Gorizia, la pizzeria Zero81 tra gli Zero d’Avanguardia: premio alla filiera 100% italiana
Il riconoscimento è arrivato alla Festa del Raccolto di Molini Fagioli: premiata la scelta di farine OIRZ e della filiera italiana.
GORIZIA - La pizzeria Zero81 di Gorizia entra nella rete nazionale degli Zero d’Avanguardia, selezione che riunisce professionisti dell’arte bianca impegnati nell’uso di grano italiano e in una filiera tracciata. A ricevere il riconoscimento è stato Stefano Maazouzi, indicato come unica realtà del Friuli Venezia Giulia presente oggi in questa selezione.
Il premio è stato assegnato durante la sesta edizione della Festa del Raccolto organizzata da Molini Fagioli a Borgo di Celle, in provincia di Perugia. Tra le motivazioni indicate ci sono la pizza ottenuta da grano 100% italiano, l’uso di prodotti tipici DOP e IGP, dei presìdi Slow Food e l’attenzione alle scelte di filiera rivolte al cliente.
Dove è arrivato il riconoscimento
Ogni anno una commissione di esperti guidata da Salvatore Vaccaro, presidente del movimento, seleziona nuovi professionisti che si distinguono per competenza, coerenza e impegno nella promozione di una cultura del grano improntata a sostenibilità e trasparenza. Tra i nomi già presenti nel movimento vengono citati Luca Pezzetta, Jacopo Mercuro e Luca Mastracci.
Nel caso di Zero81, il riconoscimento è legato anche alla scelta di utilizzare farine OIRZ, ottenute da grano italiano coltivato in Umbria e indicate come prodotto a residuo zero. Un tema che si inserisce nel dibattito più ampio sulla filiera cerealicola e sulla provenienza delle materie prime.
La scelta della pizzeria Zero81
Maazouzi ha spiegato che il riconoscimento rappresenta la conferma di una linea professionale precisa, costruita su una filiera che parte dal grano e arriva fino al prodotto finito. La pizzeria goriziana utilizza infatti farine OIRZ ricavate da grano 100% italiano, con particolare attenzione alla tutela della materia prima e dell’ambiente agricolo.
Un punto evidenziato riguarda il controllo dei residui: secondo quanto comunicato, le farine sono certificate con residui di fitofarmaci di sintesi chimica inferiori al limite di rilevabilità, cioè inferiori a 0,01 mg/kg. Un aspetto che, nella lettura data dai promotori del premio, distingue la semplice scelta di una farina italiana da quella di una filiera italiana controllata in ogni passaggio.
Il valore della materia prima
Nelle motivazioni del riconoscimento rientra anche l’attenzione alla trasparenza verso il cliente, con la volontà di raccontare provenienza e caratteristiche degli ingredienti utilizzati. La qualità della pizza, secondo l’impostazione indicata da Zero81, comincia infatti già dal campo e dalle decisioni prese lungo tutta la catena produttiva.
In Friuli Venezia Giulia il tema delle produzioni agricole e della trasformazione resta centrale anche per altri comparti, come mostra il recente bando da 750mila euro per la filiera cerealicola. Nel caso di Stefano Maazouzi, il riconoscimento nazionale arrivato a Borgo di Celle premia proprio questa impostazione: uso di farine OIRZ, prodotti DOP e IGP, presìdi Slow Food e una filiera dichiarata interamente italiana.