Si frattura una gamba nel canyon, soccorsi per otto ore: maxi intervento con 25 operatori

Un 30enne si frattura una gamba nella forra del Grigno. Recupero di 110 metri su parete verticale, 25 soccorritori impegnati.

17 agosto 2026 07:50
Notizia verificata · Fonte: soccorsoalpinotrentino.it · Vedi fonti
Si frattura una gamba nel canyon, soccorsi per otto ore: maxi intervento con 25 operatori -
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CINTE TESINO (TRENTO). Centodieci metri di risalita lungo una parete verticale, una barella movimentata con un sistema di contrappesi e 25 soccorritori impegnati fino all’1.30 di notte. È stato un intervento lungo e tecnicamente complesso quello necessario per recuperare un forrista trentenne rimasto ferito nella gola del torrente Grigno, in Valsugana.

L’incidente è avvenuto all’interno della forra conosciuta come “Apocalypse Now”, nel territorio di Cinte Tesino. L’uomo stava percorrendo il canyon insieme a un compagno quando, durante la sesta calata, si è procurato una frattura a un arto inferiore che gli ha impedito di continuare.

L'incidente al mattino, l'allarme solo alle 17.30

Il 30enne si era fatto male già nel corso della mattinata.

La particolare conformazione della forra e soprattutto l’assenza di copertura telefonica avevano però reso impossibile ai due compagni chiedere direttamente aiuto.

Un elemento si è rivelato determinante: prima di partire avevano comunicato ad altre persone il programma dell’escursione.

Quando nel pomeriggio non sono rientrati nei tempi previsti, alcuni conoscenti si sono insospettiti e, intorno alle 17.30, hanno dato l’allarme.

L'auto trovata al parcheggio, poi quattro tecnici dentro il canyon

La Centrale Unica di Emergenza ha mobilitato le stazioni Tesino e Bassa Valsugana del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, insieme al Gruppo tecnico forre.

Individuata l’automobile dei due escursionisti nel parcheggio, è iniziata la ricerca vera e propria.

Quattro tecnici specializzati sono entrati direttamente nella forra, mentre altre squadre controllavano il territorio a monte e a valle, mantenendo i collegamenti radio con gli uomini impegnati all’interno della gola.

Intorno alle 19 i soccorritori hanno raggiunto i due uomini a valle del Ponte del Diavolo.

Il 30enne non poteva più proseguire

A quel punto è stato possibile valutare le condizioni del ferito.

La frattura all’arto inferiore non consentiva al trentenne di affrontare autonomamente il resto della forra. Per raggiungerlo è quindi entrata nel canyon una seconda squadra di tecnici, della quale facevano parte anche un medico e un infermiere del Soccorso Alpino.

Il ferito è stato assistito, stabilizzato e sistemato sulla barella.

Da quel momento è iniziata la parte più impegnativa dell’intervento.

Recuperato per 110 metri lungo la parete

Invece di proseguire verso valle, i tecnici hanno deciso di risalire la forra fino al punto individuato come più idoneo per l’estrazione.

La barella con il trentenne è stata sollevata per circa 110 metri lungo una parete verticale, utilizzando un sistema di contrappesi.

Un’operazione complessa, resa ancora più delicata dall’ambiente ristretto e verticale tipico delle forre, dove ogni movimento deve essere coordinato tra le squadre impegnate sulle corde.

Negli ultimi giorni il Soccorso Alpino è stato chiamato a gestire diversi recuperi tecnici particolarmente impegnativi. Sul Piz Ciavazes un’alpinista era stata recuperata con il verricello dopo essere rimasta sospesa nel vuoto sulla parete.

I Vigili del Fuoco aprono un varco tra la vegetazione

Conclusa la risalita verticale, il recupero non era ancora terminato.

La barella è stata trasportata per circa cento metri fino a una zona nella quale era possibile effettuare l’intervento dell’elicottero.

Per creare uno spazio sufficientemente accessibile, i Vigili del Fuoco di Cinte Tesino hanno tagliato alcune piante, aprendo un varco nella vegetazione.

Solo a quel punto è stato possibile organizzare il recupero aereo.

Il verricello e il trasferimento al Santa Chiara

L’elicottero ha inizialmente trasportato l’équipe sanitaria a Cinte Tesino e successivamente ha raggiunto l’area individuata dai soccorritori.

Il tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è stato calato con il verricello, ha raggiunto la barella e ha completato il recupero del ferito.

Il trentenne è stato quindi trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è arrivato intorno alle 23.

Soltanto dopo l’evacuazione del ferito è potuta iniziare la fase di recupero del compagno e degli stessi tecnici rimasti all’interno della forra.

L'ultimo soccorritore fuori all'1.30

Il secondo forrista non era ferito ed era autonomo, ma doveva comunque essere portato fuori in sicurezza insieme alle squadre.

Per recuperarli è stato utilizzato lo stesso sistema di contrappesi impiegato precedentemente per la barella.

Le operazioni sono continuate quindi per altre ore.

Complessivamente hanno partecipato all’intervento 25 soccorritori e l’operazione si è conclusa soltanto intorno all’1.30, con il rientro di tutto il personale.

Un soccorso durato circa otto ore, nel quale l’assenza di segnale telefonico ha avuto un peso importante. A far partire le ricerche è stato infatti il mancato rientro dei due uomini rispetto al programma comunicato prima della partenza: una precauzione che ha permesso ai conoscenti di comprendere che qualcosa non stava andando come previsto e attivare i soccorsi.

Solo il giorno precedente un altro grave incidente in ambiente impervio aveva richiesto un importante dispositivo di emergenza in Trentino, dopo la caduta mortale di una donna durante la risalita dal Lago di Speccheri.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 17 agosto 2026

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