Calice Dora 2026, a ItinerAnnia premiati i migliori vini della DOC Annia
Premi a Fausto Ghenda, azienda Donda e Vina Medea. Degustazioni con formaggi istriani e intervento finale del professor Enos Costantini
AQUILEIA - I vini della DOC Annia e il dialogo enologico tra Friuli Venezia Giulia e Istria sono stati al centro dell’edizione 2026 di Calice Dora, ospitata nell’ambito della manifestazione ItinerAnnia. Il concorso ha premiato alcune delle etichette più rappresentative del territorio, affiancando alla competizione anche momenti di degustazione e approfondimento storico.
Tra i vincitori dell’edizione 2026, Fausto Ghenda di Marano Lagunare ha ottenuto il riconoscimento per il miglior vino bianco con la Malvasia 2025. Per i rossi, il premio è andato all’azienda Donda di Aquileia con il Refosco dal Peduncolo Rosso. Il Premio del Cuore, assegnato dal pubblico, è stato invece conquistato da Vina Medea di Vodnjan, in Croazia, con la Malvasia Istriana 2025.
Il concorso e la degustazione tra Friuli e Istria
Per il secondo anno consecutivo l’organizzazione tecnica del premio è stata affidata alla sommelier Barbara Diana Pupolin, affiancata da Emil Perdec, sommelier istriano, docente dell’HSK e due volte Miglior Sommelier di Croazia. Il lavoro dei due professionisti ha messo a confronto vini autoctoni del territorio e produzioni croate, in una formula pensata per valorizzare le affinità e le differenze tra le due sponde dell’Alto Adriatico.
La degustazione è stata proposta in abbinamento a formaggi ovocaprini dell’Istria Istraski Sir Agrolaguna dop di Parenzo, in Croazia, e ai prodotti dell’azienda Bordiga di Bagnaria Arsa, in provincia di Udine. Un percorso che ha unito il concorso enologico a una lettura più ampia della filiera agroalimentare locale e transfrontaliera, in un contesto che richiama anche esperienze come la selezione vini veneti.
I protagonisti della giornata
Accanto ai curatori dell’iniziativa, un contributo operativo è arrivato anche da Camilla e Viola, ricordate per la mescita, definita impeccabile dagli organizzatori, e per il supporto offerto alla riuscita della manifestazione.
A chiudere l’appuntamento è stato il professor Enos Costantini, agronomo e studioso della storia della viticoltura dell’Alto Adriatico, con l’intervento “Malvasia e Terrano”. Il suo approfondimento ha ricostruito origini e storia di due vitigni simbolo dell’Istria e del Nord Adriatico, inserendo il premio in un percorso che ha intrecciato degustazione, identità produttive e memoria del territorio, in una cornice legata anche alla promozione del legame tra vino e turismo nell’area altoadriatica.