Grado ricorda i 50 anni del terremoto del Friuli: il programma dal 1 settembre

Dall’1 settembre a dicembre teatro, libri, concerto e un incontro con ex sindaci, sfollati e cittadini che accolsero oltre 6.500 persone.

27 agosto 2026 08:15
Grado ricorda i 50 anni del terremoto del Friuli: il programma dal 1 settembre -
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GRADO - Quattro mesi di appuntamenti per ricordare una delle pagine più forti della storia recente della città: dall’1 settembre 2026 a dicembre Grado dedica una rassegna ai 50 anni del terremoto del Friuli e all’accoglienza garantita dopo il sisma del 1976, quando la località lagunare ospitò oltre 6.500 sfollati tra alberghi e case private.

Il titolo scelto dal Comune è “I gabbiani non vivono sui monti: Grado ricorda i 50 anni dal terremoto del Friuli”. Il cuore del programma sarà venerdì 11 settembre alle 18.30 nella Sala Consiglio del Municipio, in piazza Biagio Marin, con l’incontro pubblico “1976-2026: un abbraccio che non si è mai spento”, dedicato all’accoglienza attivata in città dopo le scosse di settembre del 1976.

L’appuntamento riunirà attorno allo stesso tavolo gli amministratori dell’epoca e chi visse direttamente quei giorni: famiglie accolte, albergatori, insegnanti, volontari e cittadini gradesi che aprirono le proprie case a chi aveva perso tutto. L’orario non è casuale: richiama il momento in cui, cinquant’anni prima, nuove scosse tornarono a colpire il Friuli, pochi giorni prima di quella devastante del 15 settembre che spinse migliaia di famiglie verso le località balneari, tra cui Grado.

L’incontro dell’11 settembre e il valore delle testimonianze

Il Comune punta a trasformare la serata in una raccolta di memoria diretta, prima che si perda il racconto di chi fu protagonista di quella stagione. Nel 1976 il terremoto del 6 maggio e le successive scosse dell’11 e del 15 settembre causarono quasi mille vittime e lasciarono senza casa oltre centomila persone. In quel contesto Grado diventò uno dei luoghi simbolo dell’accoglienza.

Il percorso di memoria si inserisce nello stesso filone di iniziative che in Friuli stanno segnando l’anniversario del sisma, come il documentario proposto a Glesie Furlane.

Il calendario degli eventi da settembre a dicembre

Il primo appuntamento è fissato per martedì 1 settembre alle 21 a Villa Teresa, in Riva Ugo Foscolo, con il teatro in piazza “Voci dal Terremoto 1976-2026”, curato da Grado Teatro con il contributo del Comune.

Dopo l’incontro dell’11 settembre, il programma proseguirà ai primi di ottobre nella Biblioteca F. Marin con un evento storico-sociologico e la presentazione del volume di Walter Tomada “La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976”.

Grado ricorda i 50 anni del terremoto del Friuli: il programma dal 1 settembre

Il 23 ottobre alle 20.45 l’Auditorium B. Marin di via Marchesini ospiterà “Orcolat”, lo spettacolo di Simone Cristicchi proposto dall’ERT.

Il 12 novembre alle 17 nella Biblioteca F. Marin sarà presentato il libro di Paola Treppo “E ven la fin dal mont! Una bambina friulana nel terremoto del 1976”, nell’ambito di un progetto sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

Il giorno successivo, 13 novembre, davanti al Palazzo dei Congressi è prevista la messa a dimora di un albero della memoria, proveniente dal vivaio regionale di Tarcento.

Il concerto finale nella Basilica di Sant’Eufemia

La chiusura della rassegna è in programma domenica 20 dicembre alle 16 nella Basilica di Sant’Eufemia con “Tra mare e montagna, canti e poesie per i cinquant’anni del terremoto del Friuli”. Protagonisti saranno i cori Santa Cecilia di Grado e Sot La Nape di Villa Santina, con letture di poesie di Biagio Marin e Novella Cantarutti, in un legame simbolico tra la laguna e la montagna friulana.

Le informazioni utili e le parole del sindaco

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. Il calendario dettagliato e gli eventuali aggiornamenti saranno pubblicati sui canali istituzionali del Comune.

Nel presentare l’iniziativa, il sindaco Giuseppe Corbatto ha ricordato che cinquant’anni fa Grado “aprì le porte di casa a più di 6.500 persone che avevano perso tutto” e ha indicato nell’incontro dell’11 settembre il momento centrale della rassegna, pensato per far sedere di nuovo accanto gli amministratori di allora e chi quell’accoglienza l’ha vissuta in prima persona.

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