Case della comunità, nel Pordenonese attivate 5 sedi Pnrr: Azzano Decimo entro fine 2026
Nel Friuli occidentale investiti 16 milioni. Sacile e Maniago attive da dicembre 2025, poi Cordenons, San Vito e Spilimbergo.
PORDENONE - Nel Friuli occidentale sono già operative cinque Case della comunità finanziate dal Pnrr, con un investimento complessivo di 16 milioni di euro, mentre la sede di Azzano Decimo sarà completata e attivata entro la fine del 2026. Il punto è stato fatto a Pordenone dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi insieme ai vertici di Asfo, il direttore generale Giuseppe Tonutti e il direttore sanitario Michele Chittaro, sull'attuazione della nuova rete di sanità territoriale.
Secondo i dati illustrati, nell'area della Destra Tagliamento sono stati raggiunti tutti gli obiettivi fissati dal Pnrr e dal decreto ministeriale 77. Un risultato che, ha spiegato Riccardi, riguarda il Friuli occidentale ma si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge l'intero Friuli Venezia Giulia.
Dove sono le Case della comunità attive
Le Case della comunità finanziate dal Pnrr in Friuli occidentale sono cinque, su 23 complessive in Fvg. Le prime ad aprire, nel dicembre 2025, sono state Sacile e Maniago. In seguito sono entrate in funzione anche le strutture di Cordenons, San Vito al Tagliamento e Spilimbergo.
A queste si aggiunge Pordenone, già presente nella Cittadella della Salute e quindi non interessata da nuovi investimenti, mentre Azzano Decimo è stata interamente finanziata con risorse regionali e dovrà essere completata e attivata entro la fine dell'anno.
L'assessore ha indicato le Case della comunità come uno degli snodi principali della nuova assistenza di prossimità, ricordando che in queste strutture è garantita la presenza di medici per dodici ore al giorno, sette giorni su sette.
Investimenti e assistenza sul territorio
Nel bilancio tracciato da Asfo, oltre alle nuove sedi territoriali emerge anche il dato sull'assistenza domiciliare integrata: nel Friuli occidentale è stato superato il target nazionale del 10 per cento, arrivando a sfiorare il 12 per cento.
Per la Regione questo andamento viene letto come un segnale concreto della riorganizzazione della rete sanitaria territoriale. L'integrazione tra Case della comunità, Centrali operative territoriali e numero unico 116117, secondo Riccardi, sta contribuendo a rendere più appropriate le cure e a indirizzare meglio i cittadini verso i servizi disponibili.
Nel quadro della sanità territoriale regionale rientrano anche le [Case della comunità tra Trieste e Gorizia], dove Asugi ha già attivato sette presidi nel 2026 con quasi 12 mila interventi.
Meno ricoveri evitabili e meno accessi impropri al pronto soccorso
L'obiettivo, è stato spiegato durante l'incontro, è ridurre i ricoveri ospedalieri evitabili e gli accessi non urgenti ai pronto soccorso, così da alleggerire gli ospedali e garantire una risposta più adatta sul territorio.
Riccardi ha richiamato anche un altro dato regionale: in Friuli Venezia Giulia le prestazioni ambulatoriali sul territorio sono aumentate del 16 per cento, un incremento che viene collegato al rafforzamento della medicina di prossimità.
Il tema resta centrale anche a livello nazionale, dove la rete delle [Case di comunità] continua a crescere ma deve fare i conti con la carenza di infermieri e medici.
La prossima sfida: informare i cittadini sui servizi disponibili
Accanto al completamento delle strutture, la Regione indica ora come priorità la conoscenza dei servizi da parte della popolazione. Per l'assessore il passo successivo sarà spiegare in modo più capillare come funzionano le Case della comunità, quali prestazioni offrono e quando possono rappresentare l'alternativa più adatta rispetto all'ospedale.
In questo lavoro di informazione, ha aggiunto Riccardi, sarà necessario coinvolgere enti locali e Terzo settore. Nel Friuli occidentale la rete può contare anche su un comitato che riunisce 43 associazioni di volontariato e promozione sociale attive in ambito sanitario, indicato come uno dei soggetti chiamati a favorire la diffusione delle informazioni e l'utilizzo dei nuovi servizi.