Dolomiti Blues&Soul Festival, 25ª edizione da record tra musica e turismo nel Bellunese
La rassegna del Bellunese archivia l'edizione 2026 con forte affluenza, turismo culturale e iniziative su inclusione e salute mentale.
BELLUNO - Si chiude con un bilancio molto positivo il Dolomiti Blues&Soul Festival 2026, che ha festeggiato la 25ª edizione confermandosi tra le rassegne musicali più riconoscibili dell'estate bellunese. Secondo gli organizzatori, il cartellone ha registrato un'affluenza particolarmente alta in tutti gli appuntamenti, con spettatori arrivati da tutta Italia e anche dall'estero.
La manifestazione, dedicata alla musica afroamericana, da un quarto di secolo porta concerti e appuntamenti nei paesaggi delle Dolomiti Bellunesi, patrimonio UNESCO, intrecciando proposta artistica e valorizzazione dei luoghi. L'edizione 2026 viene indicata come una delle più partecipate, con molti visitatori presenti per la prima volta e intenzionati a tornare anche nelle prossime edizioni.
I luoghi del festival nel Cadore e nel Bellunese
Uno degli elementi centrali della rassegna resta il legame con il territorio. Anche quest'anno i concerti hanno toccato San Vito di Cadore, Cortina d'Ampezzo, Borca di Cadore, Cibiana, Zoppè, Valle di Cadore e la Val di Zoldo, portando la musica in borghi, piazze, chiese e spazi legati all'architettura tradizionale.
Per il pubblico il festival ha rappresentato così non solo un calendario di concerti, ma anche un'occasione per visitare alcune delle località più note del Cadore e della provincia di Belluno, alternando escursioni e attività all'aperto durante il giorno agli appuntamenti serali.
Pubblico internazionale e riscontri degli artisti
Nel bilancio finale gli organizzatori parlano di una risposta molto forte sia da parte degli spettatori sia degli artisti ospitati. I riscontri raccolti durante la rassegna evidenziano, secondo il festival, il livello artistico e l'organizzazione logistica dell'iniziativa, insieme a un clima di accoglienza che negli anni è diventato uno dei tratti distintivi della manifestazione.
Il dato più rilevante resta quello della provenienza del pubblico: oltre ai tanti appassionati arrivati da diverse regioni italiane, la 25ª edizione ha attirato anche presenze internazionali, segnale di una capacità di richiamo che va oltre i confini locali.
Le iniziative sociali: Angelic-Art e il concerto a Baldenich
Accanto alla musica, l'edizione 2026 ha riservato spazio anche a temi sociali. In particolare, il festival ha promosso momenti di riflessione sul disagio giovanile attraverso la partnership con il progetto Angelic-Art, nato in memoria di Angelica, una giovane di 21 anni scomparsa a causa di disturbi psichici e alimentari.
La rassegna ha inoltre portato un concerto solidale nella Casa Circondariale di Baldenich a Belluno, con un appuntamento dedicato ai detenuti. Un'iniziativa che ha voluto sottolineare il valore della musica anche come strumento di inclusione, riscatto e reinserimento sociale.
Già avviato il lavoro sull'edizione 2027
Archiviato il traguardo dei venticinque anni, gli organizzatori guardano già avanti. In una dichiarazione diffusa a chiusura del festival spiegano di essere già al lavoro per progettare l'edizione 2027, spinti dal riscontro ricevuto in questa stagione da pubblico e artisti.
Il festival chiude quindi il suo anniversario con tre elementi messi in evidenza nel bilancio finale: l'alta partecipazione agli eventi, la ricaduta sul turismo culturale nelle Dolomiti Bellunesi e l'attenzione a temi come salute mentale e inclusione sociale.