Friuli Venezia Giulia, dal 1° giugno è operativo il Centro Studi per la Manifattura 2030
Il nuovo servizio regionale produrrà report trimestrali e indagini tra le aziende per misurare l’andamento del sistema produttivo
Udine - Dal 1° giugno è operativo in Friuli Venezia Giulia il Centro Studi del sistema economico regionale, il nuovo strumento previsto nell’ambito di Agenda FVG Manifattura 2030 per seguire l’andamento del sistema produttivo e aggiornare le politiche di sviluppo economico della Regione.
L’avvio del servizio è stato confermato in Consiglio regionale dall’assessore alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, intervenuto in risposta a un’interrogazione. Il Centro Studi nasce con una funzione pratica: raccogliere dati, leggere in tempi rapidi le tendenze dell’economia regionale e offrire un supporto utile per calibrare gli interventi destinati alle imprese.
Come funzionerà il Centro Studi
Il nuovo organismo lavorerà attraverso un monitoraggio strutturato. Sono previsti rapporti trimestrali sull’andamento degli interventi legati a Agenda FVG Manifattura 2030 e un’indagine congiunturale rivolta alle aziende del territorio, pensata per raccogliere percezioni, criticità e indicazioni dal tessuto produttivo regionale.
Accanto a questa attività, sarà messo a punto anche un sistema di indicatori per misurare gli effetti delle politiche regionali, con aggiornamenti periodici collegati all’evoluzione dei contesti geopolitici e socioeconomici.
Secondo quanto spiegato dall’assessore, il Centro Studi opererà come un barometro qualitativo e congiunturale, capace di restituire la visione diretta delle imprese su competitività e prospettive. L’obiettivo è affiancare gli indicatori statistici ufficiali con strumenti più immediati, in grado di leggere il presente e le dinamiche correnti del sistema industriale.
Le risorse già messe in campo nel 2025
Nel ripercorrere il primo anno di attuazione del piano industriale regionale, Bini ha ricordato che nel 2025 Agenda FVG Manifattura 2030 è stata finanziata con oltre 235,7 milioni di euro. Le risorse hanno permesso l’apertura di bandi e iniziative specifiche lungo le linee di azione definite con la collaborazione di The European House Ambrosetti.
A queste voci si aggiungono 15 milioni di euro per l’innovazione delle imprese e la transizione digitale, 12,6 milioni per lo sviluppo del settore artigiano e 124,7 milioni per il sostegno alle imprese attraverso l’accesso al credito agevolato.
Il ruolo del monitoraggio sulle imprese
La nuova struttura dovrà quindi affiancare l’attuazione delle misure regionali con una lettura continuativa dell’economia reale. In questo senso, l’indagine rivolta alle aziende punta a intercettare non solo i risultati degli interventi già attivati, ma anche i bisogni emergenti del sistema produttivo, compresi i temi legati a occupazione, competenze e aggiornamento professionale, in una fase in cui la Regione sta intervenendo anche sul fronte dei contributi professionisti formazione.
Bini ha sottolineato che i dati elaborati dal Centro Studi saranno orientati al presente e alle dinamiche in corso del sistema industriale regionale, con l’intento di fornire un supporto complementare rispetto alle statistiche ufficiali, che per loro natura fotografano andamenti già consolidati.