Electrolux, Serracchiani dopo il tavolo al Mimit: "Porcia tra i siti messi peggio"

La deputata Debora Serracchiani riferisce un confronto ancora senza risposte: timori per produzioni, impiegati e futuro del sito friulano.

21 luglio 2026 14:56
Electrolux, Serracchiani dopo il tavolo al Mimit: "Porcia tra i siti messi peggio" -
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PORCIA - Nessuna svolta dal tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla crisi Electrolux. A lanciare l’allarme, al termine dell’incontro a Roma di oggi, 21 luglio 2026, è la deputata Debora Serracchiani, secondo cui l’azienda si è presentata senza un piano industriale alternativo e con indicazioni giudicate ancora troppo vaghe. Il dato che interessa direttamente il territorio friulano riguarda soprattutto Porcia, indicato come uno dei siti più in difficoltà.

Secondo Serracchiani, il confronto è stato «ancora deludente» perché non avrebbe portato né prospettive concrete né risposte sul rilancio degli stabilimenti coinvolti. Nel quadro della crisi Electrolux il sito pordenonese, assieme a quello di Cerreto, sarebbe tra quelli che presentano le maggiori criticità.

I timori sul sito di Porcia

La parlamentare ha spiegato di vedere una forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento friulano, perché dalla descrizione emersa al tavolo non si intravederebbe, al momento, un vero piano di rilancio. Serracchiani ha anche riferito che sarebbero già in corso trasferimenti di produzioni da Porcia verso la Thailandia, mentre da Cerreto si starebbero spostando attività in Polonia.

Un elemento che, nelle valutazioni espresse dopo l’incontro, rafforza i timori sul possibile ridimensionamento industriale e occupazionale.

Nessuna risposta sugli impiegati

Tra i punti rimasti senza chiarimenti, Serracchiani ha segnalato anche la situazione degli impiegati. Su questo fronte, ha detto, al tavolo non sarebbero arrivate risposte.

La mancanza di indicazioni sul personale amministrativo e tecnico si aggiunge quindi alle incertezze sulla produzione e rende ancora più pesante il quadro emerso dal vertice romano.

Il rinvio del tavolo e il passaggio a Bruxelles

Nelle dichiarazioni rilasciate dopo l’incontro al Mimit, Serracchiani ha comunque indicato un possibile margine di lavoro nel rinvio del tavolo. L’auspicio, ha spiegato, è che questo passaggio serva a ottenere in extremis risultati precisi a Bruxelles, da riportare poi all’azienda per costruire soluzioni alternative.

Per la deputata, senza un esito concreto su quel fronte, il rischio è che la transizione evocata per il gruppo non porti a un vero rilancio ma, come ha affermato, «verso il nulla». Il punto politico e industriale, dopo la riunione di oggi a Roma, resta quindi l’assenza di un piano alternativo capace di dare certezze ai lavoratori e allo stabilimento di Porcia.

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