Le piante spuntano dal balcone e attirano l’attenzione della Polizia: era cannabis

Dieci piante di cannabis scoperte in un appartamento a Duino Aurisina. Un 62enne arrestato, materiale posto sotto sequestro.

17 agosto 2026 10:14
Le piante spuntano dal balcone e attirano l’attenzione della Polizia: era cannabis -
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DUINO AURISINADieci piante di cannabis, cinque delle quali alte tra 156 e 216 centimetri, sono state scoperte dalla Polizia di Stato all'interno di un'abitazione nella frazione di Borgo San Mauro. L'intervento, avvenuto il 10 agosto, ha portato all'arresto di un 62enne italiano, nell'ambito di un procedimento per l'ipotesi di coltivazione illegale di marijuana.

L'indagine si trova nella fase delle indagini preliminari e gli elementi raccolti hanno natura provvisoria. Le contestazioni formulate e i provvedimenti adottati non hanno carattere definitivo e la responsabilità dell'indagato potrà essere accertata soltanto con una decisione definitiva.

Le piante notate durante il passaggio della volante

A far partire gli accertamenti è stata una pattuglia del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Duino Aurisina, impegnata nel consueto servizio di controllo del territorio.

Mentre la volante transitava lungo le strade di Borgo San Mauro, gli agenti hanno notato su un balcone alcune piante di notevoli dimensioni, le cui foglie apparivano compatibili con quelle della cannabis.

Da quella prima osservazione sono iniziati gli accertamenti. Gli operatori della volante hanno richiesto la collaborazione del personale della Squadra Giudiziaria dello stesso Commissariato, procedendo quindi alle successive verifiche nell'abitazione.

Anche nel resto del Friuli Venezia Giulia le forze dell'ordine hanno rafforzato in questi giorni le attività sul territorio: in Val Canale, ad esempio, i controlli di Ferragosto hanno portato anche a un arresto e ad accertamenti legati all'hashish.

Dieci piante trovate nell'abitazione

La Polizia ha quindi proceduto alla perquisizione dell'appartamento e del 62enne residente nell'immobile, al quale, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe riconducibile la coltivazione.

Durante le operazioni sono state rinvenute complessivamente dieci piante. I successivi accertamenti hanno confermato che si trattava di esemplari appartenenti alla specie Cannabis sativa.

Particolarmente rilevanti erano le dimensioni raggiunte da alcune delle piante: cinque avevano un'altezza compresa tra 156 e 216 centimetri.

Gli agenti hanno inoltre trovato diverse bustine contenenti semi della stessa pianta.

Sequestrate piante e materiale

Al termine delle operazioni, le dieci piante sono state sottoposte a sequestro, insieme ad altri strumenti che, secondo quanto riferito dalla Polizia, sarebbero stati collegati al futuro utilizzo delle infiorescenze prodotte.

Tutto il materiale è stato messo a disposizione dell'Autorità giudiziaria territorialmente competente, che coordina gli ulteriori sviluppi del procedimento.

Le attività di controllo sul territorio si inseriscono in un periodo di particolare intensificazione dei servizi delle forze dell'ordine. Nei giorni di Ferragosto, tra Cividale del Friuli e le Valli del Natisone sono state controllate oltre cento persone, con tre denunce al termine degli accertamenti.

Il 62enne trasferito nel carcere di Trieste

Completati gli adempimenti previsti, il 62enne è stato posto in stato di arresto e trasferito nella Casa circondariale “Ernesto Mari” di Trieste.

Il procedimento proseguirà ora nelle sedi competenti. Le acquisizioni investigative effettuate fino a questo momento, così come le contestazioni formulate, hanno carattere provvisorio.

Gli aggiornamenti sulla cronaca e sugli interventi delle forze dell'ordine nel territorio sono disponibili anche nella diretta Nordest24 dedicata ai principali fatti di cronaca.

La presunzione di innocenza

Come precisato dalla stessa Polizia di Stato nella comunicazione relativa all'intervento, vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza.

La persona sottoposta alle indagini non può essere considerata colpevole fino all'accertamento definitivo della responsabilità. Il procedimento è infatti ancora nella fase delle indagini preliminari e i provvedimenti adottati e le contestazioni formulate non sono definitivi.

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