Isonzo-Soča, mozione in Regione e ordine del giorno a Gorizia sulla crisi idrica

In vista della riunione del 30 settembre a Gorizia, chiesti interventi al Governo, alla Regione e una gestione transfrontaliera stabile.

13 agosto 2026 12:02
Isonzo-Soča, mozione in Regione e ordine del giorno a Gorizia sulla crisi idrica -
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UDINE - La crisi idrica ed ecologica dell’Isonzo-Soča arriva in Regione e nel Consiglio comunale di Gorizia, con una doppia iniziativa politica che punta a ottenere nuove regole sui rilasci dell’impianto idroelettrico di Solkan e una gestione transfrontaliera più strutturata del fiume tra Italia e Slovenia. Il passaggio considerato decisivo è la seduta della Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia, già convocata a Gorizia il 30 settembre 2026.

Il quadro è stato sollevato da Massimo Moretuzzo, capogruppo e segretario del Patto per l’Autonomia, ed Eleonora Sartori, consigliera comunale a Gorizia con Noi Mi Noaltris Go e componente del direttivo del partito. Al centro c’è la richiesta di un cambio di passo nelle relazioni tra i due Paesi, con procedure più trasparenti e una risposta ritenuta adeguata alle pressioni ambientali e climatiche che interessano il bacino del fiume.

Le richieste a Governo, Regione e Autorità di bacino

Con il sostegno politico del Patto per l’Autonomia, il Forum Gorizia ha trasmesso un’istanza urgente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali.

L’obiettivo è ottenere interventi concreti e una posizione chiara da parte delle istituzioni italiane prima della riunione di fine settembre. La stessa iniziativa sarà portata anche nell’aula comunale di Gorizia attraverso un ordine del giorno firmato dai consiglieri della lista “Noi, Mi, Noaltris GO” Andrea Picco ed Eleonora Sartori.

La mozione depositata in Consiglio regionale

La questione è stata trasferita anche a Trieste. A partire dalla segnalazione di Sartori, i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia-Civica FVG Massimo Moretuzzo e Giulia Massolino hanno depositato una mozione che impegna il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e la Giunta ad attivarsi presso il Governo italiano.

Il testo chiede che nella Commissione mista italo-slovena venga aperto rapidamente un confronto per definire una diversa regolamentazione dei rilasci dell’impianto di Solkan. Il punto, secondo i promotori, è garantire portate compatibili con la salvaguardia del fiume, la tutela della biodiversità, la conservazione dei servizi ecosistemici e le esigenze del comparto agricolo e di quello idroelettrico.

Isonzo-Soča, mozione in Regione e ordine del giorno a Gorizia sulla crisi idrica

Il riferimento si inserisce nel dibattito più ampio sui temi ambientali in Friuli Venezia Giulia, dove negli ultimi mesi sono tornate centrali anche le ricadute del caldo estremo, come nel caso delle scuole e ondate di calore in Fvg.

L’ipotesi di una commissione internazionale sul fiume

Un altro passaggio contenuto nella mozione riguarda l’avvio di una concertazione tra Italia e Slovenia per istituire una Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Isonzo-Soča. Nelle intenzioni dei proponenti dovrebbe diventare un organismo permanente per la gestione integrata del bacino idrografico transfrontaliero, sul modello delle principali commissioni fluviali europee.

Alla Regione viene inoltre chiesto di riferire ogni anno al Consiglio regionale sullo stato della cooperazione istituzionale fra i due Paesi per la gestione del corso d’acqua.

Moretuzzo e Sartori sostengono che la crisi del fiume non possa più essere affrontata con logiche negoziali riservate e che servano trasparenza nelle decisioni, garanzia del deflusso ecologico e maggiore coinvolgimento delle comunità interessate su entrambe le sponde del confine.

L’ordine del giorno a Gorizia e la mozione regionale puntano quindi allo stesso risultato: arrivare alla riunione del 30 settembre con una richiesta formale alle istituzioni italiane per rivedere la regolazione dei rilasci da Solkan e aprire il percorso verso una governance stabile del bacino Isonzo-Soča.

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