Friuli Venezia Giulia, contributi 2026 per mettere in sicurezza i terreni privati
La Regione finanzia progettazione e lavori su fondi privati colpiti da ordinanze sindacali. Domande via PEC alla Direzione centrale.
TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia apre un bando da 750 mila euro per sostenere la messa in sicurezza dei fondi privati nelle aree esposte a rischio idrogeologico. La misura riguarda il 2026 ed è rivolta a proprietari e comproprietari di terreni già interessati da un'ordinanza sindacale che impone interventi di sicurezza.
A comunicarlo è l'assessore regionale competente Cristina Amirante, spiegando che la tutela del territorio non passa soltanto dalle opere pubbliche o dagli interventi sulle aree comuni più fragili, ma anche dalla sistemazione dei terreni privati che possono contribuire a prevenire frane, cedimenti e altre criticità legate al dissesto.
Quanto vale il bando e cosa finanzia
Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale mette a disposizione 110 mila euro per le spese di progettazione degli interventi e 640 mila euro per le spese di esecuzione dei lavori.
Il contributo massimo previsto è di 10 mila euro per la progettazione e di 60 mila euro per i lavori di messa in sicurezza. I finanziamenti saranno assegnati con procedura a graduatoria.
Chi può fare domanda
Possono presentare richiesta le persone fisiche, le imprese e i liberi professionisti proprietari o comproprietari di fondi che si trovano in aree a rischio idrogeologico e che siano stati oggetto di un'ordinanza comunale di messa in sicurezza.
Il bando punta quindi a intervenire su situazioni già formalmente rilevate dai Comuni, con un sostegno economico destinato sia alla fase tecnica iniziale sia all'esecuzione concreta delle opere necessarie.
Il tema del dissesto resta centrale anche alla luce delle recenti criticità legate al maltempo e alla allerta arancione per temporali, che hanno riportato l'attenzione sulla fragilità di molte aree esposte a rischio.
Come presentare la richiesta e i tempi della rendicontazione
La domanda deve essere inviata tramite posta elettronica certificata alla Direzione centrale infrastrutture e territorio. Nel testo diffuso non è riportato l'indirizzo PEC completo.
Per quanto riguarda la fase successiva all'assegnazione del contributo, la documentazione di rendicontazione dovrà essere presentata entro 12 mesi dalla conclusione dei lavori.