Blue economy in crescita: 224,9 miliardi di valore e occupazione in aumento del 4,2%

I dati del Rapporto 2026: valore aggiunto diretto a 78,9 miliardi, filiera in crescita e nuove analisi su competenze green e digitali

08 luglio 2026 19:12
Blue economy in crescita: 224,9 miliardi di valore e occupazione in aumento del 4,2% -
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ROMA - L’economia del mare in Italia vale 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del Pil nazionale. Il dato arriva dal XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2026, presentato l’8 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: la filiera conta 253.599 imprese, 1.133.949 occupati e un valore aggiunto diretto di 78,9 miliardi.

Il quadro che emerge è quello di un settore in crescita, sia per ricchezza prodotta sia per occupazione. Rispetto alla precedente rilevazione, il valore aggiunto complessivo aumenta di circa 9,6 miliardi di euro, mentre quello diretto segna un +3,8%, superiore al +2,1% registrato dall’economia nazionale nel suo complesso. In termini assoluti, l’incremento annuo sfiora i 2,9 miliardi di euro. Anche gli addetti crescono, con un +4,2%, quasi tre volte il ritmo medio dell’economia italiana.

Blue economy in crescita: 224,9 miliardi di valore e occupazione in aumento del 4,2%
Blue economy in crescita: 224,9 miliardi di valore e occupazione in aumento del 4,2%

Resta stabile anche il moltiplicatore della filiera: per ogni euro speso nei comparti direttamente collegati al mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia. Un effetto che conferma il peso trasversale della blue economy su produzione, servizi e lavoro.

I settori compresi nella filiera

Il rapporto, curato da OsserMare e Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere con Informare, Camera di Commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, prende in esame l’intera catena produttiva blu. Dentro ci sono l’ittica, la cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, le estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri via mare, oltre alla ricerca, alla regolamentazione e alla tutela ambientale.

La presentazione è avvenuta nell’ambito del Blue Forum 2026. Ad aprire l’incontro è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Sono intervenuti anche Giovanni Acampora, presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina, il presidente di Unioncamere Andrea Prete, il capo Dipartimento per le Politiche del mare Pierpaolo Ribuffo, il vice comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto Vincenzo Leone, il direttore per l’impiego del personale militare della Marina Militare Andrea Gueglio, il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito e il coordinatore di OsserMare Antonello Testa.

Competenze green, digitali e personale difficile da trovare

La novità dell’edizione 2026 è un approfondimento sul capitale umano e sulle competenze richieste dalle imprese del mare, in particolare nella transizione green e digitale. Dal rapporto emerge che le aziende blu mostrano, in generale, meno difficoltà di reperimento rispetto alla media dell’economia italiana.

Le competenze green risultano difficili da trovare per il 2,2% delle imprese del settore, contro il 6,4% del totale economia. Per le competenze STEM le quote sono del 2,6% nel sistema blu e dell’8,9% nel complesso nazionale. Più alta la difficoltà sulle competenze digitali e informatiche, indicate dal 9,5% delle imprese del mare, dato comunque inferiore al 12,6% registrato sull’intera economia.

Il nodo principale resta quello delle competenze tecniche specifiche legate al business aziendale. In questo caso il 43,1% delle imprese blu segnala difficoltà di reperimento, ma anche qui il dato resta più basso rispetto al 47,5% dell’intero sistema produttivo italiano.

Gli unici ambiti in cui la filiera non mostra un vantaggio rispetto alla media nazionale sono quelli amministrativo-contabili, con difficoltà indicate dall’8,6% delle imprese contro il 7,3% del totale economia, e le soft skill, come gestione delle relazioni interpersonali e problem solving, dove il dato è del 12,5% contro il 12,1%.

Un settore che interessa anche il Nordest

Per il Nordest il rapporto offre un’indicazione utile su un comparto che incrocia manifattura, porti, turismo, nautica e servizi. Il tema si lega anche alle prospettive della manifattura regionale, considerando quanto la blue economy attivi filiere industriali e logistiche collegate.

Nel dibattito seguito alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, Salvatore Deidda, presidente della IX Commissione della Camera, Luca Squeri, segretario della X Commissione, Maria Grazia Frijia ed Eliana Longi della IX Commissione, oltre al prefetto di Latina Vittoria Ciaramella.

Il nuovo rapporto sulla dimensione subacquea

Durante i lavori è stata annunciata anche la pubblicazione del 1° Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, realizzato in collaborazione con il Polo Nazionale della dimensione Subacquea. La presentazione è fissata per il 16 luglio 2026 al Senato.

Blue economy in crescita: 224,9 miliardi di valore e occupazione in aumento del 4,2%
Blue economy in crescita: 224,9 miliardi di valore e occupazione in aumento del 4,2%

Il quadro tracciato dal rapporto si inserisce in una fase in cui anche in Friuli Venezia Giulia il mare resta un asse economico strategico, tra portualità, turismo e nautica, come mostrano anche i recenti interventi e bandi per la nautica.

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