Electrolux, Rizzetto chiede un piano industriale credibile per salvare lavoro e produzione

Il presidente della commissione Lavoro della Camera sollecita l’azienda a usare anche le risorse pubbliche già ottenute per rilanciare.

04 agosto 2026 14:49
Electrolux, Rizzetto chiede un piano industriale credibile per salvare lavoro e produzione -
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PORDENONE - La vertenza Electrolux torna al centro del confronto politico in vista del tavolo previsto a ottobre: il presidente della commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, chiede all’azienda un piano industriale «credibile» per tutelare occupazione e continuità produttiva, escludendo esuberi e operazioni che possano indebolire la presenza del gruppo in Italia.

L’intervento arriva dopo l’audizione del ministro Adolfo Urso davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Attività produttive della Camera. Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia, ha ringraziato il Governo per l’impegno sulla vertenza, sottolineando la necessità di mettere in campo ogni iniziativa utile a difendere i posti di lavoro e gli stabilimenti.

Cosa chiede Rizzetto a Electrolux

Secondo il presidente della commissione Lavoro, le difficoltà del comparto non dipendono principalmente dal costo dell’energia, ma da una crisi di dimensione europea che negli ultimi anni ha già portato alla chiusura di numerose imprese. Un quadro che, per Rizzetto, non rende comunque accettabili gli esuberi annunciati.

La richiesta all’azienda è quindi precisa: presentare entro il prossimo confronto un progetto industriale capace di rilanciare la produzione in Italia, utilizzando anche le risorse pubbliche già ottenute, comprese quelle di InvestEU. Nel ragionamento del deputato, non sarebbero accettabili interventi sugli asset societari che finiscano per ridurre il peso industriale del gruppo nel Paese o mettere a rischio i lavoratori.

Incentivi pubblici legati ai posti di lavoro

Rizzetto aggiunge un altro punto: se il nuovo piano dovesse essere accompagnato da ulteriori incentivi pubblici, questi dovrebbero essere subordinati a impegni precisi sul mantenimento dei livelli occupazionali, sulla crescita dell’occupazione e sul rafforzamento dell’intera filiera del bianco.

Il tema si inserisce in un quadro più ampio che riguarda industria e politiche pubbliche in Friuli Venezia Giulia, con attenzione anche al ruolo della programmazione industriale e digitale nella regione, come nel dibattito sul [piano industriale 2026-2028 di Insiel].

La richiesta di un piano europeo

Accanto alla partita italiana, Rizzetto indica anche la necessità di una risposta europea fondata su due direttrici: tutela del lavoro e competitività industriale. Nel suo intervento richiama il tema dell’automazione e delle trasformazioni tecnologiche, soprattutto nelle produzioni di fascia media e bassa, sostenendo che questi processi debbano essere governati per evitare che si traducano nella sostituzione dei lavoratori.

Sul piano commerciale, il presidente della commissione Lavoro chiede inoltre una revisione del protocollo CBAM, con l’obiettivo di garantire condizioni di concorrenza ritenute più eque nei confronti dei produttori asiatici e difendere la capacità manifatturiera europea.

La posizione espressa da Rizzetto lega quindi il prossimo passaggio della vertenza a due condizioni: un piano industriale ritenuto solido per Electrolux in Italia e l’eventuale utilizzo di risorse pubbliche solo in presenza di vincoli chiari su occupazione, crescita dei posti di lavoro e tenuta della filiera del bianco.

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