Siccità sulle Colline Unesco, Farra di Soligo chiede un tavolo permanente sull’acqua
Il sindaco Mattia Perencin ha scritto a Regione Veneto e Associazione Colline UNESCO: primo incontro proposto entro fine settembre 2026.
FARRA DI SOLIGO - La richiesta è di passare dall’emergenza alla programmazione: il Comune di Farra di Soligo propone l’apertura di un tavolo permanente sulla gestione della risorsa idrica nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, con un primo incontro da fissare entro fine settembre 2026. L’obiettivo, spiega il sindaco Mattia Perencin, è affrontare in modo stabile gli effetti della siccità e del cambiamento climatico in un’area dove la carenza d’acqua sta mettendo a rischio non solo il raccolto stagionale, ma le stesse piante di vite.
La proposta è stata formalizzata con una lettera inviata alla Regione del Veneto e all’Associazione per il Patrimonio delle Colline UNESCO. Nella richiesta il Comune sollecita un confronto strutturato che coinvolga tutti i soggetti chiamati a gestire territorio e approvvigionamento idrico nell’area collinare.
Chi dovrebbe sedersi al tavolo
Secondo la proposta avanzata da Farra di Soligo, al tavolo dovrebbero partecipare, oltre alla Regione e ai Comuni dell’area UNESCO, anche la Provincia, i Consorzi di bonifica, il Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e le associazioni di categoria agricole.
L’idea è creare una sede stabile in cui condividere dati, analizzare le criticità, fissare priorità e individuare soluzioni concrete per fronteggiare la scarsità d’acqua. Per il Comune non si tratta più di gestire una difficoltà stagionale, ma di impostare una strategia di lungo periodo capace di tutelare il territorio riconosciuto patrimonio UNESCO.
Il problema: viti a rischio e rifornimenti con cisterne
Perencin indica con chiarezza il nodo più urgente: sulle colline, in questa fase, il problema non è soltanto salvare la vendemmia di un’annata, ma evitare che le viti muoiano per mancanza d’acqua. La disponibilità idrica viene definita essenziale per la sopravvivenza delle piante.
Nella lettera il sindaco segnala anche la differenza tra aree di pianura e zona collinare. In alcune parti della pianura, osserva, l’acqua è disponibile a scorrimento e nelle canalette, mentre nel territorio delle colline l’approvvigionamento richiede un’attività complessa e costosa, con trattori e cisterne impegnati ogni giorno nel trasporto dell’acqua da fiumi e pozzi.
Da qui la richiesta di una gestione definita “equa ed efficace” della risorsa idrica, senza contrapporre territori o categorie produttive, ma puntando su interventi strutturali e su una pianificazione condivisa.
La proposta degli invasi
Tra le prime ipotesi che il sindaco intende portare al confronto c’è anche la progettazione di alcuni invasi nel territorio. Si tratta, precisa il Comune, di una soluzione da valutare sotto il profilo tecnico, ambientale e paesaggistico, con l’idea di creare riserve idriche da utilizzare nei periodi di maggiore criticità.
L’impostazione indicata da Farra di Soligo è quella di accumulare e conservare l’acqua quando disponibile, per poterla impiegare nelle fasi di scarsità. La proposta degli invasi viene presentata come un punto di partenza da approfondire insieme agli enti competenti, non come una decisione già definita.
La richiesta alla Regione
Nel suo intervento Perencin sottolinea che la siccità e il cambiamento climatico impongono ormai risposte continuative e non misure occasionali prese solo nei momenti più critici. Per questo il Comune chiede che il confronto parta già nelle prossime settimane, con un incontro entro la fine di settembre, così da fare un primo punto della situazione e avviare il lavoro del tavolo.
L’amministrazione evidenzia anche che gli eventuali interventi futuri richiederanno programmazione, investimenti e una visione che superi il singolo mandato amministrativo. L’ultimo elemento concreto messo sul tavolo da Farra di Soligo è proprio la necessità di riunire competenze e responsabilità diverse per valutare insieme le possibili soluzioni sulla gestione dell’acqua nelle colline UNESCO.