Edilizia a Treviso, mancano 1.800 operai: 600 assunzioni al mese in estate
Stima Unioncamere per giugno-settembre 2026: nella provincia di Treviso soprattutto operai specializzati.
TREVISO - Nella provincia di Treviso le imprese edili cercano 1.800 operai per il trimestre estivo 2026, ma in oltre il 60% dei casi segnalano forti difficoltà nel reperire personale. Il dato arriva dalle stime del Progetto Excelsior di Unioncamere e fotografa una carenza che, per il comparto delle costruzioni nella Marca, viene ormai indicata come strutturale.
Tra giugno e settembre il fabbisogno previsto è di circa 600 assunzioni al mese, soprattutto di operai specializzati. In un settore che continua a muovere occupazione nonostante il rallentamento seguito alla fine della stagione del Superbonus e dei principali cantieri finanziati dal PNRR, il nodo non è la mancanza di lavoro ma quella di manodopera disponibile.
I numeri del comparto nella Marca
In provincia di Treviso operano 11.500 imprese edili, l’80% delle quali con meno di 50 addetti. Gli occupati complessivi sono oltre 25 mila tra dipendenti, titolari e lavoratori autonomi. Nel 2025, secondo i dati richiamati da CNA Costruzioni Treviso, il saldo occupazionale del settore è rimasto positivo per circa 4 mila addetti nella Marca.
La richiesta di nuovi ingressi, quindi, si inserisce in un comparto che continua ad assumere, ma che incontra crescenti ostacoli nel trovare profili coerenti con le esigenze dei cantieri. Le difficoltà, evidenzia lo studio Excelsior, riguardano soprattutto la scarsità di candidati disponibili e la mancanza di competenze professionali adeguate.
Le cause della carenza di manodopera
Per CNA Costruzioni Treviso il problema è destinato ad aggravarsi con il progressivo pensionamento di molti lavoratori e con la riduzione dei giovani disponibili sul mercato del lavoro. Il presidente Angelo di Stazio parla di una vera emergenza: le imprese hanno commesse e cercano personale, ma faticano a trovarlo.
Secondo l’associazione, servono sia misure di lungo periodo a sostegno di natalità e famiglie, sia interventi immediati per favorire l’ingresso di lavoratori qualificati dall’estero attraverso percorsi formativi dedicati.
Il tema del lavoro nelle piccole imprese si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che riguarda anche costi e competitività, come segnalato di recente da Cna Fvg piccole imprese.
Il progetto Ponte Albania-Veneto
Tra le risposte già avviate, CNA Veneto cita il progetto “Ponte Albania-Veneto”, promosso negli ultimi mesi per la formazione e il reclutamento di giovani lavoratori da inserire nelle aziende delle costruzioni. Il direttore di CNA Provinciale Treviso, Enrico Foffani, spiega che il progetto pilota è stato approvato dal Ministero del Lavoro, finanziato da Edilcassa Veneto e realizzato da Ecipa Nordest.
L’iniziativa ha coinvolto una quindicina di operatori albanesi, formati prima dell’arrivo in Italia su lingua italiana, sicurezza sul lavoro, educazione civica e competenze tecniche richieste nei cantieri. Secondo CNA, questi lavoratori sono ora pronti a entrare nel mercato del lavoro italiano.
Le richieste di CNA per il settore
Accanto al problema del personale, l’associazione richiama l’attenzione anche sulle misure necessarie per sostenere il comparto dopo la fine degli strumenti straordinari che negli ultimi anni hanno alimentato la domanda. Tra le priorità indicate ci sono l’accelerazione del recepimento della direttiva europea sulle Case Green, l’attuazione concreta del Piano Casa e una revisione del Codice degli Appalti che favorisca l’accesso delle piccole imprese alle gare pubbliche.
Anche in Veneto il tema dei costi che gravano sulle attività produttive è tornato al centro del confronto, come mostra l’allarme sulle piccole imprese trevigiane. Nel frattempo, per l’edilizia della Marca il dato più immediato resta quello delle assunzioni: circa 600 al mese fino a settembre, con una quota molto alta di posti che rischia di restare scoperta per mancanza di candidati.