Capriva, Villa Russiz nel progetto Borgo Laudato Sì tra vigneto e inclusione
Alla Fondazione Villa Russiz presentato il progetto vaticano di Castel Gandolfo: collaborazione con Regione, ateneo friulano e aziende
Capriva del Friuli - Alla Fondazione Villa Russiz è stato presentato l’inserimento della realtà di Capriva nel progetto Borgo Laudato Sì, iniziativa voluta in Vaticano a Castel Gandolfo e costruita attorno a tre assi: educazione all’ecologia integrale, economia circolare e generativa, sostenibilità ambientale. Per il territorio si tratta di un passaggio che mette insieme filiera vitivinicola, ricerca scientifica e attenzione sociale, con il coinvolgimento della Regione Friuli Venezia Giulia, dell’Università di Udine e di alcune aziende del comparto.
Nel corso dell’incontro “Il Regno e la Vigna”, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier ha indicato Villa Russiz come una realtà significativa dentro questo percorso, sottolineando il valore di un modello che non guarda soltanto alla produzione agricola e al rapporto con la natura, ma anche alla crescita della persona.
Il progetto nasce nella residenza papale di Castel Gandolfo come applicazione concreta dei principi espressi nell’enciclica Laudato sì. Inaugurato nel settembre 2025 da Papa Leone XIV, il Borgo si estende su 55 ettari ed è promosso dal Centro di Alta Formazione Laudato sì, ente pontificio istituito nel 2023.
Alla serata di Capriva erano presenti, tra gli altri, il presidente della Fondazione Villa Russiz Antonio Paoletti, il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari e il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro Alta formazione Laudato Sì. L’assessore ha rimarcato come la partecipazione del Friuli Venezia Giulia, insieme al Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’ateneo friulano e ad aziende considerate tra le più innovative del settore, rappresenti un riconoscimento al lavoro svolto negli ultimi anni nella ricerca vitivinicola e nell’innovazione sostenibile.
Nel ragionamento sviluppato durante l’incontro, il ruolo di Villa Russiz non viene letto solo sul piano produttivo. Zannier ha richiamato infatti anche la presenza di Casa Elvine, la Casa Famiglia interna alla fondazione, indicandola come un esempio concreto di sostenibilità sociale che amplia il significato della collaborazione. Un tema che nel dibattito regionale si intreccia anche con le politiche per la casa e il sostegno ai nuclei più fragili.
L’assessore ha spiegato che proprio il coinvolgimento della struttura sociale consente di unire la dimensione ambientale e agricola a quella umana. In questo quadro, ha osservato, per le istituzioni è centrale sostenere percorsi capaci di offrire opportunità e prospettive ai ragazzi che hanno attraversato situazioni difficili durante infanzia e adolescenza, mettendo a disposizione strumenti, fiducia e possibilità concrete per costruire il proprio futuro.
Per la Regione, l’adesione al progetto conferma anche il legame tra mondo agricolo, ricerca e territorio, in una fase in cui il comparto vitivinicolo friulano continua a interrogarsi sul proprio sviluppo e sul futuro del settore. Un confronto che in Friuli passa anche attraverso appuntamenti come la Fiera Regionale dei Vini di Buttrio.
Nelle conclusioni del suo intervento, Zannier ha ribadito che la capacità di tenere insieme qualità produttiva, tutela dell’ambiente e attenzione alle persone più fragili rende Villa Russiz un partner adatto al progetto vaticano. L’elemento messo in evidenza a Capriva è proprio questo: accanto all’eccellenza vitivinicola e alla valorizzazione del territorio, la presenza di Casa Elvine inserisce nel Borgo Laudato Sì anche una dimensione sociale concreta.