Truffa un’anziana e prende a morsi i carabinieri: arrestato un giovane tunisino
Truffa a un’anziana a Sarone di Caneva: giovane tunisino arrestato, tre carabinieri feriti e gioielli per 15mila euro restituiti.
CANEVA (PN) – I gioielli che un’anziana aveva appena consegnato a un falso carabiniere sono stati recuperati e restituiti alla proprietaria. A portarli con sé, nascosti nelle tasche dei pantaloni e nella biancheria intima, era un giovane tunisino, classe 2006, arrestato dopo un controllo a Sarone, frazione di Caneva.
L’intervento, avvenuto lunedì 12 ottobre 2026, è stato segnato da una violenta aggressione ai militari: secondo quanto riferito dall’Arma, il giovane ha reagito con pugni al volto, calci e morsi. Tre carabinieri hanno riportato lesioni ed escoriazioni, con sette giorni di prognosi ciascuno.
La segnalazione a Sarone e il tentativo di fuga
Già dalla mattinata la Centrale Operativa di Sacile aveva ricevuto segnalazioni di diversi tentativi di truffa ai danni di anziani nei comuni della zona, tutti riconducibili alla tecnica del finto carabiniere.
Attorno alle 14, un cittadino ha informato il comandante della Stazione Carabinieri di Polcenigo della presenza di due giovani, descritti come di origine maghrebina, che si aggiravano con atteggiamento sospetto per le strade di Sarone.
Il comandante ha raggiunto la frazione insieme ad altri militari, avviando un servizio di osservazione. I due sono stati individuati pochi minuti dopo, ma quando i carabinieri si sono avvicinati hanno tentato di allontanarsi di corsa. Uno dei due è stato fermato e identificato con le iniziali M.M.
Pugni, calci e morsi durante il controllo
Il giovane bloccato avrebbe immediatamente opposto una forte resistenza, colpendo ripetutamente i carabinieri. Per immobilizzarlo è stato necessario l’intervento di un’altra pattuglia.
La colluttazione si è svolta in strada, davanti a numerosi presenti. Alcuni cittadini, assistendo alla scena, si sono offerti di aiutare i militari feriti.
Dei quattro carabinieri impegnati nell’intervento, tre sono stati successivamente visitati dal medico di guardia, che ha riscontrato le lesioni e le escoriazioni riportate.
Nelle tasche e nella biancheria intima l’oro dell’anziana
Accompagnato in caserma, il giovane è stato sottoposto a perquisizione personale. I militari hanno trovato diversi monili in oro, per un peso superiore a 130 grammi e un valore stimato di circa 15mila euro, nascosti nelle tasche dei pantaloni e nelle mutande.
Secondo il resoconto dei Carabinieri, il fermato non ha saputo fornire spiegazioni credibili sulla provenienza dei preziosi.
Quasi contemporaneamente è arrivata una telefonata decisiva. Un residente, che aveva assistito al controllo e alla successiva colluttazione, ha contattato la caserma dopo aver appreso che un’anziana della stessa via era in lacrime: poco prima aveva consegnato tutto l’oro custodito in casa a un uomo presentatosi come carabiniere.
La donna è stata invitata a raggiungere la Stazione di Polcenigo, dove ha riconosciuto tutti i gioielli recuperati addosso al giovane.
Il falso incidente usato per convincere la donna
La consegna dei preziosi era stata preceduta da una telefonata. Un complice aveva raccontato all’anziana che la figlia era rimasta coinvolta in un incidente stradale, creando le condizioni per il successivo arrivo del falso militare.
Il richiamo a un’emergenza familiare è un espediente già emerso nella zona: a Polcenigo una donna aveva riconosciuto la truffa del finto incidente alla figlia, interrompendo la conversazione e verificando direttamente che la familiare stesse bene.
Al termine degli accertamenti, M.M. è stato arrestato in flagranza e accompagnato al carcere di Pordenone. Tutti i monili sono stati restituiti alla proprietaria.
Il recupero integrale dei preziosi richiama anche l’indagine dei Carabinieri di Sacile sulle truffe a due anziane del Pordenonese concluse con un arresto a Roma, nella quale era stata ritrovata l’intera refurtiva.
Altri quindici tentativi nella stessa giornata
Il bilancio della giornata nel Pordenonese comprende altri 15 tentativi di truffa, che non sono andati a segno.
Tre episodi sono stati segnalati a Polcenigo; due ciascuno a Sacile, Fontanafredda, Brugnera e Sequals; uno ciascuno a Budoia, Aviano, Maniago e Meduno.
In tutti questi casi le persone contattate hanno riconosciuto l’inganno, interrotto la telefonata e chiamato subito il 112, impedendo ai truffatori di portare a termine il raggiro.