Cermis, evacuati gli edifici in quota: 60 Vigili del Fuoco contro l’incendio nel bosco
Incendio sul Cermis: edifici evacuati in quota, 60 Vigili del Fuoco e un elicottero impegnati. Il rogo potrebbe essere partito da un fulmine.
CERMIS. La decisione è arrivata mentre le squadre erano già impegnate contro le fiamme: gli edifici in quota più vicini all’incendio sono stati evacuati in via precauzionale. Sul Cermis la giornata di martedì 11 agosto si è trasformata in una lunga operazione antincendio, con decine di soccorritori, forestali e un elicottero mobilitati per contenere un rogo sviluppatosi nel bosco.
Il dispositivo schierato è consistente. Sono circa 60 i Vigili del Fuoco del distretto della Val di Fiemme impegnati nell’intervento, affiancati dal nucleo elicotteri del Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Trento e dal Corpo forestale del Trentino.
Il lavoro non riguarda soltanto lo spegnimento delle fiamme: parallelamente sono iniziate le verifiche sul terreno e le attività necessarie per mettere in sicurezza l’intera zona interessata.
Evacuazione precauzionale nelle zone più vicine alle fiamme
La presenza dell’incendio in un ambiente montano e soprattutto le condizioni del vento hanno portato a scegliere la strada della prudenza.
Gli edifici situati in quota nelle vicinanze del fronte dell’incendio sono stati evacuati per evitare che eventuali cambiamenti nella direzione delle fiamme potessero creare situazioni di pericolo.
Allo stesso tempo i forestali stanno contribuendo a mantenere gli escursionisti lontani dalla zona delle operazioni, dove sono presenti personale a terra e mezzi aerei.
L’obiettivo è lasciare completamente libera l’area interessata dall'emergenza e consentire ai soccorritori di intervenire senza ulteriori rischi.
Sessanta pompieri mobilitati dalla Val di Fiemme
L’allarme è stato lanciato intorno alle 10.30. Da quel momento è iniziato il progressivo afflusso delle squadre verso il Cermis.
Sono stati mobilitati i Vigili del Fuoco di Cavalese, Carano, Castello, Daiano, Tesero, Varena e Ziano, impegnati sui diversi punti del fronte.
Il coordinamento delle operazioni è affidato all’ispettore distrettuale Stefano Sandri.
A rendere particolarmente impegnativo l’intervento è la necessità di operare contemporaneamente su più livelli: contenere l’avanzata del fuoco, raggiungere i punti più difficili, verificare la presenza di nuovi focolai e preparare la successiva bonifica del bosco.
Situazioni analoghe nelle aree montane richiedono spesso l’utilizzo coordinato di squadre a terra e mezzi aerei. Era accaduto anche durante l’incendio boschivo sul Monte Piolsa a Claut, dove le fiamme avevano minacciato di avvicinarsi alle abitazioni.
L’elicottero preleva acqua dall’impianto di innevamento
Sul fronte del Cermis è entrato in azione anche l’elicottero dei Vigili del Fuoco, che ha effettuato numerosi lanci d’acqua sulle zone interessate dall’incendio.
Una soluzione particolare è stata adottata per velocizzare i rifornimenti: l’acqua viene prelevata dall’impianto utilizzato normalmente per l’innevamento.
Questo consente al mezzo di effettuare ripetutamente il ciclo di carico e sgancio, supportando dall’alto il personale impegnato nel bosco.
L’intervento dell’elicottero assume ancora maggiore importanza quando le fiamme interessano versanti o porzioni di vegetazione difficilmente raggiungibili con i normali mezzi terrestri.
Il rogo potrebbe essere iniziato giorni fa
Le verifiche sulle cause dell’incendio sono ancora in corso, ma le prime indicazioni portano verso l’ipotesi di un fulmine.
La particolarità è che l’evento che avrebbe dato origine al rogo potrebbe non essersi verificato questa mattina.
Secondo le prime valutazioni, infatti, un fulmine caduto nei giorni scorsi potrebbe aver innescato un piccolo focolaio nel bosco, rimasto inizialmente confinato e praticamente invisibile.
Il fuoco avrebbe continuato a covare lentamente senza produrre segnali evidenti. Soltanto successivamente, trovando condizioni favorevoli, avrebbe raggiunto altra vegetazione e aumentato di intensità fino a diventare visibile nella mattinata di martedì.
L’effetto dei fulmini in montagna può avere conseguenze anche molto diverse. Nelle scorse settimane tre escursionisti erano stati soccorsi dopo che un fulmine aveva interessato il cavo della ferrata Bolver-Lugli sulle Pale di San Martino.
Il vento complica lo spegnimento
Tra gli elementi maggiormente tenuti sotto controllo c’è il vento, che sta rendendo più difficoltose le operazioni.
Le raffiche possono alimentare le fiamme, trasportare materiale incandescente verso altre porzioni di vegetazione e soprattutto modificare rapidamente il comportamento del fronte dell’incendio.
Per questo il lavoro delle squadre non si limita a intervenire sulle fiamme più evidenti. È necessario sorvegliare costantemente anche le aree già trattate e quelle apparentemente non ancora raggiunte dal fuoco.
In un periodo caratterizzato da caldo e condizioni atmosferiche variabili, l’attenzione resta elevata anche sull’evoluzione del tempo, dopo diverse settimane segnate dall’alternanza tra temperature elevate e temporali anche intensi al Nord.
Dopo le fiamme inizierà la bonifica
Spegnere il fronte visibile rappresenta soltanto una parte dell'intervento. Una volta contenuto l’incendio, le squadre devono procedere con un’attenta bonifica del terreno.
Nel sottobosco, nelle radici e nel materiale vegetale possono infatti restare zone incandescenti non immediatamente individuabili.
Proprio questi punti possono provocare una nuova ripartenza delle fiamme anche diverse ore dopo il primo spegnimento.
Per questo le operazioni sul Cermis proseguiranno fino a quando l’area non sarà considerata sufficientemente sicura.
L’appello: niente fuochi fuori dalle aree autorizzate
L’incendio ha spinto la Protezione civile del Trentino a richiamare nuovamente l’attenzione di residenti, turisti ed escursionisti.
L’indicazione è di evitare l’accensione di fuochi, salvo nelle aree espressamente predisposte, e di non adottare comportamenti che possano provocare accidentalmente un innesco.
Il territorio sta infatti attraversando una fase nella quale le temperature elevate si accompagnano a un deficit idrico diffuso, creando condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.
La situazione sul Cermis rimane quindi sotto stretta osservazione. Vigili del Fuoco, elicottero e Corpo forestale continuano a lavorare sull’area interessata dal rogo, mentre restano in vigore le misure precauzionali adottate per tenere persone ed escursionisti lontani dalle zone più esposte.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 11 agosto 2026