Malore in casa, addio al dottor Di Benedetto: medico amato e colonna dello sport friulano

Addio al dottor Daniele Di Benedetto, medico di base e riferimento dello sport friulano. Aveva 72 anni.

12 giugno 2026 16:47
Malore in casa, addio al dottor Di Benedetto: medico amato e colonna dello sport friulano - Daniele Di Benedetto
Daniele Di Benedetto
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PASIAN DI PRATO – Un malore improvviso ha portato via il dottor Daniele Di Benedetto, medico di medicina generale e figura profondamente conosciuta nel Friuli Collinare. Il professionista, 72 anni, si è spento nella serata di giovedì 11 giugno nella sua abitazione di Pasian di Prato, lasciando un grande vuoto tra i pazienti, nel mondo sanitario e nell’ambiente sportivo regionale.

Per oltre trent’anni aveva svolto la propria attività di medico di base a Rive d’Arcano, dove era diventato un punto di riferimento per molte famiglie. Fino a poche ore prima della scomparsa aveva continuato a ricevere i pazienti nel suo ambulatorio, portando avanti una professione che aveva scelto di proseguire ancora fino al 2027, anno in cui aveva previsto il pensionamento.

Una vita accanto ai pazienti

Il dottor Di Benedetto era conosciuto per la sua lunga presenza sul territorio, per la disponibilità e per quel rapporto diretto che negli anni aveva costruito con generazioni di pazienti.

La sua figura era legata in modo particolare a Rive d’Arcano, comunità nella quale aveva esercitato per oltre tre decenni. Una presenza quotidiana, discreta e costante, fatta di visite, ascolto, accompagnamento e attenzione verso le persone.

La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente tra i comuni del Friuli Collinare, suscitando profondo cordoglio in chi lo aveva conosciuto non solo come medico, ma anche come persona capace di instaurare relazioni sincere e durature.

Il legame con lo sport friulano

Accanto alla professione medica, Daniele Di Benedetto aveva coltivato per tutta la vita una forte passione per lo sport.

Il suo percorso era iniziato nel mondo della pallacanestro, disciplina nella quale aveva maturato un’esperienza importante anche da atleta. In gioventù aveva fatto parte del panorama cestistico nazionale giovanile e, negli anni, era rimasto vicino al basket friulano anche come dirigente e tra le figure legate alla nascita della Pallalcesto Amatori Udine.

Quella passione sportiva non si era mai spenta. Anzi, con il tempo si era trasformata in un impegno professionale e umano al servizio dei giovani atleti.

Il ruolo nella FIGC regionale

Negli ultimi anni Di Benedetto era diventato una presenza fondamentale per il calcio giovanile del Friuli Venezia Giulia. Ricopriva infatti il ruolo di responsabile medico delle rappresentative regionali FIGC-LND, seguendo le selezioni impegnate nelle manifestazioni nazionali.

Il suo compito non era soltanto sanitario. La sua presenza accanto ai ragazzi, agli allenatori e ai dirigenti era diventata parte integrante del percorso delle rappresentative regionali.

Con competenza, umanità e spirito sportivo, aveva accompagnato tanti giovani calciatori nelle trasferte, nelle competizioni e nei momenti più delicati dell’attività agonistica. Una figura adulta, autorevole e allo stesso tempo vicina ai ragazzi, capace di unire professionalità e familiarità.

Il tema dello sport giovanile continua a rappresentare un elemento centrale nella vita del Nordest, come dimostrano anche le storie delle società impegnate nelle competizioni nazionali, tra cui il percorso del Volley Piave di Farra di Soligo alle finali CSI e le iniziative sportive raccontate nel territorio regionale.

Una presenza amata da atleti e dirigenti

Nel mondo della FIGC regionale, Di Benedetto era considerato una colonna. La sua capacità di stare accanto ai giovani, il carattere gioviale e la disponibilità lo avevano reso una figura apprezzata ben oltre il ruolo medico.

Era un professionista capace di portare serenità negli spogliatoi, nei ritiri e nelle giornate di gara. Per molti ragazzi rappresentava una presenza rassicurante, per i dirigenti un riferimento affidabile, per il movimento sportivo una garanzia di competenza e attenzione.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel calcio regionale, dove il suo contributo era diventato negli anni parte della quotidianità delle selezioni.

Dal basket al calcio, una vita dentro lo sport

La storia personale di Daniele Di Benedetto racconta il legame profondo tra medicina, sport e territorio. Prima la pallacanestro, poi l’impegno con le rappresentative calcistiche regionali: due mondi diversi, uniti dalla stessa passione per i giovani, per la squadra e per i valori dello sport.

Il suo profilo si inserisce nella tradizione di un Friuli Venezia Giulia dove lo sport è spesso comunità, educazione e crescita. Lo si vede anche nelle numerose realtà raccontate dal territorio, come nel caso della Tinet Prata celebrata in Consiglio regionale dopo la promozione in Superlega e nelle esperienze che mettono al centro giovani, associazioni e comunità locali.

Il cordoglio del Friuli Collinare

La morte improvvisa del dottor Di Benedetto ha colpito profondamente il Friuli Collinare. A Rive d’Arcano la sua figura era legata alla cura quotidiana dei pazienti; a Pasian di Prato era conosciuto come persona di grande umanità; nel mondo sportivo era un riferimento per dirigenti, tecnici e atleti.

Il dolore è quello di una comunità ampia, fatta di pazienti, famiglie, sportivi, colleghi e amici. Persone che negli anni avevano incrociato il suo percorso e che oggi ne ricordano il sorriso, la disponibilità e la capacità di essere presente.

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