Cavalli al traino con quasi 40 gradi a Gorizia: scatta la diffida al Comune

Cavalli impiegati alla Sagra di San Rocco con temperature vicine ai 40°C: LAV e PAI diffidano il Comune di Gorizia.

12 agosto 2026 09:22
Cavalli al traino con quasi 40 gradi a Gorizia: scatta la diffida al Comune -
Condividi

GORIZIA. Fermare l'utilizzo dei cavalli da tiro durante le giornate di caldo estremo e chiarire immediatamente se il passaggio del calesse visto nelle vie cittadine sia stato regolarmente autorizzato. È la richiesta contenuta nella diffida inviata nella mattinata di mercoledì 12 agosto al Comune di Gorizia da LAV Friuli Venezia Giulia e PAI FVG.

L'iniziativa arriva dopo alcune segnalazioni ricevute dalle associazioni riguardo all'impiego di cavalli nell'ambito della 526ª Sagra di San Rocco, in corso in città. Secondo quanto riferito dai cittadini, un calesse trainato dagli animali sarebbe transitato in alcune strade del centro durante giornate caratterizzate da temperature prossime ai 40 gradi.

Chiesto lo stop immediato al traino

La diffida è stata indirizzata al sindaco Rodolfo Ziberna e alla vicesindaca con delega al Benessere degli animali Chiara Gatta. Per conoscenza il documento è stato trasmesso anche al Servizio Veterinario, alla Polizia Locale e alla Direzione regionale salute del Friuli Venezia Giulia.

A firmare l'atto sono Guido Iemmi, coordinatore regionale LAV, e Irene Giurovich, referente regionale del Partito Animalista Italiano.

Le associazioni chiedono innanzitutto di accertare se esista un'autorizzazione specifica per l'utilizzo dei cavalli durante la manifestazione.

Nel caso in cui l'autorizzazione sia stata concessa, LAV e PAI ne chiedono la revoca; se invece l'impiego degli animali non risultasse autorizzato, domandano che vengano effettuate le verifiche del caso.

La questione del rapporto tra temperature elevate e tutela degli animali è tornata al centro del dibattito regionale anche nei giorni scorsi, quando il Partito Animalista aveva chiesto il rinvio dell'apertura della stagione venatoria in FVG, richiamando gli effetti di caldo e incendi sulla fauna.

Il nodo delle temperature registrate a Gorizia

Al centro della contestazione ci sono soprattutto le condizioni climatiche nelle quali gli animali sarebbero stati utilizzati.

Secondo quanto riportato dalle associazioni, nei giorni precedenti Gorizia ha registrato temperature eccezionalmente elevate, con valori che avrebbero raggiunto livelli record per le stazioni meteorologiche regionali.

Il periodo resta caratterizzato da caldo intenso anche in vista di Ferragosto, come emerge dal quadro dedicato alle previsioni tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Per LAV e PAI, sottoporre un cavallo allo sforzo di trainare un calesse sull'asfalto con temperature così elevate sarebbe incompatibile con una corretta tutela dell'animale.

Le norme richiamate nella diffida

Nel documento le associazioni fanno riferimento al Regolamento comunale per la tutela del benessere degli animali, risalente al 2005, che vieta di sottoporre gli animali a sforzi, fatiche e condizioni climatiche eccessive.

Vengono inoltre richiamate la legge regionale FVG 20/2012 e le disposizioni del Codice penale relative al maltrattamento e alla detenzione degli animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

«Con quasi 40 gradi non ci sono giustificazioni per far trainare un calesse a un animale sull'asfalto», sostiene Guido Iemmi, chiedendo un intervento immediato dell'amministrazione.

Il precedente dei cavalli diretti a Budapest

Le due associazioni collegano quanto segnalato a Gorizia a una vicenda avvenuta appena due settimane prima.

Il riferimento è al viaggio in carrozza con destinazione Budapest, interrotto il 31 luglio dopo l'intervento delle associazioni.

Per Irene Giurovich non sarebbe sufficiente affrontare ogni singolo episodio: l'obiettivo è arrivare a una disciplina permanente che stabilisca con chiarezza quando il traino con equidi debba essere vietato per ragioni climatiche.

LAV e PAI chiedono infatti al Comune di prendere come riferimento provvedimenti adottati in altre città italiane e di introdurre soglie di temperatura oltre le quali il traino non sia consentito, insieme a limitazioni nelle ore più calde.

Chiesti chiarimenti anche sulla presunta scorta

Un ulteriore punto della diffida riguarda una circostanza raccontata da alcuni cittadini e che, al momento, le associazioni chiedono di verificare.

Secondo alcune segnalazioni, il calesse sarebbe stato accompagnato da appartenenti alle Forze dell'ordine.

LAV e PAI domandano quindi al Comune e alla Polizia Locale di chiarire se questa presenza ci sia effettivamente stata e, in caso affermativo, con quali modalità e finalità.

Le associazioni chiedono inoltre di comprendere perché, qualora fossero confermate sia la presenza della scorta sia le condizioni climatiche descritte, l'iniziativa non sia stata interrotta.

La richiesta di un'ordinanza per tutta l'estate

La diffida non riguarda soltanto quanto già accaduto durante la Sagra di San Rocco.

LAV e PAI chiedono al sindaco di valutare con urgenza un'ordinanza valida sul territorio comunale che vieti o limiti l'impiego degli equidi da tiro quando vengono superate determinate soglie termiche oppure durante le fasce più calde della giornata.

La richiesta riguarda almeno la parte restante della Sagra, ma le associazioni propongono di estendere le regole all'intero periodo estivo.

L'emergenza caldo si inserisce in settimane particolarmente impegnative anche sotto il profilo ambientale in Friuli Venezia Giulia, dove contemporaneamente sono stati affrontati numerosi incendi con Canadair, elicotteri e volontari impegnati su più fronti.

Riscontro chiesto entro 24 ore

Le associazioni hanno domandato al Comune una risposta scritta entro 24 ore.

In assenza di un riscontro, LAV e PAI annunciano di riservarsi la possibilità di portare la vicenda all'attenzione della Procura della Repubblica e delle altre autorità competenti.

Viene inoltre richiesta una vigilanza puntuale della Polizia Locale sulle modalità con cui gli animali vengono eventualmente utilizzati durante la manifestazione e, più in generale, negli eventi pubblici organizzati o autorizzati dal Comune.

Per Iemmi e Giurovich, infine, la vicenda pone anche un tema culturale: le istituzioni dovrebbero favorire iniziative capaci di valorizzare feste e tradizioni senza ricorrere ad animali sottoposti a un impegno fisico particolarmente gravoso in condizioni climatiche estreme. Le due associazioni si sono dette disponibili a incontrare l'amministrazione comunale per un confronto sulle future iniziative.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail