Gli esplode in mano e perde tre dita: non era un petardo, ma una bomba artigianale

A Cappella Maggiore 29enne perde tre dita per l’esplosione di una bomba carta artigianale: indagano i carabinieri.

26 febbraio 2026 11:27
Gli esplode in mano e perde tre dita: non era un petardo, ma una bomba artigianale -
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CAPPELLA MAGGIORE (TV)Non un semplice petardo, ma un ordigno artigianale simile a una bomba carta. È quanto emerso dalle indagini dei Arma dei Carabinieri sull’esplosione avvenuta nel pomeriggio di domenica 22 febbraio, costata tre dita della mano a un giovane di 29 anni.

Il ragazzo è tuttora ricoverato in ospedale a Padova, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Le sue condizioni sono stabili, ma la mano risulta gravemente compromessa.

L’ordigno fabbricato in casa

In un primo momento si era parlato di un comune petardo. Gli accertamenti dei militari hanno invece chiarito che si trattava di una bomba carta artigianale, realizzata in casa con un quantitativo di esplosivo superiore rispetto ai prodotti pirotecnici normalmente in commercio.

Secondo la ricostruzione, il 29enne – diretto a trovare un amico – si sarebbe fermato in una zona di campagna per far esplodere l’ordigno. Subito dopo l’innesco, però, la bomba è detonata tra le sue mani, provocando l’amputazione di tre dita.

A limitare conseguenze ancora più drammatiche sarebbe stato il fatto che l’esplosivo fosse avvolto soltanto in cartone e non in materiali più resistenti, che avrebbero potuto amplificare l’effetto deflagrante.

Una ragazza illesa ha dato l’allarme

Con il giovane si trovava una ragazza del posto, rimasta fortunatamente illesa. È stata lei a lanciare l’allarme e a richiedere l’intervento dei soccorsi.

Trasportato d’urgenza in ospedale a Padova, il 29enne è stato operato in un reparto specializzato. Nonostante l’intervento, i medici non escludono danni permanenti alla funzionalità della mano.

Indagini in corso sulle responsabilità

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti legati alla fabbricazione dell’ordigno e alle eventuali responsabilità connesse alla detenzione e all’utilizzo di materiale esplosivo.

L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati all’uso di dispositivi pirotecnici non certificati o realizzati artigianalmente: una bravata trasformata in tragedia, con conseguenze che potrebbero segnare la vita del giovane in modo irreversibile.

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