NOAA, Copernicus, WMO e NASA, consentono infatti di individuare con anticipo tendenze e rischi, anche se la definizione puntuale dei temporali richiede aggiornamenti più ravvicinati. Proprio per questo, in presenza di instabilità al Nord, restano utili i monitoraggi legati all'allerta arancione in Veneto, che nelle scorse settimane hanno già accompagnato fasi di maltempo intenso.

Tra le fonti richiamate nell'analisi figurano ECMWF, NOAA, Copernicus Climate Change Service, World Meteorological Organization e NASA Earth Observatory.

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