Infermiere aggredito al Pronto soccorso di Treviso, sette giorni di prognosi

L'episodio nella notte tra domenica e lunedì al Triage del Ca' Foncello. Il sindacato chiede più sicurezza e accessi inibiti all'utenza.

31 agosto 2026 20:19
Infermiere aggredito al Pronto soccorso di Treviso, sette giorni di prognosi -
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TREVISO - Un infermiere del Triage del Pronto soccorso di Treviso è stato aggredito nella notte tra domenica e lunedì da un uomo che pretendeva informazioni sulla compagna, una paziente che aveva appena denunciato una violenza. L'operatore sanitario, secondo quanto riferito da Nursing Up Treviso, è stato afferrato per il collo e spinto contro una porta. Ha riportato traumi a collo e nuca, con sette giorni di prognosi.

L'aggressione è avvenuta nella postazione di Triage del Pronto soccorso cittadino. L'uomo, compagno della donna, avrebbe oltrepassato l'area riservata dopo aver chiesto notizie sulla paziente. A fermarlo sono stati prima la vigilanza e poi le forze dell'ordine, che lo hanno allontanato.

Cosa è successo al Triage

Secondo la ricostruzione del sindacato, l'infermiere stava applicando correttamente il protocollo aziendale per i Codici rosa, previsto a tutela delle vittime di violenza. Proprio durante questa procedura sarebbe scattata l'aggressione fisica.

Annarita Secchi, dirigente sindacale e referente provinciale di Nursing Up Treviso, ha espresso solidarietà al collega coinvolto, augurandogli una pronta ripresa, e ha definito l'episodio l'ennesimo segnale del rischio a cui è esposto il personale che lavora in prima linea nei pronto soccorso.

La richiesta di Nursing Up all'Ulss 2

Per il sindacato, il punto centrale non riguarda solo il singolo episodio ma la protezione concreta degli operatori nelle aree più esposte. Nursing Up chiede all'azienda sanitaria un rafforzamento immediato delle misure di prevenzione e sicurezza nei pronto soccorso della Marca, a partire dalle postazioni di Triage del Pronto soccorso.

Nel mirino c'è soprattutto l'assetto fisico delle postazioni: secondo il sindacato devono essere chiuse e rese inaccessibili all'utenza, così da impedire l'ingresso ai non addetti in quello che viene indicato come il primo e più delicato punto di contatto con i pazienti e con gli accompagnatori.

Secchi riconosce lo sforzo compiuto dall'azienda con l'introduzione del braccialetto antiaggressione, ma giudica questa misura non sufficiente. La richiesta è quella di un adeguamento strutturale delle postazioni, in modo da evitare accessi fisici all'area di lavoro degli infermieri e ridurre il rischio di nuove aggressioni. Sul tema della tenuta degli organici e delle condizioni di lavoro nella sanità trevigiana, nelle scorse settimane era intervenuto anche Nursing Up Treviso.

Il tema della sicurezza nei pronto soccorso

Nella nota, il sindacato parla di un fenomeno che continua a ripetersi nonostante le norme già previste sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e le disposizioni specifiche a tutela del personale sanitario. Per questo la richiesta all'Ulss 2 Marca Trevigiana è di intervenire con misure più incisive nei pronto soccorso del territorio, rendendo inaccessibili all'utenza le postazioni di triage.

L'episodio è avvenuto nella notte del 31 agosto 2026 ed è riferito al Pronto soccorso di Treviso, dove l'infermiere stava gestendo un caso legato a una denuncia di violenza con applicazione del protocollo Codici rosa.

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