Fisi, finisce l’era Roda: a Verona si apre una nuova stagione per gli sport invernali

Dopo 14 anni il presidente uscente non raggiunge il quorum per la riconferma. Antonio Noris raccoglie quasi il 36% dei consensi e, insieme a Silvio Fauner, Stefano Maldifassi ed Enzo Sima, guarda al futuro della Federazione.

11 ottobre 2026 18:25
Fisi, finisce l’era Roda: a Verona si apre una nuova stagione per gli sport invernali - Da sinistra Elena Sandulli,  Stefano Maldifassi, Enzo Sima, Antonio Noris e Silvio Fauner
Da sinistra Elena Sandulli, Stefano Maldifassi, Enzo Sima, Antonio Noris e Silvio Fauner
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VERONA, 11 ottobre 2026 – Si chiude un'epoca per la Federazione Italiana Sport Invernali. L'assemblea elettiva di sabato 10 ottobre, a Verona, ha segnato la fine della lunga presidenza di Flavio Roda, alla guida della FISI dal 2012. Un risultato che apre una fase nuova per il movimento degli sport invernali italiani, proprio all'indomani dei grandi successi conquistati alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Il verdetto delle urne è inequivocabile, anche se non ha ancora consegnato alla Federazione un nuovo presidente. Roda ha ottenuto 48.015 voti, pari al 57,88%, senza raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per il quarto mandato. Antonio Noris ha raccolto 29.838 voti, pari al 35,97%, mentre Roberto Bortoluzzi si è fermato a 2.087 voti, il 2,52%.

Nessuno dei tre candidati è stato eletto. Ma il risultato ha un significato politico preciso: dopo quattordici anni di continuità, una parte importante del movimento federale ha espresso la volontà di intraprendere un percorso diverso.

LA FINE DI UN CICLO, NON DEI RISULTATI

Sarebbe ingeneroso non riconoscere i traguardi sportivi raggiunti durante la presidenza Roda. Quattordici anni nei quali gli atleti italiani hanno conquistato titoli mondiali, Coppe del Mondo e medaglie olimpiche, fino alla straordinaria esperienza di Milano Cortina.

Eppure, i successi agonistici non sono stati sufficienti a garantire al presidente uscente un nuovo mandato.

Il voto di Verona ha evidenziato una Federazione nella quale la richiesta di rinnovamento ha trovato una rappresentanza significativa. La sfida, adesso, sarà trasformare questa domanda di cambiamento in un progetto concreto, capace di valorizzare quanto costruito e, nello stesso tempo, introdurre nuovi metodi di governo.

NORIS E UNA SQUADRA CHE PUNTA SUL CAMBIAMENTO

In questo scenario emerge il percorso di Antonio Noris, dirigente bergamasco e figura conosciuta nel mondo dello sci, già vicepresidente vicario della FISI. La sua candidatura ha raccolto quasi il 36% dei consensi, diventando il principale punto di riferimento dell'alternativa alla presidenza uscente.

Accanto a Noris si è formato un gruppo che comprende Silvio Fauner, Stefano Maldifassi ed Enzo Sima, tutti candidati al Consiglio federale in rappresentanza degli affiliati.

Un progetto che punta a mettere al centro le società sportive, i territori, i tecnici, i giovani e il rapporto tra la Federazione e chi lavora quotidianamente per far crescere gli sport invernali.

Tra i protagonisti di questo percorso c'è Silvio Fauner, campione olimpico e figura di riferimento dello sci di fondo italiano. Il suo sostegno a Noris rappresenta un elemento significativo di una proposta che vuole unire esperienza sportiva, competenza e capacità di ascolto.

FAUNER, MALDIFASSI E SIMA: IL VALORE DEL LAVORO DI SQUADRA

La presenza di Silvio Fauner, Stefano Maldifassi ed Enzo Sima accanto ad Antonio Noris conferma la volontà di presentare non soltanto un candidato alla presidenza, ma una proposta di squadra per il futuro della Federazione.

Silvio Fauner ed Enzo Sima, entrambi espressione della FISI Friuli Venezia Giulia (FISI FVG), portano all'interno del gruppo anche la rappresentanza e l'esperienza del movimento degli sport invernali regionale.

Figure con esperienze e percorsi differenti, accomunate dall'obiettivo di contribuire a una FISI più attenta alle esigenze delle società sportive e dei territori.

È proprio questo uno dei temi che accompagneranno le prossime settimane: la necessità di costruire una guida capace di coinvolgere sensibilità diverse, superando le divisioni emerse nella competizione elettorale.

Perché la nuova FISI non dovrà limitarsi a cambiare presidente. Dovrà dimostrare di saper costruire un rapporto solido con tutte le componenti del movimento, dalle società di base alle squadre nazionali, dagli atleti ai tecnici, dai comitati territoriali ai dirigenti.

Le interviste video realizzate con Antonio Noris, Stefano Maldifassi e Silvio Fauner offrono l'occasione per approfondire direttamente con alcuni dei protagonisti le ragioni di questo percorso, il significato del voto di Verona e le prospettive che si aprono per il futuro federale.

ENTRO 90 GIORNI UNA NUOVA SFIDA

Il risultato di Verona non rappresenta ancora una vittoria per Antonio Noris, ma certamente apre una prospettiva nuova.

La Federazione dovrà convocare una nuova assemblea elettiva entro 90 giorni. Roda, non avendo raggiunto la maggioranza qualificata, non potrà ripresentare la propria candidatura, mentre Noris e gli altri eventuali aspiranti alla presidenza potranno partecipare alla prossima consultazione.

Nell'attesa, si apre una delicata fase di transizione, che coinciderà con l'avvio della stagione agonistica invernale.

Resta dunque molto lavoro da fare. Serviranno dialogo, capacità di aggregazione e una proposta credibile per il futuro, evitando che il confronto si riduca a una contrapposizione tra schieramenti.

IL VERO CAMBIAMENTO COMINCIA ADESSO

Qualcuno ha già definito quello di Verona il tramonto dell'era dell'«imperatore», un'espressione che restituisce il peso e la durata della presidenza Roda, ma che non deve far dimenticare quanto lo sport italiano abbia conquistato in questi anni.

La pagina che si chiude merita rispetto. Quella che si apre richiede responsabilità.

La squadra di Noris, Fauner, Maldifassi e Sima si prepara ora a una nuova fase di confronto con il movimento federale, consapevole che il consenso raccolto a Verona rappresenta una base importante, non un traguardo definitivo.

Il futuro della FISI si deciderà nei prossimi mesi. Ma una cosa è già certa: il voto di Verona ha interrotto la continuità di una lunga presidenza e ha riportato al centro del dibattito una domanda fondamentale.

Quale Federazione vogliono, per i prossimi anni, le società, gli atleti, i tecnici e tutti coloro che vivono quotidianamente gli sport invernali italiani?

È da questa domanda che dovrà nascere la nuova stagione della FISI.

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